VITA

Dossier Immigrazione: un primo bilancio e gli impegni futuri

31 Maggio Mag 2006 0200 31 maggio 2006

Presentate oggi le prime anticipazioni del Dossier Immigrazione curato da Caritas Italiana, Caritas di Roma e Fondazione Migrantes

  • ...
  • ...

Presentate oggi le prime anticipazioni del Dossier Immigrazione curato da Caritas Italiana, Caritas di Roma e Fondazione Migrantes

Superata nel 2005 quota tre milioni. Con un ritmo d?aumento annuale, che nel 2006 è tendenzialmente di circa 300.000 unità, si può ipotizzare un raddoppio della popolazione immigrata entro 10 anni. L?Italia, con sei milioni di immigrati, diventerà così il secondo paese europeo di immigrazione dopo la Germania. Nel 2005 i visti, concessi per tutti i motivi di ingresso, sono stati 1.076.680, di cui 224.080, appena un quinto, per motivi di inserimento stabile. Questa la ripartizione per continenti: Europa 44,5%, Asia 21,0%, America 18,1% e Africa 15,9%. La graduatoria dei paesi vede un?assoluta preminenza della Romania con il 18,9% del totale (42.322 visti). Seguono: Albania (25.530 visti), Stati Uniti (20.231), Marocco (17.343) e Cina (13.621). Tuttavia le quote di ingresso programmate non esauriscono la richiesta del mercato. Infatti il monitoraggio mercato del lavoro ha evidenziato la persistente incongruenza tra quote stabilite e fabbisogno di lavoratori. Nel corso del 2005 sono stati emanati tre decreti flussi, di cui uno per i neocomunitari (79.500 posti), mentre gli altri due hanno riguardato gli extracomunitari per un totale di 99.500 posti, dei quali solo 54.500 per lavoro non stagionale, a fronte però di quasi 250.000 richieste. I posti per lavoro stagionale sono stati sufficienti a coprire il fabbisogno, mentre quelli per lavoro non stagionale sono stati molto meno di quelli richiesti. Una evidente frattura tra il mercato formale (quello programmato) e quello reale espresso da aziende e famiglie (quello attestato dalle domande presentate). Nel 2006 la il divario è diventato ancora più inconsistente: 170.000 posti disponibili e 485.000 domande. A partire da questi dati si sono articolati gli interventi dei vari relatori: mons.Vittorio Nozza direttore Caritas Italiana, padre Bruno Mioli Fondazione Migrantes - Direttore Ufficio per la pastorale degli immigrati esteri in Italia e dei profughi, Franco Pittau Coordinatore Dossier statistico Immigrazione Caritas-Migrantes, Fabio Sturani Vicepresidente Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) con delega per l'immigrazione, Jean Léonard Touadi giornalista, esperto di immigrazione, docente all'Università di Milano. ?Quale sarà ? ha chiesto in particolare mons. Nozza - il nostro atteggiamento di fronte a una popolazione di origine straniera, che tra non molti anni sarà più del 10% del totale? Riusciremo a superare un atteggiamento, non solo a livello politico ma anche culturale e sociale, che spesso porta a considerare l?immigrazione un optional??. ?Il mondo politico riuscirà a portare avanti, senza il solito strascico di polemiche, la revisione di una normativa ritenuta carente per molte ragioni, raccogliendo i suggerimenti degli amministratori, delle organizzazioni sociali e dei rappresentanti degli immigrati??, si è chiesto a sua volta Padre Bruno Mioli. In un quadro complessivo di invecchiamento della popolazione europea, e in particolare italiana (Eurostat stima da qui al 2050 nel nostro Paese un saldo negativo di 12 milioni di unità tra nascite e decessi), gli immigrati, con la loro tenace voglia di riuscire, possono essere anche per noi una leva supplementare per lo sviluppo. La consistenza attuale del fenomeno, il suo ritmo di crescita, i futuri scenari portano ad adoperarsi per preparare una convivenza più fruttuosa e più serena, da gestire con una visione d?insieme organica e realistica. Questo è l?auspicio di Caritas e Migrantes.