Terzo settore

Vismara, San Patrignano: Non vogliamo diventare merce di scambio della politica

22 Luglio Lug 2015 1608 22 luglio 2015

Il responsabile delle Relazioni istituzionali della Comunità che lotta contro la tossicodipendenza esprime totale amarezza per l'allungamento dei tempi per la Riforma legislativa: su tanti fornti il sociale è oggi indispensabile e la collaborazione iniziale tra noi e il Governo andava in quella direzione. Ora si è fermato tutto, ma non ci stiamo".

  • ...
Sociale
  • ...

Il responsabile delle Relazioni istituzionali della Comunità che lotta contro la tossicodipendenza esprime totale amarezza per l'allungamento dei tempi per la Riforma legislativa: su tanti fornti il sociale è oggi indispensabile e la collaborazione iniziale tra noi e il Governo andava in quella direzione. Ora si è fermato tutto, ma non ci stiamo".

No, grazie. "Non vogliamo diventare l'ennesima merce di scambio dei partiti, della politica. Il Terzo settore ha un proprio ruolo da protagonista della vita sociale del Paese, ora più che mai". Dire che Francesco Vismara, responsabile delle Relazioni istituzionali di San Patrignano, è molto amareggiato è un eufemismo. In realtà la rabbia è tanta, "per come si sia inceppata la road map della riforma del Terzo settore: ora si parla di settembre per il prossimo passo in Senato, ma subentrando la Legge di stabilità prima e la riforma del Senato poi, si può già parlare di 2016 inoltrato".

Tali i tempi, ma Vismara non ci sta: "a settembre dobbiamo essere compatti nel sensibilizzare sul tema, far sentire la nostra voce. Stiamo parlando di azioni urgenti che devono essere introdotte il prima possibile: la stabilizzazione del 5 per mille, la modifica dell'impianto del servizio civile e degli appalti per la cooperazione. Ancora, la fondamentale definizione del nuovo tetto per la detraibilità delle donazioni, e il nuovo fondo per l'impresa sociale".

Il rischio di deriva strumentale, ovvero in mano alle correnti partitiche nei giochi di palazzo, è una prospettiva da scacciare: "ancora di più con la crisi il Terzo settore avrebbe ogni prerogativa per essere spinto in avanti con ogni mezzo", ragiona Vismara, "invece subisce un brusco stop dopo mesi di collaborazione con gli enti".

Contenuti correlati