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GAZA. Agnoletto: "Roma e Assisi, perchè non una marcia sola?"

16 Gennaio Gen 2009 2004 16 gennaio 2009

"Occasione fallita di unione". L'europarlamentare e movimentista italiano si esprime così a proposito del doppio appuntamento di domani in solidarietà con la popolazione civile vittima dei bombardamenti di Gaza

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"Occasione fallita di unione". L'europarlamentare e movimentista italiano si esprime così a proposito del doppio appuntamento di domani in solidarietà con la popolazione civile vittima dei bombardamenti di Gaza

“Doveva essere una sola, la marcia di domani 17 gennaio. Non due, separate, a Roma e Assisi”. Parola di Vittorio Agnoletto, europarlamentare e portavoce della rappresentanza italiana al Forum sociale mondiale, la cui edizione 2009 prenderà il via il 26 gennaio a Belèm, Brasile.

Agnoletto, che proprio giovedì è stato uno dei due astenuti nella votazione della Ue che ha condannato il bombardamento della sede Onu da parte di Israele (l’altro è l’italiano Giulietto Chiesa), ritenendo l’atto del parlamento europeo poco concreto e senza nessun impegno specifico, ha ribadito a Vita che la ‘spaccatura’ delle due marce di domani si poteva, e doveva, evitare. “Il rischio è che alla fine gli appuntamenti di protesta legittima vengano strumentalizzati”, spiega Agnoletto, “con il risultato che chi marcerà a Roma, in cui presumibilmente ci saranno molti più gruppi palestinesi e arabi e avrà toni più forti, sarà bollato come ‘cattivo’, mentre ad Assisi sfileranno i ‘buoni’, i pacifisti”, nella marcia organizzata dalla Tavola della pace e da altre associazioni nazionali.

Per l’europarlamentare, che ha un passato da volontario dell’Agesci e da presidente della Lila (Lega italiana lotta all’aids), si doveva arrivare ad un accordo, che poteva portare molti benefici. “Siamo in un momento storico inedito: le comunità islamiche sentono di poter scendere nelle piazze italiane e avere voce”, continua Agnoletto, “È un aspetto da non sottovalutare, e dal forte potenziale. Se anziché includerle, e cercare il dialogo, però queste comunità vengono isolate con il rischio che prevalgano atteggiamenti ostili e di violenza, come le bandiere bruciate, si spreca una grande occasione di unione della società civile”.

Il 17 gennaio, però, andrà così: due piazze diverse, due marce. “Saranno comunque entrambe molto partecipate ed efficaci. Ma la prossima volta si evitino una volta per tutte le divisioni. Ne gioverebbe il messaggio di pace e speranza che si vuole dare”.

Per le informazioni sui due appuntamenti, cliccare qui per la marcia di Roma, invece qui per quella di Assisi.