Infanzia

Quadruplicati i matrimoni forzati in Italia. Uno su 3 è con una minore

29 Novembre Nov 2022 1332 29 novembre 2022

Il numero dei reati di matrimonio forzato in Italia è andato aumentando progressivamente, passando dai 7 degli ultimi 5 mesi del 2019 agli 8 del 2020 ai 20 nel 2021. L’85% delle vittime è di genere femminile, un terzo sono minorenni e prevalentemente di origini straniere

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Maltrattamento Sui Minori
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Il numero dei reati di matrimonio forzato in Italia è andato aumentando progressivamente, passando dai 7 degli ultimi 5 mesi del 2019 agli 8 del 2020 ai 20 nel 2021. L’85% delle vittime è di genere femminile, un terzo sono minorenni e prevalentemente di origini straniere

Dal 9 agosto 2019 - data di entrata in vigore della legge n. 69 denominata “Codice rosso” - al 31 dicembre 2021 si è registrato un aumento dei delitti connessi al fenomeno dei cosiddetti “matrimoni forzati”. È quanto emerge dal più recente report realizzato dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale. L’85% delle vittime è di genere femminile, un terzo sono minorenni e prevalentemente di origini straniere.

Secondo quanto emerge dal Dossier indifesa 2022 di Terre des Hommes, «Vittime principali di questi matrimoni forzati sono ragazze costrette ad abbandonare la scuola, col timore di denunciare anche per mancanza di informazioni sui soggetti cui rivolgersi o perché lo stato di controllo in cui vivono impedisce loro di poterlo fare. I presunti autori noti sono per il 71% uomini e, prevalentemente, di nazionalità straniera».

Il documento mette in evidenza come il numero dei reati di matrimonio forzato in Italia sia andato aumentando progressivamente, passando dai 7 degli ultimi 5 mesi del 2019 agli 8 del 2020 ai 20 nel 2021, con una maggiore concentrazione nelle regioni settentrionali, mentre al centro-sud si registrano valori bassi o nulli, ad eccezione della Sicilia. «Questo aumento - si legge nel rapporto- può essere interpretato favorevolmente, come un “fisiologico processo di progressiva conoscenza di una nuova norma e più facile applicazione della medesima per una maggiore propensione alla denuncia da parte delle vittime o di soggetti terzi che vengano comunque a conoscenza dei fatti». si legge nel rapporto.

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