Trasparanza

Pnrr, la società civile chiede trasparenza

30 Novembre Nov 2022 1200 30 novembre 2022

Pubblichiamo la lettera aperta di 45 soggetti e reti della società civile al presidente del consiglio Giorgia Meloni e al ministro con delega al Pnrr Raffale Fitto: «Mentre la seconda relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano ci informa che sono stati caricati 73.000 progetti per un valore complessivo di oltre 65 miliardi di euro, il report pubblico di Italia Domani ne elenca appena 5.000»

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Meloni Fitto B Sintesi
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Pubblichiamo la lettera aperta di 45 soggetti e reti della società civile al presidente del consiglio Giorgia Meloni e al ministro con delega al Pnrr Raffale Fitto: «Mentre la seconda relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano ci informa che sono stati caricati 73.000 progetti per un valore complessivo di oltre 65 miliardi di euro, il report pubblico di Italia Domani ne elenca appena 5.000»

Nonostante le continue promesse da parte di Governo e Parlamento, le informazioni sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sulla sua gestione sono ancora molto scarse e inadeguate. Per cittadini e cittadine, associazioni, gruppi, movimenti, università, centri di ricerca non è infatti ancora possibile seguire un progetto e il suo impatto sul territorio e sulle persone.

La legge di bilancio per il 2021 impegnava il Governo a rilevare i dati di attuazione finanziaria, fisica e procedurale relativi a ciascun progetto del PNRR e a renderli disponibili in formato elaborabile, ma di tutto questo ancora ci sono pochissime evidenze. I dati pubblicati non sono dati di monitoraggio, non restituiscono nulla alla cittadinanza sullo stato di attuazione e non forniscono alcuna evidenza o informazione sulle ricadute sui territori e sullo stato di effettiva realizzazione degli interventi.

Sul catalogo dati di ItaliaDomani, il portale nazionale del PNRR lanciato dal Governo nell’agosto 2021 con l’obiettivo dichiarato di permettere un monitoraggio da parte della cittadinanza sulla realizzazione del piano e dello stato di avanzamento di ogni investimento e delle spese sostenute, non sono reperibili dati che permettano di avere contezza sui progetti e sul loro stato di avanzamento né le informazioni sui fondi effettivamente spesi.

Mentre la seconda relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano, trasmessa alle Camere il 6 ottobre, ci informa che sul sistema REGIS, attraverso cui le Amministrazioni territoriali devono adempiere agli obblighi di monitoraggio, controllo e rendicontazione, sono stati caricati 73.000 progetti per un valore complessivo di oltre 65 miliardi di euro", su ItaliaDomani ad oggi:

● Sono elencati soltanto circa 5.000 progetti;

● Le informazioni di maggiore dettaglio presenti sono aggiornate a maggio 2022 e riguardano soltanto un miliardo di euro;

● Sono presenti le informazioni su sole quattro procedure di gara.

Non esiste inoltre un luogo unico e facilmente accessibile in cui sia possibile reperire e consultare le schede progetto, ossia pagine web che permettano di conoscere i dettagli dei singoli interventi e scaricare i documenti rilevanti. Cittadini e cittadine non possono quindi sapere né cosa è previsto negli interventi che verranno realizzati nei propri quartieri e che avranno un impatto sulle loro vite e sulla loro quotidianità, né sullo stato di avanzamento di questi interventi e del Piano nel suo complesso. Non avranno dunque modo alcuno di farsi una opinione e di incidere su scelte fondamentali per il Paese, per la maggior parte finanziate con fondi chiesti in prestito all’Unione Europea.

L’ottenimento di queste informazioni, fondamentale affinché cittadini e cittadine possano esercitare pienamente il loro ruolo di controllo sull’operato della pubblica amministrazione, è finora delegato alla capacità o buona volontà delle singole amministrazioni locali, determinando quindi anche un diseguale accesso alle informazioni nei diversi territori del nostro Paese.

Come se non bastasse, l’assenza di informazioni e dati attendibili accessibili alla cittadinanza sembra riflettere una carenza generale di dati ed informazioni attendibili anche per gli stessi decisori, che hanno il dovere di garantire la corretta attuazione del piano e di relazionare sulla stessa.

In sintesi i dati che permettono all’amministrazione di controllare l’effettivo status dell'attuazione non sono ancora disponibili, a più di un anno dal varo del Piano. È dunque legittimo chiedersi su quali basi il Governo possa valutare lo stato di attuazione del Piano e possa garantirne l’impatto, in particolare sui divari di genere, territoriali e trasversali considerati prioritari.

Da tempo le organizzazioni della società civile chiedono un maggiore e costante impegno nel garantire trasparenza nella realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La maggior parte di queste richieste sono ad oggi rimaste inascoltate.

Chiediamo dunque al nuovo Governo un impegno concreto in questo senso ed in particolare:

● La pubblicazione completa, tempestiva e in formato aperto dei dati relativi ai progetti del PNRR;

● Che venga fatto obbligo ai comuni di pubblicare le schede progetto e tutti i dati ed informazioni utili a comprendere come il PNRR impatterà sul territorio. Questi dati devono essere ripresi e “centralizzati” su ItaliaDomani o su altro portale (es. XML → BDNCP o Anagrafe Nazionale Opere Incompiute);

● Che venga garantita la pubblicazione quantomeno trimestrale delle informazioni essenziali per conoscere l’effettiva gestione e l’andamento del piano, delle realizzazioni, delle spese (come da DPCM 15/9/2021), dunque: a) le milestone e i target; b) i progetti (stato di approvazione e successivi stati di avanzamento su modello dei dati reperibili sul portale OpenCoesione); c) i bandi e avvisi (link ai testi del bando/avviso, esito, vincitori) con aggiornamento auspicabilmente mensile;

● Che vengano anche resi noti gli indicatori su cui si intende monitorare l’impatto dei progetti sulle tre priorità trasversali (riduzione dei divari di genere, generazionali e territoriali).

Il PNRR rappresenta una sfida epocale ed irripetibile per il nostro Paese. Una sfida che comporta un impegno consistente e una enorme responsabilità, considerato che una fetta consistente dei fondi comporta un debito che ricadrà sulla nostra generazione e su quelle future. Una sfida che è impensabile cogliere senza garantire il pieno coinvolgimento di tutte le parti in causa, a partire dalla cittadinanza. La trasparenza e la disponibilità dei dati sono la condizione per garantire a cittadini e cittadine la possibilità promuovere il dibattito, esercitare il controllo civico, intervenire per scongiurare sprechi e decisioni sbagliate su un piano che avrà un impatto decisivo sul futuro del nostro Paese.

La società civile non deve e non può più attendere.


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