Il governo

Kyenge a Saccomanni: Dammi 120 milioni per il servizio civile

7 Ottobre Ott 2013 1808 07 ottobre 2013

Il ministro per l'Integrazione a rapporto dalla Consulta nazionale risponde punto per punto alle questioni aperte che oggi mettono a rischio la sopravvivenza dell'esperienza. "Risposte per lo più interlocutorie ma il clima sembra cambiato", sottolinea Bastianini, presidente della Consulta

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Il ministro per l'Integrazione a rapporto dalla Consulta nazionale risponde punto per punto alle questioni aperte che oggi mettono a rischio la sopravvivenza dell'esperienza. "Risposte per lo più interlocutorie ma il clima sembra cambiato", sottolinea Bastianini, presidente della Consulta

Interlocutorie ma che segnano un cambio di passo: le risposte che ha dato oggi alla Consulta nazionale del servizio civile il ministro per l’Integrazione Kashetu Kyenge detta Cécile, “seppure non di immediata efficacia, ci documentano l'attenzione e l'impegno da parte del ministro”, commenta a caldo Giovanni Bastianini, presidente della Consulta, organo composto da Unsc, Ufficio nazionale del servizio civile, enti del Terzo settore, Anci, Conferenza Stato-Regioni, rappresentanza dei volontari. Ecco, per punti, i temi all’ordine del giorno e la conseguente risposta di Kyenge, a cui è stata affidata la delega al servizio civile, operativa dallo scorso 31 agosto 2013, dopo le dimissioni di Josefa Idem.

Questione stranieri. “Non serve a nulla risolvere il problema dell’accesso degli stranieri al bando di Scn, Servizio civile nazionale, quando non viene risolta la questione generale della cittadinanza”, ha sottolineato il ministro. Alla domanda sui più che possibili ricorsi al bando attuale (come accaduto per l’ultima chiamata), Kyenge ha riportato che “il bando è stato pubblicato dopo il parere dell’Avvocatura di Stato”, ipotizzando quindi un esito a favore del governo per eventuali contenziosi.

Finanziamento. La novità più concreta comunicata dal ministro per l’integrazione alla Consulta riguarda il fondo da dedicare al Scn per il prossimo triennio, negli ultimi anni sempre più ridotto: “ho chiesto al ministro dell’Economia Saccomanni 120 milioni per ciascuno dei tre anni”, ha annunciato Kyenge, lasciando intendere un possibile esito positivo della sua richiesta. Sarebbero utili a far partire almeno 20mila giovani all’anno:"se finalizzato è un passo avanti, anche se permette la partenza solo della metà di quella che riteniamo la soglia minima annule di 40.000 volontari", osserva Bastianini.

Scn e Pacchetto giovani. Rispetto alle azioni per il mondo giovanile annunciate dal presidente del Consiglio Letta, Kyenge ha confermato quanto detto dal Capo dipartimento Paola Paduano durante la presentazione, mercoledì scorso, del IX Rapporto nazionale di Arci servizio civile: “Il dipartimento Giovani e Servizio civile è inserito in Youth Guarantee, il programma europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile”, ha spiegato il ministro, “e anche nell’ottica del prossimo semestre di presidenza italiana al Parlamento europeo abbiamo in mente di realizzare almeno due iniziativa sul servizio civile”.

Riforma di legge. E’ da anni che enti e volontari attendono la riforma legislativa del Scn, nato nel 2001, ma finora ogni mozione parlamentare, presentata nel tempo da esponenti di diversi partiti politici, è rimasta al palo. “Sto monitorando ogni proposta di legge presentata”, ha spiegato Kyenge in Consulta. “Noi le abbiamo invece comunicato che riteniamo utile l'iniziativa della presentazione di un testo, o almeno di orientamenti precisi, direttamente da parte del Governo", replica Bastianini, che è anche responsabile Scn per la Protezione civile.

Prossimo bando. Pubblicato il bando 2013 (dopo aver saltato, per la prima volta nella sua storia, un intero anno solare, il 2012), il rischio quasi certo, denunciato in una recente intervista Vita.it da Primo Di Blasio, presidente della Cnesc, Conferenza nazionale enti di servizio civile, è che per la prossima chiamata si debba aspettare l’inizio del 2015, a causa di tempi burocratici legati alla riapertura dell’accreditamento degli enti stessi. Su questo aspetto è intervenuto il direttore dell’Unsc, Raffaele De Cicco: “Stiamo rimodulando la tempistica, con l’obiettivo di recuperare al meno due mesi e quindi pubblicare il bando ed effettuare buona parte delle partenze entro la fine del 2014”.

Scn e Regioni. “Con le Regioni ho avviato ottimi rapporti, in meno di due mesi da quando ho preso servizio ho ricevuto segnali secondo i quali si respira un nuovo clima di collaborazione”, sono state le parole del ministro per l’Integrazione sul tema della compartecipazione tra Stato ed enti regionali per i futuri bandi nazionali, anche sul tema del cofinanziamento.

Servizio civile all’estero. I rappresentanti dei volontari hanno fatto notare al ministro come da anni vi sia un problema legato all’assistenza dei giovani espatriati, in particolare per quanto riguarda i visti di permanenza nel paese ospitante, e in particolare su quanto sia importante stringere rapporti più significativi in tal senso con il nostro ministero degli Esteri. “Il ministro Kyenge ha preso nota, lasciando intendere un suo prossimo intervento sulla questione”, comunica il presidente della Consulta.

Scn e lavoro. “Il servizio civile è di importanza intergovernativa”, ha sottolineato il ministro Kyenge, aggiungendo di aver “affrontato il tema con il ministro del Lavoro Giovannini e la titolare dell'Istruzione Carrozza, in particolare per quanto riguarda la questione della certificazione dei crediti formativi, essendo alcuni enti già in grado di farlo”, aprendo anche il ragionamento sulle altre organizzazioni interessate a diventare ente certificatore.

Stabilità. “Abbiamo ricevuto risposte tutto sommato positive dal ministro, ma a breve, con le prime scadenze, vedremo nel concreto se inizierà finalmente una nuova stagione per il Scn”, analizza Bastianini. A conclusione, Kyenge ha messo in risalto come, per l’efficacia di un buon lavoro, “al governo serva ora un periodo di stabilità”. La stessa stabilità, almeno, che richiede il mondo del Servizio civile nazionale, che ha visto cambiare i propri referenti “almeno quattro volte negli ultimi tre mesi”.