Visto da vicino

«Sul clima il G8 si gioca il suo ruolo di leader»

10 Luglio Lug 2009 0200 10 luglio 2009

Intervista al sous sherpa italiano Guido La Tella

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Intervista al sous sherpa italiano Guido La Tella

«È un momento cruciale: le decisioni dei prossimi mesi decideranno il destino delle future generazioni. La presidente italiana darà un forte impulso» «C'è una crescente aspettativa, che non dobbiamo deludere, rispetto alla Conferenza Onu sul clima di Copenhagen. La presidenza italiana del G8 sarà una grande occasione per catalizzare consenso su un tema vitale come il cambiamento climatico e guidare il processo internazionale verso posizioni condivise, soprattutto in materia di riduzione delle emissioni di CO2». Parola di uno che il G8 lo vive da dentro, ogni giorno: il sous sherpa Esteri, il ministro plenipotenziario Guido La Tella.
Ecomondo: Come potrà il G8 favorire un accordo globale efficace e coerente con le indicazioni della comunità scientifica?
Guido La Tella: Quest'anno più che mai, il G8 è chiamato a dimostrare la sua capacità di leadership, nel momento cruciale per la definizione dell'accordo sul regime globale di riduzione delle emissioni post 2012. La presidenza italiana intende assicurare il necessario impulso politico e ampliare gli spazi di convergenza tra economie avanzate, emergenti e Paesi in via di sviluppo, coinvolgendo negli incontri tutti gli attori rilevanti.
Ecomondo: A proposito dei Paesi più vulnerabili e poveri, soprattutto africani, il G8 a presidenza italiana giocherà un ruolo chiave per aiutarli ad affrontare i problemi provocati dai cambiamenti climatici?
La Tella: Tutta la comunità internazionale guarda con crescente preoccupazione alle conseguenze del surriscaldamento globale per i Paesi in via di sviluppo. Ciò non solo per le implicazioni strettamente legate al clima, anche per le pesanti conseguenze sulle fragili economie di questi Paesi. È nostro dovere assicurare loro tutto il nostro sostegno nello sforzo per accelerare la definizione di politiche nazionali ambientali adeguate ed evitare che restino ancorati a un modello di crescita basato su alte emissioni di carbonio.
Ecomondo: Come fare?
La Tella: Dobbiamo affrontare, in parallelo e con decisione, i problemi della povertà energetica e del trasferimento di tecnologie pulite. La difficoltà di accedere alle risorse energetiche da parte delle popolazioni dei Paesi meno sviluppati ha ricevuto particolare attenzione già al G8 Energia di Roma e sarà un tema rilevante al vertice dell'Aquila.
Ecomondo: Cosa si farà in Italia e nell'ambito del G8 per dare un reale impulso verso un'economia a emissioni zero?
La Tella: L'Italia, forte del pacchetto Clima-Energia approvato dal Consiglio europeo lo scorso dicembre, sta facendo la sua parte. Insieme a Francia, Germania e Gran Bretagna, sta esercitando un ruolo propulsivo all'interno del Major Economies Forum. L'impegno di riduzione unilaterale del 20% entro il 2020, che salirebbe al 30% se vi fosse un accordo internazionale, dovrà tuttavia essere accompagnato da sforzi comparabili da parte degli altri Paesi industrializzati e, come ho già detto, da parte delle economie emergenti. I più autorevoli e recenti studi scientifici, a partire dal Quarto Rapporto dell'Ipcc del 2007, dicono che solo un reale impegno collettivo permetterebbe di limitare il riscaldamento globale, riducendo così le probabilità che il cambiamento climatico causi impatti ancora maggiori sul nostro pianeta.
Ecomondo: L'Italia però aveva ostacolato l'approvazione del pacchetto europeo?
La Tella: Grazie anche all'azione del nostro Paese, a Bruxelles si è stabilito che le politiche di lotta al cambiamento climatico ed in favore della sicurezza energetica siano affrontate senza penalizzare la competitività dell'industria europea, a vantaggio di attori economici internazionali non assoggettati a simili vincoli. Questo è un tema cruciale, per cui è indispensabile un coinvolgimento attivo di tutte le principali economie mondiali. Sul fronte economico si aprono importanti opportunità, che dobbiamo cogliere. Gli investimenti necessari per il clima potranno tradursi in nuove occasioni d'impiego, contribuendo a combattere gli effetti della crisi economica. I "green jobs" potranno dare un impulso determinante al rilancio dei consumi e alla ripresa dell'economia.
Ecomondo: Sul fronte delle energie rinnovabili, Paesi come Usa, Cina, India, Germania, Danimarca si contendono il mercato internazionale. L'Italia, Paese del sole, riuscirà a essere competitiva, promuovendo da subito tecnologia, innovazione, ricerca e azioni concrete?
La Tella: Stiamo lavorando con grande impegno per questo. La presidenza italiana del G8 vuole risaltare l'importanza degli investimenti nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio, essenziali per il progresso verso la sostenibilità, per fermare il cambiamento climatico e per rispondere al problema della disponibilità dell'energia. Dovremo promuovere programmi di efficienza, risparmio e sviluppo delle rinnovabili in tutti i principali settori: la produzione di energia, l'industria, i trasporti e gli utilizzi residenziali. Il futuro delle nuove generazioni è strettamente legato alle decisioni che prenderemo nei prossimi mesi. È una sfida che la comunità internazionale non può permettersi di perdere.