Emergenze

GAZA. L'empatia di Celentano

13 Gennaio Gen 2009 2028 13 gennaio 2009

"Balliamo, in questa nostra Italia-bunker, per non pensare alla tragedia in atto a Gaza. Ma non è facile estraniarsi del tutto...". Il popolare artista trova spunto da un varietà in tv per prende carta e penna e scrive una riflessione dalla forte emotiv

  • ...
  • ...

"Balliamo, in questa nostra Italia-bunker, per non pensare alla tragedia in atto a Gaza. Ma non è facile estraniarsi del tutto...". Il popolare artista trova spunto da un varietà in tv per prende carta e penna e scrive una riflessione dalla forte emotiv

Adriano Celentano. Alla fine il primo è stato lui. Il primo volto noto del mondo dello spettacolo italiano a intervenire pubblicamente su un tema estremamente attuale come quello della guerra in atto nella Striscia di Gaza, che ha causato, a oggi, quasi 5mila feriti e 947 morti palestinesi (di cui, secondo fonti mediche, i due terzi civili e almeno 250 bambini) e quattro vittime israeliane.

E' successo dopo che lo stesso Celentano ha assistito alla trasmissione televisiva 'Ballando sotto le stelle', condotta da Milly Carlucci e andata in onda sabato scorso: spinto dalla propria coscienza, il 'molleggiato' ha preso carta e penna e ha scritto una riflessione che poi ha inviato al Corriere della sera in cui, con tragica ma efficace ironia, alternava immagini del palcoscenico televisivo agli orrori delle morti degli innocenti in Medio Oriente.

Un atto, quello di "schierarsi" a fianco dei civili coinvolti in un conflitto armato, molto diffuso tra le star straniere (l'ultimo in ordine di tempo è Chris Martin, cantante della band Coldplay, che ha aderito all'appello per la fine delle ostilità della britannica Stop the war coalition) ma assai poco tra quelle nostrane, per chissà quali timori. Ora Celentano rompe il silenzio. Un silenzio che lui aveva già interrotto in modo plateale nel suo passato, ma sempre per temi ambientali, mai legati direttamente all'uomo.

«Brava Milly, il tuo 'Ballando con le stelle' è una nostalgica boccata d’aria di pace che ci distoglie, sia pure per poche ore, dalle grida di dolore che ci arrivano dall’eterno conflitto tra la Palestina e Israele. Ecco cosa provavo nel guardare il tuo spensierato spettacolo che con tanta bravura hai condotto e messo a punto con accurata precisione». Comincia così l'intervento dell'artista italiano sul Corriere.

«Brevi attimi di respiro dunque, per un’Italia nel bunker, decisa a non voler pensare (finché si balla) a chissà quali tragedie leggeremo l’indomani sulla striscia di Gaza. Ma per quanto gradito e frizzante appaia il tuo spettacolo, certo non è facile estraniarsi del tutto, come invece hanno fatto per decenni l’Europa e l’America», continua Celentano, che poi si fa più cupo e deciso: «non è certo per buonismo che loro (Europe e America, ndr) se ne lavavano le mani dell’eterno conflitto fra i due popoli. Specialmente dei palestinesi, senza una patria i cui confini sono andati smarriti durante l’insediamento degli ebrei. Un insediamento che pur se ottenuto con la violenza ha avuto, a torto o ragione, il riconoscimento di tutte le nazioni per l’immane tragedia subita dai nazisti durante l’olocausto. Un gesto probabilmente dovuto agli ebrei, che così tanto han sofferto e non avevano un posto dove stare».

E ancora: «Ma come sempre accade, anche in quella circostanza il mondo si dimenticò e continua a dimenticarsi sempre dei più deboli. E non è difficile pensare che tali dimenticanze solitamente avvengono perché i più deboli non hanno soldi. E allora come si risolverà pensavo: i palestinesi hanno ragione, ma anche gli ebrei non hanno torto. Però ci sono più di ottocento morti di cui la metà sono civili, donne e bambini. Mi piacerebbe sentire il parere di questi ottocento morti. Loro senz’altro lo sanno di chi è veramente la colpa di tutta questa tragedia. E senz’altro ora conoscono anche il modo di come risolvere il contenzioso fra i due contendenti. Ma non possono parlare. Perché sono morti».

A questo punto, Celentano si riprende dallo sfogo e conclude alleggerendo i toni: «Cercavo una risposta a tutto questo, anche provvisoria ma era troppo difficile.[...]Preferisco guardare Andrea (Roncato) che balla come un macellaio, in fin dei conti lui pesta il parquet solo per dimagrire, e poi l’importante è mettersi in gioco di fronte a una giuria apparentemente severa ma comunque tendente al giusto, anche se a mio parere, dal punto di vista spettacolare avrebbe dovuto vincere la serata Corinne Clery, per la sua sexi spumeggiante allegria che ha versato nel primo ballo. Aveva fatto qualche errore sì, ma durante l’esibizione aveva messo a segno due o tre movimenti che offuscavano la piccola imprecisione. Brava Corinne! Ma più brava ancora è stata Milly!...»