Welfare

Giacomo Poretti: «Una suora mi insegnò il segreto del buon infermiere»

18 Gennaio Gen 2023 1929 18 gennaio 2023

«Curate i malati come amici, ma non voletegli bene come se lo fossero». È questo per Giacomo Poretti il segreto per vivere bene la professione dell'infermiere, che chiede empatia e relazione con il paziente ma anche saper tenere la giusta distanza emotiva. Un segreto che tanti anni fa, quando anche lui faceva l'infermiere, gli ha insegnato la sua caposala. E che ha consegnato ai 30 futuri infermieri che iniziano il tirocinio a Fondazione Sacra Famiglia

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Sacra Famiglia Giacomo Poretti Selfie
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«Curate i malati come amici, ma non voletegli bene come se lo fossero». È questo per Giacomo Poretti il segreto per vivere bene la professione dell'infermiere, che chiede empatia e relazione con il paziente ma anche saper tenere la giusta distanza emotiva. Un segreto che tanti anni fa, quando anche lui faceva l'infermiere, gli ha insegnato la sua caposala. E che ha consegnato ai 30 futuri infermieri che iniziano il tirocinio a Fondazione Sacra Famiglia

«Oggi il rapporto con il vostro vero “datore di lavoro”, che è il malato. Per ciascuno sarà un'esperienza diversa, ma la cosa più importante che scoprirete sul campo, in reparto, è che questo lavoro senza la relazione umana rischia di diventare freddo, distante»: così l’attore Giacomo Poretti si è rivolto ai trenta studenti del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università Statale di Milano, che cominciano oggi il loro tirocinio. Il corso ha sede al Centro di Formazione Moneta di Sacra Famiglia e il tirocinio formativo si svolgerà proprio nelle strutture sociosanitarie della Fondazione e nel suo ospedale, la Casa di Cura Ambrosiana.

La difficoltà maggiore di questa professione – ha ricordato Giacomo, che è stato per undici anni infermiere presso l’Ospedale di Legnano, a cavallo tra gli anni 70 e 80 – «è che quando entri in rapporto con il malato e il malato non ce la fa, la prima volta è un trauma. Ricordo che la prima volta che capitò a me la mia caposala, che era una suora, mi diede tre giorni di ferie e un consiglio: devi curare i malati come amici, ma non affezionarti a loro come se lo fossero, altrimenti in certi reparti rischi di perdere un amico alla settimana. Anche a voi capiterà di affezionarvi ai pazienti, ma dovrete imparare a stare in bilico tra curarlo come un amico e non volergli bene allo stesso modo. In questo equilibrio tra cinismo e affetto sta, forse, la maggiore difficoltà di questa professione».

Giacomo ha successivamente risposto alle domande dei ragazzi. All’incontro erano presenti il direttore del Centro di Formazione Moneta, Alessandro Palladini, la direttrice didattica del Corso di Laurea, Viviana Bersani, i tutor Mariapia Delle Donne e Paolo Giobbi Mancini.Dallo scorso settembre Fondazione Sacra Famiglia è diventata sede didattica del corso in infermieristica, a seguito di una convenzione siglata con l’Università degli Studi di Milano, un’iniziativa che conferma il suo impegno in campo formativo e nello sviluppo di collaborazioni che favoriscano la crescita professionale e personale degli operatori e l’innovazione dei servizi per bambini, adulti e anziani affetti da disabilità gravi e gravissime.

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