Calabria

Le trame di partecipazione che creano comunità

10 Gennaio Gen 2023 0910 10 gennaio 2023

Celebrare i primi dieci anni di vita guardando a un futuro nel quale la comunità locale partecipa attivamente alla sua stessa crescita. Non una semplice scommessa, ma la certezza che insieme si va lontano. Una realtà, la "Fondazione Trame", che parte dai percorsi di legalità costruiti con il "Festival di libri sulle mafie" per giungere al passaggio in "Fondazione di partecipazione"

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Civico Trame
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Celebrare i primi dieci anni di vita guardando a un futuro nel quale la comunità locale partecipa attivamente alla sua stessa crescita. Non una semplice scommessa, ma la certezza che insieme si va lontano. Una realtà, la "Fondazione Trame", che parte dai percorsi di legalità costruiti con il "Festival di libri sulle mafie" per giungere al passaggio in "Fondazione di partecipazione"

Dieci anni sono importanti da festeggiare, soprattutto se sono stati contraddistinti dalla costruzione di buone prassi frutto di relazioni connesse con la comunità. Quando poi il territorio di cui parliamo è quello di Lamezia Terme, comune calabrese nel quale, per esempio, nel 1992 si apre l’anno delle stragi mafiose, allora si può ben comprendere cosa ha voluto dire per “Fondazione Trame” aver tagliato questo traguardo.

«Il primo motivo per gioire di questo primo decennio – afferma Nuccio Iovene, presidente della "Fondazione Trame" da maggio 2022 – è il fatto che, alle nostre latitudini, esserci ancora peraltro con sempre maggiore determinazione è veramente una scommessa vinta. Serve anche per fare un primo bilancio della mia presidenza con tutto il lavoro fatto per creare un insieme di relazioni che ha dato vita per esempio alla Rete delle Culture, ha suggellato il rapporto con Vita a Sud, curato la nascita della Rete dei Festival del Mezzogiorno. Siamo oggi uno dei principali punti di riferimento di iniziativa e programmazione socio-culturale sia nella nostra città sia a livello regionale».

Tappe di un percorso che, mattone su mattone, hanno più caratterizzato la natura di questa realtà che ha sempre messo al primo posto la persona e le relazioni che si instaurano attraverso iniziative come “Trame, Festival dei libri sulle mafie”, frutto delle collaborazioni con altri festival del sud Italia che hanno dato vita alla prima Rete dei festival antimafia insieme a “Noi Contro le Mafie”, “Avviso Pubblico” e l’associazione “daSud”: un viaggio attraverso l’Italia per unire e promuovere esperienze e percorsi socio-culturali per il contrasto alla criminalità organizzata, lontani tra loro solo geograficamente e accomunati dalle stesse necessità e dalla stessa sensibilità.

Inevitabile, in tutto questo, guardare oltre e in prospettiva.

«Certamente, prevedendo un passaggio importante come quello che vede trasformarci in “Fondazione di Partecipazione”, lanciata attraverso una raccolta fondi che ci consentirà di acquisire, per esempio, i requisiti necessari per avere il riconoscimento giuridico, iscriverci al Registro unico del Terzo settore e mobilitare la comunità attorno al progetto di Trame. Anche perché – aggiunge Iovene, in occasione della presentazione pubblica della Fondazione nella sede di "Civico Trame" - viviamo in una regione nella quale oggi sai che puoi contare su un sostegno, per esempio pubblico, domani non c’è più nulla di certo. L’ obiettivo è dare solidità, trovando partner privati, pubblici, soggetti del terzo settore, anche semplici cittadini, che possano accompagnare e fare propria la nostra battaglia. La nuova fondazione si assumerà, per esempio, il compito di promuovere il Festival, nostro fiore all’occhiello, che dal 21 al 25 giugno del 2023 celebrerà la sua 12a edizione. L’ulteriore smentita a ciò di cui ci accusavano all’inizio temendo che, come purtroppo accade molto spesso, una volta spenti i riflettori sull’evento, non ci saremo più curati della comunità. Invece, nel corso di questi 10 anni abbiamo riempito le 360 giornate rimanenti di tante attività. Consapevoli che tutto questo richiede numerosi investimenti, non sono economici, però, abbiamo capito e detto che c’è bisogno di una struttura e di una realtà che offra solidità e tranquillità per potere agire nel tempo. Questo strumento può essere la Fondazione di partecipazione».

Una struttura che possa potenziare anche il percorso di #trameascuola, un progetto ormai consolidato e fortemente voluto dalla Fondazione Trame proponendo percorsi didattico-formativi con l’obiettivo di riscoprire le storie di vittime innocenti e di testimoni ed esponenti della lotta alle mafie, attraverso la lettura e l’incontro con gli autori.

Fulcro dei progetti portati avanti sul territorio sono, infatti, le iniziative volte alla sensibilizzazione sul valore istituzionale e sociale della lotta alle mafie e sulla memoria di tutte le vittime della criminalità organizzata e della ‘ndrangheta in particolare. Da qui l’istituzione della Giornata della memoria lametina delle vittime innocenti di ‘ndrangheta, sostenuta dall’associazione Antiracket “Ala”, dal Gruppo A.G.E.S.C.I. zona del Reventino, da Arci Servizio Civile e da altre associazioni e gruppi locali, peraltro accolta dal Comune di Lamezia Terme.

La data scelta per questo momento di memoria collettiva è il 24 maggio, coincidente con l’anniversario del tragico attentato mafioso in cui persero la vita, a Lamezia Terme, Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano, due operatori ecologici dipendenti comunali, rimasti uccisi in una guerra di mafia per accaparrarsi la gestione dei rifiuti. Senza dimenticare l’omicidio dell’agente di Polizia Salvatore Aversa e della moglie Lucia Precenzano, avvenuto il 4 gennaio 1992, che ha inaugurato l’anno delle stragi mafiose che a Palermo vedranno cadere i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino insieme ai loro valorosi agenti di scorta.

«Grazie alla “Fondazione di Partecipazione” - conclude il presidente di "Trame" - tutto questo si potrà aprire a collaborazioni sempre più grandi. La cosa bella è che si tratta di uno strumento capace di attivare relazioni tra soggetti di varia natura, per esempio i singoli cittadini, desiderosi di contribuire e fare la differenza partecipando al capitale sociale, al patrimonio, ma anche e soprattutto alla vita quotidiana della Fondazione attraverso un meccanismo di partecipazione che lascia salvo l’indirizzo e il controllo di governo, ma si apre alla comunità. Un modo per avere spalle e gambe più forti. Crediamo sia importante esserci diventando parte attiva di un processo che si alimenta attraverso il contributo di idee e di proposte, per costruire insieme una fase nuova e ancora più ricca di eventi, iniziative e progetti e per fare della “Fondazione Trame” un soggetto forte della sua autonomia e della sua indipendenza».

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