INTERVISTA

Camusso: E' ora di investire seriamente sul servizio civile

6 Marzo Mar 2014 1658 06 marzo 2014

"Stiamo parlando di un volano di sviluppo fondamentale per la società e un'ottima strada occupazionale per i giovani, servono fondi adeguati", sottolinea la leader Cigl

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Camusso
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"Stiamo parlando di un volano di sviluppo fondamentale per la società e un'ottima strada occupazionale per i giovani, servono fondi adeguati", sottolinea la leader Cigl

L'aveva accennato nell'ultima puntata della trasmissione di Rai Tre 'In 1/2 ora', lo ribadisce a Vita.it: "Serve un investimento consistente, e al più presto, almeno tre miliardi di euro: il servizio civile nazionale può servire, e molto, al nostro paese", Susanna Camusso, segretario nazionale della Cgil, prende posizione con forza sull'esperienza di politiche giovanili più importante a livello italiano ma oggi messa a dura prova dai tagli dei governi degli ultimi anni.

Perché reputa necessario investire ora sul Scn, Servizio civile nazionale?
Per almeno due ragioni. Innanzitutto per questioni lavorative: il servizio civile è un passaggio di occupazione fondamentale verso un impiego più strutturato, soprattutto in questo periodo di disoccupazione giovanile alle stelle. Si tratta di un lavoro retribuito che permette a giovani sotto i 30 anni, spesso appena usciti dall'Università, di mettersi in gioco appena possibile.

La seconda ragione?
Tra i tanti aspetti importanti, c'è necessità di curare e risistemare il nostro territorio, i beni culturali, oggi spesso in situazioni critiche, pensiamo per esempio a Pompei. I giovani potrebbero dare la svolta che serve, per questo vedrei soprattutto un rilancio del servizio civile in quel settore.

Si parla sempre di più di Servizio civile universale, ovvero aperto a tutte le persone idonee che ne facciano richiesta (a questo link il Manifesto di 'Vita', sottoscritto anche dal neopremier Matteo Renzi), la vede una strada percorribile?
Sì, se le risorse investite saranno nella giusta misura. Bisogna puntare ad avere uno stanziamento governativo adeguate di nuovi fondi, poi si può percorrere la strada dell'universalità. Mi spiego meglio: non possiamo allargare la platea se i fondi non sono all'altezza di una retribuzione dignitosa per i giovani, spesso molto preparati e decisi a far fruttare l'esperienza.