California
Stati Uniti

California: l’emergenza siccità si deve anche alla produzione alimentare

5 Maggio Mag 2015 1748 05 maggio 2015
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Mentre la California affronta l’emergenza siccità, vengono analizzate le principali cause degli sprechi idrici, tra cui la produzione alimentare. Tra i cibi che consumano di più, carne, latticini e…mandorle

E’ emergenza siccità nella rigogliosa California, una mancanza d’acqua che cresce ormai da mesi e che spinge l’amministrazione dello stato a chiedere ai cittadini di risparmiare sempre più risorse idriche. E mentre qualcuno, nel sud dello Stato si aspetta almeno un po’ di respiro dalla grande secca, con il June Gloom (il giugno nuvoloso), continuano ad approfondirsi le analisi sulle principali fonte di sprechi idrici. Secondo diversi media, tra cui anche il magazine britannico Independent, tra i prodotti colpevoli di consumare più acqua in assoluto, vi sono le mandorle. Basta pensare che una sola piccola mandorla per crescere richieda circa, 4,5 litri di acqua e che la California produce l’80% del fabbisogno mondiale di mandorle. La California produce circa la metà della frutta e della verdura coltivata negli Stati Uniti e proprio all’agricoltura è destinato l’80% delle risorse idriche dello stato, il che fa sì che la sola produzione di mandorle consumi l’8% dell’acqua disponibile. Una coltivazione ad alto impatto che sta destando diverse polemiche, anche se i produttori sottolineano che in realtà le mandorle sono sicuramente più sostenibili della produzione di altri prodotti. Tra i prodotti sotto accusa, anche il fieno, prodotto in grande quantità per essere trasformato in mangime per gli allevamenti ed esportato, si calcola che proprio al fieno si debba il 15% dell’intero consumo idrico. Da dati recenti stilati dal Los Angeles Times, infatti sembra che per produrre 28 grammi di carne, siano necessari più di 400 litri d’acqua. Tra i cibi che consumano più risorse idriche, secondo il Los Angeles Times carne bovina, carne di maiale, lenticchie, ceci, piselli, formaggio di capra, mango e asparagi, tra quelli che invece sembrano più sostenibili, fragole, cavolo, cipolle, lattuga, carote, melanzane, uva e pomodori.

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