Giovanni Diffidenti Ucraina We World
WeWorld

Riscaldare il Natale in Ucraina e Moldavia

6 Dicembre Dic 2022 1123 06 dicembre 2022
  • ...

La ong promuove una campagna di emergenza a sostegno dei milioni di bambini, bambine e mamme vittime della guerra, che rischiano di affrontare il lungo periodo di gelo invernale senza riscaldamento e beni di prima necessità. «La situazione è molto peggio di quanto immaginassi tra chi vive ancora nelle proprie abitazioni e non sa come riscaldarle e chi vive nei centri di accoglienza informali e non ha più nulla», racconta Marco Chiesara, presidente di WeWorld che ora si trova in Ucraina

Sono oltre 16 milioni i bambini, bambine e mamme che stanno affrontando un lungo inverno in Ucraina e Moldavia. WeWorld dall’inizio del conflitto è impegnata nel dare assistenza e sostegno ai tanti sfollati, fuggiti dalle proprie case per mettersi in salvo dai bombardamenti, lasciando dietro di sé la propria vita. Si tratta di donne, bambini, bambine, anziani e persone fragili che sopravvivono in ripari di fortuna e ogni giorno devono fare una scelta: acquistare il necessario per scaldarsi o del cibo per sfamarsi.

Con l’arrivo del Natale è possibile contribuire a rendere questo periodo un po’ meno difficile, attraverso un aiuto concreto, che si può fare attraverso il sito di WeWorld: con 25 euro si assicurano acqua pulita e pasti caldi per un mese a una famiglia; con 75 euro si donano tre coperte termiche e tre sacchi a pelo a chi ha perso tutto a causa della guerr e con 150 euro si garantiscono un riparo sicuro e beni di prima necessità nelle strutture di accoglienza.

I fondi raccolti serviranno per la fornitura di generi di prima necessità per l'inverno (generi alimentari e non, come vestiti caldi coperte, kit termici, kit igienici etc.), stoccaggio e distribuzione di acqua potabile ed energia elettrica, assistenza in denaro e sostegno psicosociale e sanitario per i bambini e per le persone più bisognose.

“Abbiamo promosso questa campagna di emergenza per aiutare milioni di persone ad affrontare il gelo dell’inverno ucraino e moldavo, dove nelle prossime settimane le temperature scenderanno fin sotto i -20°C – commenta Marco Chiesara, Presidente di WeWorld, che in questi giorni si trova in Ucraina, tra Kiev e Irpin insieme agli operatori della ONG – La situazione è molto peggio di quanto immaginassi tra chi vive ancora nelle proprie abitazioni e non sa come riscaldarle e chi vive nei centri di accoglienza informali e non ha più nulla, spesso nemmeno un giaccone con cui ripararsi. I sistemi di fornitura di acqua, elettricità e gas danneggiati o non funzionanti rendono la situazione ancora più complessa e la possibilità di riattivare i mercati locali sempre più lontana. Il sostegno attraverso l'assistenza in denaro rimane uno dei bisogni più sentiti dalla popolazione colpita, senza dimenticare altri bisogni primari come la ricezione di cibo, kit igienici, medicinali e mezzi alternativi per riscaldare e illuminare le case: occorrono candele, sistemi solari, generatori, batterie, indumenti termici o caldi e coperte. In questi mesi abbiamo assistito alle devastazioni della guerra, che non riguardano solo le città, ma anche e soprattutto le persone, a cui diamo sostegno psicologico perché in queste drammatiche circostanze affrontare i problemi di salute mentale rimane una priorità”.

Dall’inizio della guerra WeWorld opera in Ucraina insieme a ChildFund Germania attraverso un approccio integrato in educazione, supporto psicosociale, assistenza in denaro, sicurezza alimentare, wash e salute. In questi mesi, gli interventi di emergenza hanno permesso di aiutare oltre 68 mila persone, soprattutto donne, bambini e bambine sfollati e persone bisognose a cui la ONG ha provveduto attraverso la fornitura di cibo, medicinali, kit medici e igienici e articoli di base, creando spazi sicuri, servizi educativi e campi ricreativi per i più piccoli nei centri di accoglienza in Ucraina e Moldavia.

Attualmente le sedi operative di WeWorld in Ucraina sono a Lviv, Kyiv, Kharkiv e Izmail (regione di Odessa). Dopo che più di 1 milione di persone sono tornate nella regione di Kiev dopo la sua liberazione WeWorld ha avviato un intervento di mitigazione con un focus particolare a Irpin (nell’area di Kiev) dove offre sostegno economico per l’acquisto di medicine, cibo e riparo e sta distribuendo kit per l’inverno per oltre 2400 persone.

Con l'arrivo della stagione invernale è iniziato anche l’intervento a Kharkiv e nelle zone liberate nella regione per proteggere le famiglie dal freddo e dalla neve. In questa area gli edifici distrutti dai bombardamenti non garantiscono alcuna protezione dal freddo ed è fondamentale fornire beni di prima necessità e cibo per le famiglie che sono rimaste o tornate in questa area.

Grazie al sostegno ricevuto fino ad oggi, anche da donatori privati italiani, WeWorld sta distribuendo 16.000 giacconi per l'inverno proprio in queste due aree, a supporto delle attività in corso.

WeWorld ha deciso di intervenire anche in Moldavia, uno dei confini più caldi nel fronte sud della guerra in Ucraina, diventato luogo di accoglienza per molte famiglie in difficoltà. A Palanca sono istituiti quattro centri di transito d'emergenza per garantire a uomini, donne, bambine e bambini un primo aiuto grazie alla distribuzione di cibo e beni di prima necessità. Garantiamo un supporto anche attraverso orientamento legale, sostegno psicologico, corsi di lingua e, per chi ne ha bisogno, servizi di ricollocazione per permettere alle famiglie che hanno perso la casa di trovare un alloggio sicuro. A bambine, bambini e adolescenti viene inoltre garantito uno spazio per ricevere sostegno psicologico, giocare, riposare e ritrovare un po' di normalità, condizione indispensabile per poter guardare al futuro.

WeWorld ha contribuito inoltre all’evacuazione di famiglie che si trovano in aree difficili, in Ucraina, e all’assistenza diretta in denaro alle persone bisognose, promuovendo anche attività di advocacy, sia a livello globale attraverso gli impegni della ChildFund Alliance sia a livello nazionale in diversi Stati membri dell'UE, come Italia e Germania.

Credit Foto Giovanni Diffidenti

Contenuti correlati