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Medioriente: Israele inasprisce sanzioni contro Gaza

Blocco alle forniture di energia e carburante. La sicurezza israeliana giudica la Striscia di Gaza "entità nemica"

di Redazione

Il gabinetto di sicurezza israeliano ha dichiarato oggi la Striscia di Gaza “entità nemica”, votando per il blocco delle forniture di energia e carburante. Le sanzioni sono state decise in risposta al continuo lancio di razzi Qassam da parte dei militanti palestinesi contro Israele.

Le misure approvate all’unanimità prevedono il taglio delle fornitura a Gaza del carburante utilizzato per le centrali elettriche, permettendo solo il necessario per l’alimentazione dei generatori degli ospedali, e la chiusura di tutti i valichi con la Striscia di Gaza, autorizzando solo il passaggio di cibo e medicine. L’acqua continuerà invece ad essere erogata.

La decisione di dichiarare Gaza “entità nemica”, segue le indicazioni legali del ministero degli Esteri su come definire la Striscia in modo da permettere a Israele d’imporre sanzioni nell’ambito del diritto internazionale.

Nel discutere il provvedimento, riferisce il sito di ‘Haaretz’, i ministri hanno preso in considerazione il fatto che l’energia elettrica serve per la fabbricazione dei razzi Qassam lanciati contro Israele. Si è anche tenuto conto di un parere legale che invita a limitare il taglio all’elettricità, in quanto punizione collettiva vietata dalla legge internazionale.

“Non è ancora il momento per una vasta operazione a Gaza”, ha precisato il ministro israeliano della Difesa Ehud Barak. La sua suona come una risposta all’opposizione del Likud, che chiedeva un intervento militare. “Non abbiamo biosgno di essere incitati o persuasi ad agire a Gaza. Vi agiremo quando avremo esaurito tutti gli altri sforzi”, ha detto il leader laburista. “Non dobbiamo farci trascinare – ha aggiunto – dobbiamo mantenere la calma e pianificare meticolosamente ogni possibile azione. Lanceremo un’operazione quando sarà necessario”.

Da parte sua il portavoce di Hamas, Fawzi Barhoum, ha definito la decisione israeliana “una dichiarazione di guerra”. “Si tratta di una pericolosa escalation nel tentativo di legittimizzare la distruzione della terra palestinese, il comportamento criminale e il disastro umanitario per il popolo palestinese. Così Israele cerca di colpire Hamas dopo il suo successo nel prendere il controllo della Striscia. Trovo veramente curioso il silenzio e la cooperazione dell’uomo di Ramallah”, ha affermato il portavoce, riferendosi al presidente palestinese Mahmoud Abbas, citato sul sito ‘Ynet news’.

In un comunicato il movimento di resistenza islamico definisce la decisione israeliana una forma di “punizione collettiva”. “Il governo – prosegue la nota – ha avviato contatti a tutti i livelli per impedire che l’esecutivo israeliano porti a compimento il suo piano contro Gaza”.

Intanto, il segretario di Stato americano Condoleezza Rice è arrivata in Israele per una visita di 24 ore, durante le quali vedrà il premier Ehud Olmert, il ministro degli Esteri Tzipi Livni, il collega della Difesa Ehud Barak e il leader del Likud Benyamin Netanyahu, in preparazione della conferenza di pace prevista per metà novembre negli Stati Uniti.

Secondo quanto scritto dal quotidiano israeliano Yediot Ahronot, la Rice potrebbe presentare alle autorità dello Stato ebraico una bozza di un possibile accordo israelo-palestinese messa a punto da diplomatici americani in vista dell’incontro. Domani, il segretario di Stato sarà a Ramallah per vedere il presidente palestinese Mahmoud Abbas.

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