VITA

Attenti, gli strozzini sono alla porta

30 Novembre Nov 2007 0100 30 novembre 2007

intervista

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intervista

«Stiamo attenti a non fare un favore agli usurai». Don Alberto D'Urso, segretario della Consulta nazionale antiusura (un'associazione volontaria di fondazioni e organizzazioni) e presidente della Fondazione antisura San Nicola e Santi Medici di Bari, lancia l'allarme sul caro-mutui. C'è il rischio che l'aumento delle rate per l'acquisto della casa spinga nelle mani degli strozzini.
Consumers' magazine: Don Alberto, la Consulta è un osservatorio privilegiato per misurare anche le "sofferenze" dei clienti delle banche. Quali segnali avete raccolto negli ultimi mesi?Alberto D'Urso: Preoccupanti. Registriamo un incremento delle richieste di aiuto da parte di famiglie che ormai non riescono più a tenere il passo con i continui balzi in avanti dei tassi variabili. Cresce, soprattutto, il numero dei pignoramenti e delle esecuzioni. Presso il Tribunale di Bari, al 23 ottobre risultano iscritti 775 nuovi pignoramenti immobiliari a fronte dei 619 alla stessa data dell'anno scorso: un incremento del 25%.CM: Alle fondazioni antiusura si sono rivolte persone che sono finite nelle mani degli strozzini per via dei mutui immobiliari?D'Urso: Da noi non si rivolge solo chi è vittima degli usurai ma anche chi teme di finire nelle loro mani. Nel caso dell'abitazione questo non è affatto improbabile. Sappiamo tutti che la criminalità si spinge anche nei tribunali: acquista i beni messi all'asta e poi cerca di rivenderli agli ex proprietari a prezzi maggiorati, se non raddoppiati. Chi s'è visto espropriare la casa, pur di restarci dentro, talvolta accetta. Pensa che magari potrà pagare il debito. Il punto è che chi è nel bisogno non è nella condizione di ragionare; tanto più quando si trova di fronte a persone, gli usurai, che all'inizio si presentano col volto dell'amico. Un amico che vuole solo aiutarti.CM: Che cosa chiedete alle banche e alle istituzioni?D'Urso: Alle banche di rinegoziare i mutui concessi a tasso variabile con altri a tasso fisso oppure di rimodularli con tassi più contenuti e senza maggiori oneri per la clientela. Le banche sembrano aver dimenticato la finalità per cui sono nate: aiutare chi ha bisogno. Non possono pensare al profitto contro l'uomo. Il profitto deve essere in funzione della persona. Ai governanti nazionali, regionali e locali chiediamo invece di intervenire con forme di sostegno alle famiglie. Penso alla creazione di appositi fondi.