VITA

Gemellaggio Libera-Colombia contro le mafie

13 Aprile Apr 2007 0200 13 aprile 2007

Stamattina a Roma nella sede della Provincia l'incontro tra l'associazione e il coordinatore del movimento colombiano vittime di crimini di Stato.

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Stamattina a Roma nella sede della Provincia l'incontro tra l'associazione e il coordinatore del movimento colombiano vittime di crimini di Stato.

Per la prima volta in Italia. Ivan Cepeda, tra i coordinatori del Movimento Nazionale di Vittime di crimini di Stato della Colombia, direttore della Fondazione ?Manuel Cepeda? e giornalista del settimanale ?El Espectador?, è stato invitato a Roma da Libera, la rete di associazioni, nomi e numeri contro le mafie. La visita in Italia d Cepeda, figlio del senatore dell?Unione Patriottica ucciso nel ?94, è una delle prime iniziative per costruire un ponte tra Colombia e Italia a partire dal protagonismo della società civile e, in particolare da parte delle vittime, per accompagnare percorsi di cambiamento dal basso orientati alla soluzione pacifica del conflitto colombiano caratterizzato da dati allarmanti dove ogni giorno muoiono 18 persone, di cui 14 civili attraverso la proposta non-violenta dei movimenti sociali alla ricerca di giustizia e verità. ?Obiettivo dell ?incontro con Cepeda e della sua visita in Italia", ha dichiarato Tonio dell?Olio, responsabile di Libera International, "è quello di far emergere le responsabilità italiane del narcotraffico e narcoterrorismo che unisce i paramilitari colombiani alla ?ndrangheta calabrese che investe i suoi guadagni illeciti anche in attività economiche nel nostro paese?. ?In questa lotta condividiamo con Libera obiettivi comuni", ha riferito Ivan Cepeda nell?incontro con i giornalisti, "non solo per la specificità degli obiettivi alla ricerca di una legalità democratica, ma anche perché abbiamo identificato dei nemici che sono comuni". In Colombia, il narco-paramilitarismo alleato a settori molto rappresentativi dei poteri dello Stato, ha causato un saldo di morte, distruzione e arricchimento illecito. Salvatore Mancuso, capo dell?organizzazione criminale Autodifese Unite della Colombia (Auc), è uno dei principali responsabili della violenza che in Colombia hanno fatto scomparire 14.000 persone, sotterrate in circa 4,000 fosse comuni. Hanno provocato il desplazamiento (espulsione) forzato di oltre 3,5 milioni di contadini, indigeni e afrodiscendenti, ai quali sono state usurpate le loro terre. "Il Presidente della Repubblica Alvaro Uribe e il suo governo" ha concluso il rappresentante colombiano, "sono anch?essi responsabili diretti di questi crimini visto che, non solo hanno tollerato e promosso le bande paramilitari, addirittura hanno ricevuto benefici con questa pressione armata, per guadagnare voti nelle elezioni, realizzando patti delinquenziali con questi gruppi eversivi?. "La rete Libera ha accettato l?invito del nostro movimento a far parte della Commissione Etica Internazionale per le vittime della Colombia", hja concluso Cepeda, che sempre in mattinata ha incontrato L?on. Francesco Forgione, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Al centro dell?incontro le battaglie per il diritto e la giustizia svolte dal Comitato in Colombia ed il traffico di droga: ?L?Italia", ha commentato Forgione, "ha una pesante responsabilità nei confronti del popolo colombiano: gli italiani sono al secondo posto per consumo di cocaina nel mondo e quegli introiti vanno ad alimentare il circuito illegale, paramilitare e del narcotraffico in Colombia; ma soprattutto la ?ndrangheta, ed in parte anche la camorra, sono i principali partner dei cartelli colombiani per l?organizzazione delle esportazioni di droga dalla Colombia in Europa; in più la ?ndrangheta aiuta i cartelli nel riciclaggio del denaro sporco". In tutto questo ha avuto ed ha un ruolo importante un italiano, Salvatore Mancuso, "che vive in Colombia", aggiunge Forgione, "ed è il capo dei paramilitari che negli anni hanno colpito centinaia di vittime innocenti per garantire i propri traffici, a volte anche con rapporti nelle istituzioni, come sta rivelando il processo in corso". "Su tutto questo", ha concluso il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, "mi unisco alla voglia di libertà e giustizia che sta animando la società civile in Colombia e spero che l?Italia possa dare un contributo positivo per il raggiungimento di un equilibrio interno alla Colombia che si basi sul riconoscimento di tutte le responsabilità, fino in fondo?.