Economia circolare

Da rifiuti a carburante, il progetto green unisce multiutility e ristorazione

7 Dicembre Dic 2022 1626 07 dicembre 2022

Roadhouse e Chef Express - le due società che gestiscono i servizi di ristorazione per il Gruppo Cremonini - si sono alleate con Hera per un progetto di economia circolare per il recupero di oli vegetali di scarto, che vengono trasformati in un biocarburante

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Roadhouse Calavera Billy Tacos Agrate
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Roadhouse e Chef Express - le due società che gestiscono i servizi di ristorazione per il Gruppo Cremonini - si sono alleate con Hera per un progetto di economia circolare per il recupero di oli vegetali di scarto, che vengono trasformati in un biocarburante

L’economia circolare è al centro del progetto di collaborazione che lega Hera – una delle maggiori multiutility italiane che gestisce servizi ambientali, energetici e idrici per circa 5 milioni di cittadini – alle società di ristorazione Chef Express e Roadhouse, entrambe appartenenti al Gruppo Cremonini. Quest’ultimo, fondato nel 1963, oggi ha 18.500 dipendenti e un fatturato di 4.077 milioni di euro per il 2021 ed è attivo anche nella produzione alimentare e nella distribuzione.

Da marzo 2022 la multiutility raccoglie in 194 bar e ristoranti Roadhouse e Chef Express su tutto il territorio nazionale gli oli vegetali di scarto, per destinarli alla produzione di biocarburante. In particolare, gli oli recuperati vengono inviati alla bioraffineria Eni a Porto Marghera, per essere destinati alla produzione di biocarburante idrogenato, nell’ambito dell’accordo quadro di economia circolare siglato tra il Gruppo Hera ed Eni.

In Italia il 38% degli oli vegetali esausti, pari a quasi 100mila tonnellate, viene generato dai settori professionali, come industria alimentare, ristorazione e artigianato. Se non correttamente gestito lo smaltimento di questi oli può avere effetti dannosi per l’ambiente, è perciò essenziale che questa ingente quantità di oli sia gestita in maniera corretta e sostenibile. Nel progetto della multiutility e del Gruppo Cremonini a garanzia che ciò accada c’è una filiera certificata da un ente terzo, come previsto dallo schema europeo ISCC (International Sustainability & Carbon Certification). Questa certificazione attesta che il processo gestito da Hera, in tutte le sue fasi - dalla raccolta territoriale al pretrattamento, fino alla produzione del biocarburante - riduce le emissioni di gas serra di oltre l’80% rispetto alla produzione di gasolio da fonti fossili.

E, dati alla mano, si può dire che ci sia stato davvero un grosso risparmio in termini di inquinanti rilasciati nell'atmosfera. Dai punti di ristorazione del Gruppo Cremonini, infatti, da marzo a ottobre sono stati raccolti 88mila chili di olio vegerale esausto, poi trasformati in oltre 100mila litri di biocarburante idrogenato. Facendo una proporzione, è possibile stimare che l’olio raccolto dalla rete di Chef Express e di Roadhouse consisterà in circa 130mila chili, che permetteranno la produzione di 150mila litri di biocarburante, sufficienti ad alimentare autove 600 vetture a ciclo diesel di media cilindrata con una percorrenza complessiva di oltre 2,3 milioni di km. In termini di minori emissioni, il progetto consentirà un risparmio annuale di 126 tonnellate equivalenti di petrolio e 413 tonnellate di CO2, pari all’assorbimento di anidride carbonica generato da un bosco con circa 20 alberi.

La sinergia tra Hera, Chef Express e Roadhouse contribuisce così ai processi tesi alla decarbonizzazione dei due Gruppi, dando nuova vita a un rifiuto che - trasformandosi in una risorsa - permette, almeno in parte, di evitare l’impiego di carburante di origine fossile.

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