VITA

Frattini al non profit: sono pronto al dialogo

7 Settembre Set 2005 0200 07 settembre 2005

Una proposta di legge Ue sul finanziamento al non profit e sui pericoli di favoreggiamento di organizzazioni terroristiche ha suscitato roventi polemiche

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Una proposta di legge Ue sul finanziamento al non profit e sui pericoli di favoreggiamento di organizzazioni terroristiche ha suscitato roventi polemiche

Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per Giustizia, Libertà e Sicurezza, Franco Frattini ha la responsabilità politica della bozza di Raccomandazione Ue su non profit, trasparenza e legami con terrorismo che dopo la pubblicazione su Vita ha suscitato un vero vespaio. Vicepresidente, lo sa che siamo stati inondati di e-mail e telefonate, in tutta sincerità, più che giustificate? Lui, come sempre gentile, non si sottrae al confronto: «So delle reazioni del non profit italiano e voglio subito precisare una cosa. Ho avviato un metodo di lavoro che passa attraverso una consultazione preventiva del vostro mondo, e vi pregherei di non dare per scontati risultati che ancora non abbiamo». Vita: Quindi ritiene sufficiente avere esteso la scadenza da fine agosto sino al 19 settembre, senza una consultazione diretta col non profit ma via Internet? Franco Frattini: Ho trovato questa procedura qui a Bruxelles, dove i miei predecessori l?avevano inaugurata. Non dico sia la più bella del mondo, ma qui tutti parlano via e-mail? Vita: Non era più opportuno un incontro diretto con il non profit? Frattini: Guardi che io sono sempre disponibile e, oltre a non respingere l?idea di un incontro, vedo un percorso procedurale di questo tipo. Entro il 19 settembre raccoglieremo tutti i contributi e le proposte di modifica, ma alla scadenza non prenderemo la decisione, bensì rifletteremo e, sia chiaro, anche dopo ci saranno integrazioni. Vita: È possibile avere una riapertura ulteriore della bozza prima di arrivare alla raccomandazione definitiva? Frattini: Sì perché è mia intenzione presentare la proposta tra la fine di ottobre e l?inizio di novembre e, quindi, il tempo c?è. Inoltre non si tratterà di una disposizione dedicata al non profit bensì di un provvedimento strategico sulle linee d?azione contro il finanziamento del terrorismo e, in questo quadro, solo una parte si riferirà al Terzo settore. Vita: Meno male altrimenti si ha l?impressione di un fumus persecutionis? Frattini: Abbiamo già approvato un?iniziativa che il Parlamento europeo ha già votato riguardante gli operatori finanziari e i soggetti imprenditoriali, pubblici e privati. Inoltre dovremo estendere le linee guida a tutti i settori e, quindi, non è corretto dire che a Bruxelles ce l?abbiamo con il non profit. Inoltre, a nessuno è venuto in mente di scrivere una cosa, facendola applicare senza consultare gli interessati. E su questo voglio essere molto chiaro: la mia intenzione è approfondire la consultazione con il vostro mondo, in particolare l?idea del Codice di Condotta che noi vogliamo volontario. Vita: Che si aspetta da questa consultazione con il non profit europeo e, nello specifico, italiano? Frattini: Delle proposte concrete. Insomma, se tutti noi vogliamo prevenire il terrorismo, dateci qualche consiglio. Per noi sarebbe importantissimo. Vita: Disponibilità massima, quindi, ma resta il fatto che questa bozza contiene molti punti che lasciano perplessi. Per esempio le campagna di sensibilizzazione sulle vulnerabilità delle non profit al finanziamento ai terroristi potrebbero essere usate in modo strumentale. Magari dicendo ?non finanziate più chi non firma il Codice di Condotta?. Frattini: Chiariamo: non è vero che chi non sottoscriverà il Codice non avrà più accesso ai finanziamenti della Ue. Il taglio richiederà molto più che un sospetto, ossia le prove, gli elementi concreti di una collusione con il terrorismo e la criminalità. Le omissioni non sono sufficienti per interrompere i finanziamenti, altrimenti costruiremmo il tutto su una logica di sospetto, che a me non piace. Quanto alla campagna per sollevare la consapevolezza sulle vulnerabilità credo sarà positiva. Vita: E come, scusi? Frattini: Riuscendo a spiegare che è lo stesso settore non profit che si preoccupa di aumentare la consapevolezza che la lotta al terrorismo riguarda tutti quanti. Credo che il settore non profit avrebbe tutto l?interesse a dire: ?Con le nostre forze sensibilizzemo chi lavora con noi e che opera in condizioni difficili, affinché evitino in ogni modo contatti con organizzazioni e gruppi sospetti?. Tutte cose che voi sul terreno conoscete certamente meglio di noi, a Bruxelles. L?obiettivo a cui vorrei arrivare è che queste campagne di sensibilizzazione siano nelle mani del non profit e non regolate con norme burocratiche. Vita: Ma gli indicatori di rischio connessi al Codice non si rischiano di aggiungere burocrazia a burocrazia? Frattini: Questa critica mi trova molto sensibile. Io immagino un meccanismo in positivo. Chi sottoscrive il Codice - fermo restando che per gli altri le procedure restano come sono - riceverà un segnale positivo, in termini di snellimenti burocratici e di procedure. Questa, per esempio, è una riflessione su cui certamente possiamo lavorare con il non profit. Ecco perché è molto importante una vostra partecipazione più attiva che difensiva, e sono pronto ad accoglierla a braccia aperte. Vita: Alcuni indicatori di rischio però sono comici. Come quello che chi non aggiorna il sito per 12 mesi è da considerarsi sospetto? Frattini: L?ho notato anch?io e, francamente, mi pare una corbelleria. Anche perché i terroristi i siti li aggiornano continuamente. Così come mi ha colpito l?indicatore di rischio sui versamenti che devono essere fatti solo tramite conto corrente bancario. Inconciliabile con le attività di molte ong che operano in luoghi dove, purtroppo, le banche non ci sono? Vita: Non crede sia un errore dedicare solo due righe di elogio per le attività del Terzo settore in otto pagine? Frattini: Condivido in pieno. I grandi meriti delle ong vanno effettivamente messi in luce e, proprio per questo, è indispensabile non dividerci su una materia così sensibile come la trasparenza dei movimenti finanziari. Questa premessa la farò integrare anche alla luce delle riflessioni che stiamo facendo adesso con voi di Vita. Tutte le reazioni sul web Le consultazioni di vita.it Il mondo del Terzo settore italiano ha reagito con prontezza e con moltissime e-mail e considerazioni alla bozza di raccomandazione Ue. Sullo scorso numero avevamo pubblicato le riflessioni di Edo Patriarca, Sergio Marelli, Nino Sergi e Maurizio Carrara. Su questo numero avremmo dovuto pubblicare gli interventi di Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes nonché portavoce del Cini, Guido Barbera, delegato europeo delle Ong Italiane, Alberto Piatti, amministratore delegato di Avsi e Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid International. Per ragioni di spazio e per non ridurre a un francobollo i loro ragionamenti ricchi di spunti e riflessioni, vi rimandiamo alla consultazione del nostro sito www.vita.it a partire da venerdì 9 settembre. Il dibattito, naturalmente, resta aperto a tutte le 220mila realtà del non profit italiano, che possono scrivere a p.manzo@vita.it o redazione@vita.it.