5 per mille, ma per davvero
La viceministra Maria Teresa Bellucci: «Governo pronto a valutare modifiche al tetto del 5 per mille»
L’intervento della viceministra al Welfare con delega al Terzo settore sulla mobilitazione "5 per mille, ma per davvero" promossa di VITA e da 65 grandi organizzazioni del Terzo settore: «Si tratta di una valutazione da condurre con rigore che tenga conto sia della sostenibilità complessiva della spesa pubblica, sia della funzione strategica del 5 per mille»

Il 5 per mille è uno strumento che negli anni ha dimostrato efficacia nel rafforzare il legame tra cittadini e realtà del Terzo settore. Così come comunicato dall’Agenzia delle Entrate, i dati relativi alla campagna dichiarativa 2024, anno d’imposta 2023, mostrano un gettito complessivo di oltre 603 milioni di euro, a fronte di un tetto di spesa fissato dalla normativa vigente a 525 milioni. Di fronte a questo scenario — così come sottolineato dal ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che ha risposto in Aula della Camera a un’interrogazione sul superamento del tetto massimo previsto per la destinazione del 5 per mille, «il Governo intende monitorare i dati riferiti all’andamento del gettito relativo al 5 per mille e si riserva di valutare l’opportunità di adottare mirate iniziative legislative volte a ridefinire il tetto di spesa fissato». Si tratta di una valutazione da condurre con rigore, nell’ambito di un confronto interministeriale che tenga conto sia della sostenibilità complessiva della spesa pubblica, sia della funzione strategica che il 5 per mille svolge all’interno delle politiche sociali.
In questa cornice, ogni eventuale revisione del meccanismo dovrà essere frutto di un’attenta e approfondita valutazione tecnica e politica che sappia tenere insieme, in un equilibrio consapevole, il principio di libera destinazione espresso dai cittadini e la necessità di allocare le risorse pubbliche secondo criteri di equità, efficienza e responsabilità.
Come viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con specifica delega al Terzo settore, non posso che prestare la massima attenzione a questo strumento, che si conferma un elemento fondamentale per valorizzare la partecipazione civica e il ruolo attivo dei cittadini nella costruzione di una società più giusta, coesa e solidale.
Una massima attenzione rivolta a tutto il Terzo settore italiano e che questo Governo sta confermando costantemente nei fatti, attraverso la prima legge di riforma e semplificazione del Codice del Terzo Settore e gli innumerevoli e importanti decreti attuativi che attendevano da otto anni il varo. E, da ultimo, mediante il recente stanziamento di oltre 23,5 milioni di euro per gli Ets (Enti del Terzo settore): 10 milioni nel 2025 destinati al Fondo per il finanziamento di progetti e di attività di interesse generale (ex art. 72 del Codice); 10 milioni per la sezione speciale del Fondo di Garanzia per le Pmi, a cui possono accedere gli enti del Terzo settore e quelli religiosi civilmente riconosciuti; infine, 1,2 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027, 2028 per la remunerazione dei soggetti autorizzati a effettuare i controlli sugli Ets tra i quali le reti associative nazionali e i Centri di servizio per il volontariato. È con questo spirito che il Governo Meloni intende continuare a sostenere, dare stabilità e rafforzare il Terzo settore, riconoscendone la centralità all’interno di un modello di welfare integrato fondato sulla giustizia sociale e sulla responsabilità condivisa.
Questo contenuto è tratto dal numero di VITA magazine “5 per mille, ma per davvero” è stato eccezionalmente reso disponibile a tutti e tutte, se apprezzate il nostro impegno, se volete supportarci e sostenere la campagna, abbonatevi a VITA.
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