Migranti

In Francia mille giovani in servizio civile per i rifugiati. E in Italia?

21 Settembre Set 2015 1745 21 settembre 2015

La decisione francese è per dare seguito "alla scelta storica di accogliere queste persone". Nel nostro paese "sono già attivi diversi progetti di sostegno a migranti e rifugiati, ma se si pensasse a un progetto specifico ministeriale noi siamo pronti", sottolinea Licio Palazzini, presidente di Cnesc e Arci servizio civile. Nel frattempo 146 ragazzi stanno per iniziare il loro servizio nelle Prefetture per le pratiche dei migranti

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La decisione francese è per dare seguito "alla scelta storica di accogliere queste persone". Nel nostro paese "sono già attivi diversi progetti di sostegno a migranti e rifugiati, ma se si pensasse a un progetto specifico ministeriale noi siamo pronti", sottolinea Licio Palazzini, presidente di Cnesc e Arci servizio civile. Nel frattempo 146 ragazzi stanno per iniziare il loro servizio nelle Prefetture per le pratiche dei migranti

Il Service civique avrà mille giovani in più da avviare a breve per accogliere i rifugiati in arrivo da altri Stati d'Europa dopo la distribuzione che l'Ue sta, a fatica, mettendo a regime per le prossime settimane. Questa la decisione di Patrick Kanner, ministro francese per la Gioventù e lo sport. Come riporta Esseciblog, Kanner ha inviato una lettera aperta a ogni giovane francese, nella quale si sofferma sulla necessità di un'Europa accogliente: "Migliaia di persone rischiano la vita per salvare le loro vite. Essi contano sulla generosità e ospitalità dell'Unione europea. Di fronte a questa situazione, la Francia e l'Europa hanno fatto la scelta storica di accogliere queste persone".

Uno sprone istituzionale, quello francese, che in Italia non ha preso una via così diretta sulla situazione attuale ma, al momento, lavora su altri binari. "Noi siamo pronti a collaborare nel caso il Dipartimento della Gioventù voglia attivare una missione ad hoc sull'accoglienza ai rifugiati", rimarca Licio Palazzini, presidente di Arci servizio civile e della Cnesc, la Conferenza dei maggiori enti di servizio civile d'Italia. "Il nostro paese, comunque, non parte da zero, anzi paradossalmente è più avanti, nel senso che già da anni numerosi enti portano avanti progetti dedicati agli immigrati e ai rifugiati".

Visto l'aumento esponenziale dei numeri, lo stesso Palazzini giudica positiva una possibile azione governativa più diretta, in rete con le organizzazioni della società civile. "Nella progettazione che scade il prossimo 15 ottobre non c'è la possibilità in termini temporali, ma per la successiva la strada è più che percorribile". Nel frattempo, il Dipartimento della Gioventù sta portando avanti l'inedito bando di 146 posti - ora si è nella fase della selezione dei candidati - per svolgere servizio civile nelle Prefetture allo scopo di sveltire le pratiche legate ai migranti. Un'esperienza che va monitorata da vicino, perché potrebbe essere, se efficace, un modello da replicare, dato che uno dei punti deboli dell'accoglienza italiana di oggi è proprio la lunghezza dei procedimenti per la richiesta di asilo politico e di ogni altra forma di documentazione connessa alla cittadinanza.

La decisione francese potrà avere anche una ripercussione europea? "Si spera. Ovunque molti volontari aiutano i migranti mentre vari governi, in primo luogo quello ungherese, li ostacola. La stessa Unione europea in questa drammatica situazione continua ad agire con troppa timidezza nel portare avanti azioni di solidarietà", indica Palazzini."La ricchezza di una società civile che scende in strada a porgere la mano per i profughi è da cogliere al volo, anche per isolare le proteste di chi, in modo anche violento, è contrario a priori all'accoglienza".

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