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Divieto di pubblicità del gioco d'azzardo. Oggi si vota la calendarizzazione urgente al Senato

14 Ottobre Ott 2015 0806 14 ottobre 2015
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C'è chi vuol fare pressione sul governo, per tagliar fuori il parlamento e evitare che si pronunci sul divieto di pubblicità del gioco d'azzardo. Per costringerli a mettere le carte in tavola, Giovanni Endrizzi (M5S) ha depositato nelle scorse ore in Senato la richiesta di calendarizzazione urgente di voto del disegno di legge che vieterà sponsorizzazioni e pubblicità dell'azzardo. Nessuno, a questo punto, può più chiamarsi fuori. Il voto è previsto per questa sera

Il gioco delle tre carte serve solo a chi vuole tergiversare in eterno. Così, davanti a ripetuti tentativi di far pressione sul governo affinché, nella prossima e oramai imminente legge di Stabilità inserisca blandi divieti sulla pubblicità del gioco d'azzardo, la risposta può essere solo una e può arrivare solo dal Parlamento.

Bisogna vietare ogni forma diretta o indiretta di pubblicità e sponsorizzazione dell'azzardo, come prevedono sia il disegno di legge presentato alla Camera con primo firmatario Lorenzo Basso (PD), sia quelli presentati al Senato dal senatore Endrizzi del M5S e dalla senatrice Donatella Albano (PD)

Nelle scorse ore, Giovanni Endrizzi e il gruppo Movimento 5 Stelle hanno depositato richiesta al Presidente del Senato Grasso di mettere in votazione la discussione urgente dei due disegni di legge per abolire la pubblicità sul gioco d'azzardo (quello Endrizzi del M5S e l'abbinato trasversale Albano-Pd).

Perché al Senato? Perché il regolamento parlamentare del Senato permette questa procedura non prevista alla Camera.

Se non ci saranno problemi, la votazione per decidere la discussione urgente dei due disegni di legge abbinati, dovrebbe svolgersi entro questa sera. Calendarizzazione urgente significa che, quanto prima, in tempi rapidissimi, si potrà poi andare al voto effettivo sui provvedimenti. In mancanza di questa calendarizzazione, il gioco delle tre carte e dei rinvii continuerà in eterno.

Ricordiamo che il divieto, tanto nella proposta-Endrizzi, quando in quella Albano riguarda qualsiasi forma, diretta o indiretta, di propaganda pubblicitaria, ogni comunicazione commerciale, sponsorizzazione o promozione di marchi o prodotti di giochi con vincite in denaro, offerti in reti di raccolta, sia fisiche sia online e prevede che la violazione del divieto sia punità con sanzioni che vanno da 50mila a 500mila euro.

Ricordiamo inoltre che nel mese di luglio, proprio il Senato con larghissima maggioranza votò "sì" a una risoluzione per abolire la pubblicità.

Se domani ci sarà coerenza i disegni di legge potrebbero iniziare il loro corso con procedura d'urgenza. A tutte le senatrici e ai senatori liberi e coerenti con le proprie posizioni, viene così chiesto di prendere posizione per un "sì" o per un "no". I mezzi termini, i "ni", come diceva San Tommaso, non sono né dell'uomo, né di Dio. Sono del diavolo.

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