Emergenze

GAZA. Barca di pacifisti sequestrata dalla marina israeliana

30 Giugno Giu 2009 2110 30 giugno 2009

La Spirit of humanity era partita ieri da Cipro con 21 volontari (di 11 paesi diversi) dell'associazione Free Gaza, tra cui la premio Nobel irlandese Maguire e un ex membro del Congresso statunitense. L'equipaggio trattenuto a Ashdod, in Israele

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La Spirit of humanity era partita ieri da Cipro con 21 volontari (di 11 paesi diversi) dell'associazione Free Gaza, tra cui la premio Nobel irlandese Maguire e un ex membro del Congresso statunitense. L'equipaggio trattenuto a Ashdod, in Israele

Barca e aiuti umanitari sequestrati, passeggeri in stato di fermo in territorio israeliano. Sarebbe questa la mesta conclusione del viaggio della Spirit of humanity, piccola imbarcazione battente bandiera greca ma composta da 21 attivisti per i diritti umani di 11 nazionalità diverse il cui obiettivo era raggiungere le coste della Striscia di Gaza per portare gli aiuti alla popolazione palestinese, sfidando apertamente l’embargo israeliano in atto dal 2007 (all’indomani della vittoria alle elezioni del partito-movimento Hamas).

“Non abbiamo avuto loro notizie dirette per un paio d’ore, da quando (erano le 15 in Italia, ndr) ci è stato comunicato che i soldati della marina israeliana stavano per abbordare l’imbarcazione”, spiega su twitter e sul proprio sito web Free Gaza, l’associazione che ha organizzato il viaggio. Poco più tardi è stato diramato dal’Idf (Israeli defense forces, l’esercito israeliano) un secco comunicato: “Le forze navali israeliane hanno intercettato e sequestrato il cargo mentre tentava di raggiungere Gaza senza autorizzazione. Lo stesso è stato poi condotto alla città costiera di Ashdod, nel sud d’Israele”.

Partita nella mattinata di ieri da Cipro, dopo giorni di attesa, la Spirit of humanity era arrivata a sole 23 miglia marittime dalla costa palestinese, già nelle acque territoriali della Striscia. “Poche ore prima avevamo chiesto ai membri dell’equipaggio di invertire la rotta ma loro hanno proseguito, per questo siamo intervenuti”, prosegue il comunicato delle Idf. La barca dei pacifisti, prima di essere sequestrata, era stata circondati da cinque navi della marina israeliana. “Se in regola con le autorizzazioni, provvederemo a spedire noi il materiale umanitario nella Striscia”, ha aggiunto l’esercito. L’equipaggio trasportava medicinali, giocattoli per i bambini e piccoli kit per aiutare la ricostruzione delle case.

"Gli aiuti che trasportiamo sono un simbolo della speranza della popolazione di Gaza, affinché un giorno siano in grado di trasportare da soli il materiale per iniziare a ricostruire le scuole, gli ospedali e le migliaia di case distrutte durante l'offensiva Piombo fuso”, aveva affermato Mairead Maguire, vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 1977 per il suo lavoro in Irlanda del Nord e membro dell'equipaggio della Spirit of humanity, “La nostra missione vuole dimostrare agli abitanti della Striscia che siamo loro vicini e che non sono soli”. La 65enne irlandese è stata affiancata nel viaggio, tra gli altri, dall’ex parlamentare statunitense Cynthia McKinney, la prima a rilasciare una dichiarazione una volta condotta contro la propria volontà sul suolo israeliano. "Questa è una oltraggiosa violazione delle leggi internazionali, contro di noi. La nostra barca non si trovava in acque territoriali israeliane, e noi eravamo in missione umanitaria verso la Striscia di Gaza", ha dichiarato McKinney, "il presidente Obama ha appena chiesto ad Israele di lasciar passare materiale umanitario e per la ricostruzione, e questo era esattamente cosa cercavamo di fare. Chiediamo alla comunità internazionale di fare pressione per il nostro rilascio, per così continuare il nostro viaggio".

Ma la missione, con il passare delle ore e in attesa di conoscere la sorte degli attivisti, sembra destinata a fallire. La Spirit of humanity è l’ottava imbarcazione di Free Gaza che tenta di violare l’embargo israeliano. In tre casi, il viaggio eran andato a buon fine. Nell’ultimo di questi, nel novembre 2008, era arrivato a Gaza il pacifista 34enne Vittorio Arrigoni, che poco dopo, durante i bombardamenti, era stato l’unico italiano a poter documentare quanto stava accadendo ed è ancora oggi volontario nella Striscia per l’organizzazione non governativa Ism, International solidarity movement.