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Tv: Giulietti, la Rai rifletta su Porta a Porta
"Questa guerra, dice Giulietti, si e' fondata anche sull' enorme bugia mediatica e su una attenta gestione degli eventi e delle emozioni filtrate dalle tv''. Anche ieri sera?
di Redazione
Dopo l’uccisione di Quattrocchi e vista la delicatezza del momento, ”tutti devono adottare comportamenti misurati e coerenti e questo deve valere anche e soprattutto per i grandi mezzi televisivi”. Lo dice il parlamentare Ds Giuseppe Giulietti per il quale ”la Rai farebbe bene ad aprire una riflessione interna sulle modalita’ di gestione della serata di ieri”. ”E’ mai possibile – si chiede Giulietti – che la famiglia degli ostaggi apprenda dalla tv dell’ assassinio del proprio congiunto? E’ giusto che in un salotto televisivo (dove mancava, tra l’altro, la presenza della sola famiglia dell’ ostaggio assassinato) si interroghi sul destino dei propri cari? E’ giusto che un ministro svolga la sua funzione, in una fase di acuta emergenza, in televisione?”. La vicenda irachena, sottolinea l’esponente Ds, ”grazie anche alla sciagurata scelta di politica estera sin qui tenuta, si trascinera’ per mesi e mesi”. E, aggiunge, ”per l’ennesima volta i commenti da studio e la loro gestione prenderanno il posto delle cronache, dei racconti, delle stesse testimonianze dall’ Iraq”. Questa guerra, sostiene Giulietti, ”tra le tante altre motivazioni addotte, si e’ fondata anche sull’ enorme bugia mediatica e su una attenta gestione degli eventi e delle emozioni filtrate dalle tv”. Il rischio, conclude il componente della Vigilanza Rai, ”e non solo in Italia, e’ rappresentato oggi dalla volonta’ dei diversi governi ‘belligeranti’, di allineare tutti i mezzi di comunicazione, annullando progressivamente ogni forma di autonomia professionale ed editoriale”. Per queste ragioni, conclude il parlamentare, ”sarebbe un grave errore sottovalutare i rischi piu’ volte denunciati dalle associazioni professionali e dai sindacati dei giornalisti, negli Usa, in Europa, e in Italia”.
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