Dopo il naufragio

Manconi: La politica del Governo sull'immigrazione è pessima

30 Aprile Apr 2015 1501 30 aprile 2015

Il presidente dell'associazione "A buon diritto" e senatore del Pd indica come "quasi del tutto sbagliata l'azione governativa dopo la strage, che punta solo a criminalizzare gli scafisti e non prende in considerazione le vere cause delle migrazioni". E la proposta di una Mare Nostrum europea? "Nessuno la prende seriamente in considerazione"

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Getty Images Migranti Aprile2015
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Il presidente dell'associazione "A buon diritto" e senatore del Pd indica come "quasi del tutto sbagliata l'azione governativa dopo la strage, che punta solo a criminalizzare gli scafisti e non prende in considerazione le vere cause delle migrazioni". E la proposta di una Mare Nostrum europea? "Nessuno la prende seriamente in considerazione"

“Dopo il terribile naufragio di sabato 18 aprile il Governo italiano ha intrapreso una strada sbagliata. Non si può andare avanti così”. Luigi Manconi, senatore del Pd ma soprattutto in prima linea da decenni nella salvaguardia dei diritti umani e civili con l’associazione A buon diritto, è franco e preciso nel criticare l’operato dell’esecutivo, “soprattutto alla luce delle ultime due prese di posizione, quella del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon”, che ha esortato a concentrarsi sulle azioni di sostegno diretto ai profughi più che all’utilizzo di eventuali azioni militari deterrenti, “e quella del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, per il quale “interrompere l’operazione Mare Nostrum è stato un grave errore perché la sua assenza ha provocato gravi perdite di vite umane".

Sarebbe ora di un’operazione Mare Nostrum europea, ma nessuno la vuole, né i governi europei né tantomeno il nostro, perché non ha fatto alcuna voce grossa in materia, anzi ha parlato di successo dell'ultimo Consiglio europeo quando in realtà si è trattato di una sconfitta”, sottolinea Manconi. Il summit europeo ha triplicato i fondi per Triton, il programma specifico dell’agenzia della Ue Frontex sul banco d’accusa per la sua inefficiacia. “Stiamo parlando di obiettivi diversi, Triton è ha una missione di pattugliamento, non di salvataggio”, ricorda il senatore, “e non si sta facendo nessun passo per garantire il diritto d'asilo a chi fugge da paesi in guerra e rischia la vita nell'attraversare il mar Mediterraneo”.

La proposta del corridoio umanitario per evitare il Mediterraneo? “C’è ma rimane sempre sulla carta, così come le altre proposte avanzate in questi mesi, per esempio l’avvio del dialogo con i paesi di transito dei profughi come il Niger”, ribatte Manconi. “Il fatto è che non si fa nulla di tutto ciò. E il Governo non esercita la pressione adeguata sul tema. Molti di noi parlamentari della minoranza del Pd si battono come leoni contro il premio di maggioranza attribuito alla lista e i capilista bloccati dell’Italicum ma nessuno critica la pessima politica governativa sull'immigrazione”. Politica che, alla luce delle 950 persone rimaste vittima dell’ultimo naufragio “ha deciso di concentrare l’attenzione dell’opinione pubblica verso il ruolo degli scafisti, che è importante ma è solo uno degli aspetti finali di un fenomeno più complesso, di portata epocale, quale quello dei flussi verso l'Europa di uomini, donne e intere famiglie che fuggono dalla guerra e dalle persecuzioni.”.

Se a livello di Parlamento europeo si intravedono azioni positive seppur finora inefficaci – “Europarlamentari come Renato Soru, Cécile Kyenge ma anche altri si stanno spendendo molto sul tema” – la revisione o comunque il superamento del Regolamento Dublino III, auspicata da più parti e innanzitutt dall’Unhcr, l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, non è in vista. Un effetto concreto e negativo è la continua segnalazione di tensione nei centri di prima accoglienza, soprattutto in Sicilia, dove i profughi, spesso siriani, rifiutano di dare le impronte perché così facendo dovrebbero chiedere asilo politico in Italia (secondo Dublino III, appunto), quando invece sono diretti nel Nord Europa, Germania e Svezia in primis, dove hanno parenti o conoscenti. “Sono scappati da una guerra e sopravvissuti al viaggio in mare, non hanno nulla da perdere nel rifiutarsi di concedere le impronte, perché ciò li inchioderebbe dove non vogliono stare”, rimarca Manconi. “La Polizia prova a prenderle perché è una legge internazionale e quindi non può sottrarsi, e questo genera una situazione spesso delicata e tesa: anche in questo caso, per risolvere il problema il Governo dovrebbe spendersi di più in sede di Unione europea, ma questo non avviene né ci sono segnali di cambiamento d'approccio. Oggi è necessario rimuovere tutti gli ostacoli di natura esclusivamente politica che impediscono al nostro Paese e agli altri Stati membri di garantire asilo e protezione offrendo ai profughi la possibilità di chiedere aiuto senza dover rischiare la vita attraversando il Mediterraneo e senza dover ricorrere ai trafficanti di morte”.