Giustizia

Nasce il primo Osservatorio italiano sul diritto allo studio in carcere

2 Dicembre Dic 2022 1250 02 dicembre 2022

L’Università degli Studi di Milano ha costituito l’Osservatorio sul diritto allo studio delle persone ristrette, per coinvolgere in maniera sempre più attiva gli studenti detenuti. Gli oltre 150 studenti ristretti attualmente iscritti rendono l’Ateneo milanese il Polo Universitario Penitenziario più grande d’Italia

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L’Università degli Studi di Milano ha costituito l’Osservatorio sul diritto allo studio delle persone ristrette, per coinvolgere in maniera sempre più attiva gli studenti detenuti. Gli oltre 150 studenti ristretti attualmente iscritti rendono l’Ateneo milanese il Polo Universitario Penitenziario più grande d’Italia

L’Università degli Studi di Milano ha costituito il primo Osservatorio italiano sul diritto allo studio in carcere, nato principalmente per garantire il coinvolgimento attivo degli studenti detenuti, attraverso l’ascolto delle loro voci in merito a difficoltà, proposte ed esigenze specifiche legate anche ai diversi istituti detentivi o circuiti di appartenenza.

La prima riunione di questo nuovo organo si è svolta pochi giorni fa presso la Statale di Milano, mentre le prossime sedute avverranno ogni due/tre mesi e potranno svolgersi anche negli istituti penitenziari che sono sedi del progetto.

L’Osservatorio svolge una triplice funzione: di rappresentanza degli studenti ristretti, di monitoraggio periodico delle loro condizioni di studio e, infine, di ricerca, con riferimento all’impatto degli interventi formativi in carcere in termini di qualità della vita detentiva, di tutela e di ripristino di diritti, oltre che di estensione delle possibilità di reinserimento sociale. Le attività dell’Osservatorio includono principalmente l’istituzione di tavoli di lavoro su diverse tematiche (borse di studio, spazi, strumentazione informatica, connessione, tirocini, studenti in regimi detentivi speciali), il mantenimento del dialogo con le figure istituzionali di riferimento (Garante, Regione, Comune, PRAP, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) e l’elaborazione di rapporti semestrali. L’Osservatorio si avvale dell’accordo di collaborazione pluriennale con il PRAP - Provveditorato regionale amministrativo penitenziari della Regione Lombardia e del dialogo interistituzionale con gli organi che monitorano la situazione carceraria presso il Comune di Milano e la Regione Lombardia. Ne fanno infatti parte, tra gli altri, oltre alla Statale di Milano, il Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, il Comune di Milano, la Regione Lombardia, il Garante comunale delle persone private della libertà personale, i rappresentanti del corpo studentesco e di quello docente e una rappresentanza dei tutor universitari attivi nelle carceri sede del PUP e degli studenti ristretti.

“Si tratta di un altro importante tassello che l'Università degli Studi di Milano aggiunge alle diverse attività volte all'implementazione del diritto allo studio. Siamo il primo Ateneo d'Italia ad attivare un organo specificatamente dedicato al diritto allo studio degli studenti ristretti. Ringraziamo le istituzioni che insieme a noi daranno vita a questo importante progetto, che avrà l'ambizioso compito di monitorare, approfondire e affrontare tutte le importanti e molteplici problematiche che gli studenti detenuti che affrontano un percorso di studi universitario incontrano”, spiega Marina Brambilla, Prorettore delegato ai servizi per la didattica e agli studenti dell’Università degli Studi di Milano.

L’Università Statale di Milano, con tutti i suoi Dipartimenti coinvolti, i 34 corsi universitari frequentati e gli oltre 150 studenti ristretti iscritti, che costituiscono oltre il 15% del totale nazionale, è il primo Ateneo italiano per numero di studenti ristretti iscritti ai propri corsi. Gli istituti penitenziari coinvolti sono di Milano- Opera, Milano-Bollate, Milano S. Vittore, Pavia e, più recentemente, Vigevano, Voghera, Lodi e Monza.

Il progetto della Statale di Milano è reso possibile grazie alla presenza di 123 tutor attivi presso i diversi istituti penitenziari. Il loro ruolo risulta fondamentale nella traduzione pratica del diritto allo studio, poiché ovvia alla maggior parte delle limitazioni che caratterizzano la condizione detentiva: supportano infatti gli studenti ristretti in ogni fase del loro percorso accademico, aiutandoli nella costruzione di un metodo di studio efficace, affiancandoli nella preparazione degli esami e occupandosi della gestione dei materiali didattici tra carcere e Biblioteche di Ateneo

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