Fotografia sociale

Nelle foto di Letizia Battaglia la bellezza delle donne che lottano contro il cancro

13 Gennaio Gen 2023 0930 13 gennaio 2023

Un calendario che diventa mostra con le foto che Letizia Battaglia ha scattato a otto donne che stanno combattendo il cancro. L'ultimo reportage della fotografa palermitana sostiene il progetto di tricologia sociale, portato avanti dalla “Tricostarc Onlus” per dare parrucche in comodato d’uso alle donne che non se le possono permettere, sostenendo in tal modo il “diritto alla bellezza” per tutte

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Un calendario che diventa mostra con le foto che Letizia Battaglia ha scattato a otto donne che stanno combattendo il cancro. L'ultimo reportage della fotografa palermitana sostiene il progetto di tricologia sociale, portato avanti dalla “Tricostarc Onlus” per dare parrucche in comodato d’uso alle donne che non se le possono permettere, sostenendo in tal modo il “diritto alla bellezza” per tutte

Un dono d’amore, l’ultimo regalo che Letizia Battaglia ha fatto al mondo, toccando il cuore di chi l’ha conosciuta e amata, ma anche a chi non ha avuto la fortuna di conoscerla. Un dono anche e soprattutto per le otto donne che hanno accettato di fare da modelle per ”La battaglia delle donne”, calendario che ha dato vita anche a una mostra fotografica, alla quale ha collaborato la figlia Shobha anche lei fotografa dalla raffinata sensibilità, allestita al Centro di Fotografia dei Cantieri Culturali alla Zisa, luogo scelto non a caso in quanto voluto dalla stessa fotografa palermitana che ne è stata anche direttrice.

Donne scelte con molta cura e attenzione per lanciare un messaggio di bellezza, quella grazie alla quale risplendono per la battaglia da loro portata avanti contro il cancro anche grazie al progetto di tricologia sociale, promosso dalla “Tricostarc Onlus”, in cui sono state coinvolte, superando l’enorme difficoltà di mostrarsi in tutta la loro fragilità. Sedici in tutto le foto più alcune di backstage che ci regalano tutto lo splendore di queste donne, guerriere come colei che stava dietro l’obiettivo. Un set molto speciale, quello che ha avuto come scenario il golfo di Sferracavallo sul quale si affacciano le terrazze dell’Hotel Bellevue, che definire unico non rende assolutamente. Si tratta, infatti, dell’ultimo reportage realizzato dalla fotografa palermitana conosciuta e amata in tutto il mondo.

«Si può parlate solo di magia per descrivere quanto è accadutospiega Giusy Giambertone, presidente della “Tricostarc Onlus” – perché Letizia ha creato una tale empatia con queste donne da far quasi sparire tutto attorno a loro. Chiedeva il permesso di entrare in connessione con ognuna. Si avvicinava molto, anche dal punto di vista fisico. Chiedeva: “Fammi entrare, voglio conoscerti, dammi di più”, Non era un semplice scatto. Una battuta, un accenno di gioco ed ecco che aprivano le porte del loro mondo, accogliendola con enormi sorrisi. Il risultato sono queste bellissime fotografie, frutto della capacità di Letizia di eliminare ogni filtro e giocare ad armi pari. Ricordiamo sempre che parliamo di donne alle quali il cancro e la chemio hanno tolto tanto. Letizia conosceva molto bene tutto questo perché lo stava vivendo lei stessa. Quando le ho proposto questo progetto ha, infatti, accettato subito, però sottolineando che dovevamo fare in fretta. Dopo qualche mese ci ha lasciati, per questo dico che è un dono che non ha eguali».

Un progetto, quello che ha dato vita al calendario che sarà donato agli ospedali di tutta Italia, dietro al quale c'è una riflessione ispirata da un'esperienza personale.

«Tutto ha inizio 12 anni fa – prosegue la Giambertone - perché nella mia vita capita qualcosa di fortemente traumatico legato alla malattia di mio marito che mi porta a frequentare i centri di oncologia di Roma, ovviamente molto diversi da quelli che verranno in seguito. Fu proprio mio marito che mi chiese come mai le donne che facevano la chemioterapia non avessero parrucche degne della bellezza di ognuna di loro. Ho, così, scoperto che l’8 per cento delle donne rifiuta il trattamento chemioterapico per paura di perdere i capelli. Da lì ho cominciato a riflettere su cosa potessi fare io, sapendo che, di contro, le parrucche costavano tanto».

Ecco nascere, insieme alla Fondazione "Prometeus Onlus", il progetto della “Banca della parrucca”, grazie al quale si realizzano protesi con capelli donati che poi vengono date in comodato d’uso gratuito a chi non se le può permettere. Acquistare, infatti, una parrucca può diventare quasi improponibile. Quelle con capelli misti costano dai quattrocento agli ottocento euro, mentre quando parliamo di capelli veri si può arrivare anche a tremila euro.

Prezioso, quindi, quanto fa nello specifico la “Tricostarc Onlus”, grazie alla quale sono oltre trecento le parrucche che oggi vengono donate a chi ne ha bisogno grazie alla generosità di chi capisce cosa vuol dire compiere questo gesto. Un progetto che oggi fa base a Roma, al “San Giovanni” e al Campus Biomedico”, chiamando a raccolta donne da tutta l’Italia. Grazie, però, anche al calendario che anche quest'anno porterà la bellezza di queste donne nelle case di migliaia di persone, il cancro può non essere più qualcosa di astratto o da cui mantenere le distanze.

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