VITA

La fazenda esperança ha conquistato il papa

1 Maggio Mag 2007 0200 01 maggio 2007

La tappa più sociale della visita in Brasile di BXVI sarà quella di Guaratinguetà dove si combattono varie forme di dipendenze con il solo aiuto del Vangelo

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La tappa più sociale della visita in Brasile di BXVI sarà quella di Guaratinguetà dove si combattono varie forme di dipendenze con il solo aiuto del Vangelo

Non c?è alcun dubbio: la visita meno da protocollo e più sociale durante i suoi cinque giorni in Brasile tra il 9 e il 13 maggio, papa Benedetto XVI la farà alla Fazenda Esperança, vera e propria babele di nazionalità e di problemi. Nella Fazenda convivono eroinomani russe con brasiliani che fumano il crack e cocainomani tedeschi. Gli ospiti latinoamericani, in gran parte, sono tossicodipendenti, ma la Fazenda non accoglie solo loro, bensì anche alcolisti e persone schiave del gioco. Per le cure di riabilitazione non si usano farmaci, né ci sono mura di cinta o grate per impedire la fuga delle circa trecento persone che qui, nella città di Guaratinguetá, a sette chilometri da Aparecita dove il Santo Padre inaugurerà la quinta Conferenza generale dell?episcopato latinoamericano, cercano di uscire dal tunnel delle dipendenze con molte preghiere e tanto lavoro duro. La lettura della Bibbia è prassi quotidiana alla Fazenda, e ogni giorno ci si concentra su un passo del Vangelo.

Benedetto XVI in visita

Obiettivo? Motivare quelli che in Brasile sono definiti i dipendenti ?chimici? a resistere ?puliti? per un giorno in più. Nonostante la gestione e il finanziamento siano garantiti da organizzazioni cattoliche, «questo centro non è una fabbrica per produrre cattolici: ci sono evangelici, buddisti e persino atei che cercano assistenza da noi», spiega a Vita Klaus Rautenberg, coordinatore del progetto Fazenda da Esperança.

Quella di Guaratinguetá è stata la prima esperienza di questo tipo inaugurata dal suo fondatore fra Hans Stapel e, dal momento che ha funzionato bene, il modello è stato replicato in tutto il mondo. Oggi le Fazenda da Esperança sono 42 in vari Paesi, tra cui la Germania, le Filippine, il Messico, il Paraguay, l?Argentina, la Russia e il Mozambico. In Brasile i centri terapeutici di orientamento cattolico fondati da Fra Hans sono una ventina, in totale ospitano oltre duemila persone e il trattamento è rigorosamente gratuito.

Sul sagrato della chiesa

L?idea della Fazenda è nata nel 1983, all?interno della chiesa di Nossa Senhora da Glória, a Guaratinguetá. Lì un gruppo di giovani si riuniva per leggere il Vangelo e, fuori dalla chiesa, un altro gruppo di ragazzi si drogava? Le due compagnie si avvicinarono e i secondi chiesero ai primi un aiuto per liberarsi dalla dipendenza. Iniziò così la terapia senza farmaci e, con l?aiuto della parrocchia, fu costruita una casa per il recupero.

Nella Fazenda nessun ospite è costretto a rimanere, ma chi decide di sottoporsi alla terapia di disintossicazione deve accettarne le regole e la disciplina. Il tempo di permanenza è di un anno e tutti i trecento ospiti della Fazenda di Guaratinguetá si alzano alle sei del mattino e hanno compiti precisi. Non c?è nessuna possibilità di venire in contatto con droghe o alcool e uomini e donne vivono in case separate: come nei monasteri e nei conventi l?astinenza sessuale è una regola che, a detta di Fra Hans, aiuta nella terapia.

La comunità nella Fazenda è suddivisa in gruppi di 12-14 persone che formano delle ?famiglie? e che producono artigianato in legno, differenti tipi di pasta fatta a mano e prodotti per la bellezza. Ogni articolo è venduto nella regione e il ricavato serve alla comunità per auto sostenersi. Le serate sono solitamente dedicate alla lettura o allo sport, ma alcuni gruppi preferiscono parlare delle difficoltà e delle conquiste raggiunte nella lotta quotidiana contro la dipendenza. Una sorta di terapia di gruppo. «Abbiamo padri che ci supplicano di internare i loro figli, ma sappiamo che ciò non porta a nulla e, in pochi giorni, abbandoneranno il trattamento. È la persona che ha il vizio che deve prendere l?iniziativa di entrare in Fazenda», spiega Klaus.

Così fra Hans affascinò il Papa

Ma come mai il Papa ha deciso di trascorrere un giorno intero qui? Gran parte del merito è di fra Hans Stapel, fondatore della Fazenda, connazionale di Benedetto XVI e, soprattutto, ex compagno di università dell?attuale presidente del Consiglio Pontificio per lo Sviluppo Umano, Paul Josef Cordes.

Durante la presentazione della prima enciclica del Papa, Deus Caritas est, Cordes ha inserito il vecchio compagno di classe nella cerimonia e, in tedesco, fra Hans ha parlato della sua opera a Benedetto XVI, strappandogli la promessa di visitare la Fazenda durante il suo viaggio in Brasile.Una promessa che si trasformerà in realtà sabato 12 maggio.

Da Guaratinguetá-Brasile