Scuola

"Ciao bullo", studenti delle medie vincono il Leone d'argento della Biennale di Venezia

3 Febbraio Feb 2016 1525 03 febbraio 2016

Premio per la creatività ai 19 alunni dell'attuale Terza D dell'Istituto comprensivo di Lesmo, in Brianza. "Tutto è nato per episodi di cyberbullismo via whatsapp, ne è seguita una profonda discussione di classe e poi l'idea del video". Che ora è in lizza anche per un concorso del Miur ed è stato inciso grazie a mille euro raccolti dai genitori dei ragazzi

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Premio per la creatività ai 19 alunni dell'attuale Terza D dell'Istituto comprensivo di Lesmo, in Brianza. "Tutto è nato per episodi di cyberbullismo via whatsapp, ne è seguita una profonda discussione di classe e poi l'idea del video". Che ora è in lizza anche per un concorso del Miur ed è stato inciso grazie a mille euro raccolti dai genitori dei ragazzi


Il gruppo whatsapp della classe. Le prese in giro, verso alcuni compagni, da parte di altri, modello branco. La decisione di due docenti di intervenire. L’idea di una canzone, poi di un video, contro il bullismo. Fino alla vittoria nell’inaspettato quanto ambito premio “Leone d’argento alla creatività” alla Biennale di Venezia. È successo tutto questo, ai 19 alunni – 11 maschi, 8 femmine – dell’attuale Terza D della scuola media inferiore dell'Istituto comprensivo di Lesmo, cittadina in provincia di Monza e Brianza. “Nei giorni scorsi siamo finiti in molti telegiornali e testate nazionali e locali, da non credere. Ma ci ricordiamo che tutto questo è nato per risolvere un problema vero, e così è stato”, spiega Luigi Nicolardi, compositore e docente di Musica e, nello specifico, insegnante di sostegno nella classe premiata.

Sì, perché ora il video Ciao Bullo sta spopolando su Youtube, e il ritornello “Sarai forte, sarai bello, ma ti manca il cervello” si starà cantando in centinaia di scuole italiane, ma il messaggio rimane impresso forte e chiaro: “il cyberbullismo, come il bullismo in carne e ossa, va affrontato in modo serio, perché l’uso improprio della tecnologia, data in mano a minorenni fuori controllo dall’adulto, può generare traumi”, sottolinea Nicolardi. Il video è diretto: ci sono due bulletti che importunano qualche compagno in varie situazioni, c’è poi la reazione di compagne e compagni, compatti, che li stigmatizzano. Alla fine, tutti assieme a dire no alle prevaricazioni. Tutto è successo l’anno scorso, quando i ragazzi erano in seconda media: “quando abbiamo saputo del problema legato al gruppo whatsapp, la coordinatrice di classe e professoressa di matematica, Simona Sanvito, ha sospeso temporaneamente la programmazione per dedicarsi a quanto accaduto”, riprende Nicolardi. “Io ero in classe nelle sue ore, e abbiamo stimolato gli alunni alla discussione: dopo qualche tempo i fatti concreti di cyberbullismo sono cessati, nello stesso momento è venuta fuori l’idea della canzone. Loro hanno composto il testo, io la struttura musicale, e sembrava essersi concluso tutto lì”. Invece, la novità: “Abbiamo saputo di un concorso sul tema indetto dal Miur, Ministero dell’Istruzione, ma la canzone aveva bisogno di essere registrata meglio, con gli arrangiamenti. Ci sono venuti incontro i genitori degli alunni, che hanno raccolto i mille euro necessari all’incisione, e così il video, girato da un genitore appassionato di videoriprese, è diventato realtà”.

Sabato 30 gennaio la classe era a Venezia a ricevere il premio, ora si attende l’esito del concorso ministeriale. Nel frattempo gli alunni sono ovviamente su di giri per l’inattesa celebrità: “Già al momento della realizzazione del video, a cui hanno partecipato tutti, ragazze e ragazzi si sono molto uniti tra loro. Oggi lo sono ancora di più”, aggiunge il docente, “e sono loro stessi a ricordare che il video è nato da un’esigenza vera, non per i concorsi. Quindi chiediamo a chiunque ne avesse voglia di condividerlo, facendosi così portavoce del messaggio”. Ciao, bullo senza cervello.

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