ECONOMIA

Fondazione Opes, le realtà vincenti di un anno di vita

9 Giugno Giu 2014 1920 09 giugno 2014

Il 10 giugno a Milano e l'11 a Torino l'ente dedito all'Impact investing presenta le azioni promosse con le aziende del Sud del mondo, in particolare in Africa e Oriente. Elena Casolari: "Incidiamo in un settore poco battuto, serve ancora più impegno da parte di istituzioni, finanza e filantropia"

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Il 10 giugno a Milano e l'11 a Torino l'ente dedito all'Impact investing presenta le azioni promosse con le aziende del Sud del mondo, in particolare in Africa e Oriente. Elena Casolari: "Incidiamo in un settore poco battuto, serve ancora più impegno da parte di istituzioni, finanza e filantropia"

Fondazione Opes, un anno di scelte filantropiche raccontate dai protagonisti a Milano e Torino. Martedì 10 giugno 2014, con inizio alle 17, all’Anteo di Milano, la realtà che raccoglie capitale filantropico per investire in imprese sociali, in tandem con fondazione Cariplo, presenta al pubblico le storie vincenti dei primi dodici mesi di attività sull’Impact investing. Il giorno dopo, 11 giugno, sempre alle 17 si replica al Siti di Torino, in collaborazione con Compagnia di San Paolo (in allegato i programmi).

La Fondazione lavora con imprese che si trovano nell’early stage, gli stadi iniziali del proprio ciclo di vita, quando lo scarto fra la domanda di risorse finanziarie e l’offerta di capitali è ancora ampio: “l’operare in uno dei segmenti di mercato meno serviti è il nostro punto di forza, perché a oggi solo l’11 per cento dei finanziamenti dell’industria globale viene erogato nella fase dell’early stage”; precisa Elena Casolari, presidente di Opes, realtà ibrida composta da organizzazioni della cooperazione internazionale come Fondazione Acraccs e associazione Fem, mondo del commercio equo (Altromercato), della finanza sociale (MicroVentures) e della filantropia, con Fondazione Maria Enrica. La crescente popolarità del concetto di Impact investing e la nascita di un gran numero di nuove iniziative nel settore fa comunque sperare in un cambio di passo per il futuro, “ma oggi più che mai lancio un appello trasversale, a istituzioni, finanza, filantropia, per dare più fondi al settore: sono necessarie meno parole e più fatti”, sottolinea Casolari.

Nei due incontri saranno gli stessi imprenditori protagonisti dei progetti supportati a raccontare come l’appoggio della Fondazione abbia permesso di loro di fare la differenza e dare una speranza in più al territorio in cui vivono (‘Impact investing in quattro atti’ è infatti il titolo dell’evento di Milano). Avranno quindi spazio le esperienze di Afripads, una società che commercializza assorbenti intimilavabili (riutilizzabili e quindi accessibili alle donne indigenti) con sede a Kampala e base di produzione nell’Uganda rurale, Boond Engineering and Development, società che distribuisce e installa piccoli sistemi solari nelle aree rurali non raggiunte dalla rete elettrica in due degli Stati indiani più poveri, Rajasthan e nel Uttar Pradesh, Copia Global, azienda di distribuzione di prodotti di largo consumo progettata per riuscire a servire in modo accessibile i consumatori delle aree periferiche di Nairobi, e sempre nella capitale del Kenya c’è EcoPost, che utilizza plastica di scarto per produrre pali da recinzione e per l’edilizia da utilizzare in sostituzione di quelli in legno. “Siamo un’esperienza unica nel suo genere a livello internazionale, perché le varie realtà che compongono Opes collaborano assieme fin dalle fasi iniziali e strutturali del lavoro, non solo della gestione”; specifica la presidente della Fondazione che è anche l’executive manager di Acra.