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G8. Prestigiacomo: "Bilancio positivo per l'ambiente"

13 Luglio Lug 2009 1708 13 luglio 2009

In un'intervista per la piattaforma multimediale Lifegate, ideatrice del progetto Impatto zero, il ministro dell'Ambiente tira le somme del summit. "L'incontro dell'Aquila strategico in vista del meeting Onu di dicembre a Copenaghen"

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In un'intervista per la piattaforma multimediale Lifegate, ideatrice del progetto Impatto zero, il ministro dell'Ambiente tira le somme del summit. "L'incontro dell'Aquila strategico in vista del meeting Onu di dicembre a Copenaghen"

"Il risultato del G8 per le tematiche ambientali è positivo, anche perché sono stati affrontati anche altri aspetti legati alle problematiche ambientali, come quello della biodiversità. La nuova amministrazione americana ha dato una spinta fortissima a questa battaglia". Con queste parole il ministro dell’Ambiente italiano, Stefania Prestigiacomo, ha commentato l'esito del summit intervistata dalle telecamere di youimpact.it, piattaforma di sharing ecologico della rete multimediale LifeGate. A rivolgere le domande al ministro (l'intervista integrale è visibile cliccando qui) è stato Simone Molteni, direttore del progetto Impatto zero di LifeGate, progetto che vuole occuparsi del problema dei cambiamenti climatici attraverso la riduzione e la compensazione le emissioni di Co2.

"Il 2009 è l’anno dei cambiamenti climatici. Il G8 all’Aquila è stato un appuntamento strategico per trovare un accordo politico globale in vista dell’incontro ONU di dicembre a Copenaghen", ha ripreso Prestigiacomo. "Giorni importanti anche per l’Italia, che ha visto la sottoscrizione di due iniziative a favore dell’ambiente".

"Al G8 è stato deciso che i paesi industrializzati entro il 2050 riducano dell’80% le emissioni di Co2. Ciò significa che ogni anno dovranno ridursi del 2%", ha replicato Marco Roveda, fondatore di LifeGate. "Da un lato dobbiamo essere soddisfatti di tale obiettivo, però, così come il budget quinquennale di un’azienda non viene verificato alla scadenza dei 5 anni, quando ormai sarebbe tardi per fare qualsiasi intervento, noi ogni anno dovremo vigilare affinché le decisioni sulla riduzione delle emissioni di Co2 siano effettivamente rispettate e non usate come una bella operazione di marketing e basta, senza concretezza".