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Link 2007: “caso idoneità”, la cooperazione italiana va nella direzione sbagliata

4 Febbraio Feb 2016 1633 04 febbraio 2016
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Continuano a far discutere le linee guida adottate dal Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo, relative all’elenco dei soggetti senza finalità di lucro e alla concessione dei contributi. Il Presidente di Link2007, Paolo Dieci, denuncia “la riproposizione dei medesimi criteri previsti dalla precedente legge”.

Le linee guida e le procedure adottate il 29 gennaio scorso dal primo Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo relative all’iscrizione all’elenco dei soggetti senza finalità di lucro e alla concessione dei contributi stanno suscitando un articolato dibattito nel mondo non governativo italiano.

E’ utile sottolineare in premessa che, quali che siano le posizioni e le opinioni espresse nei documenti approvati, il tema non riguarda solo il rapporto tra organizzazioni della società civile, ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale e Agenzia per la cooperazione allo sviluppo. Sul tappeto vi è una questione più generale, ovverosia la messa in atto delle precondizioni necessarie per il rilancio della cooperazione internazionale dell’Italia.

La sfida da raccogliere è quella di coniugare due esigenze, entrambe da salvaguardare. Da una parte evitare il rischio, insito in ogni nuova fase, di ripartire da zero. Non parte da zero il nostro sistema di cooperazione, né da zero partono le organizzazioni non governative. Esiste un collaudato e diffuso patrimonio di competenze, rigore, accountability che va non solo mantenuto ma valorizzato, esteso, rafforzato, in primo luogo nell’interesse delle comunità e delle aree dove la nostra cooperazione interviene, nel quadro di strategie e agende internazionali alla cui definizione l’Italia ha contribuito.

Dall’altra accogliere nei fatti lo spirito e la lettera della nuova legge, che superando la categoria dell’idoneità della precedente, ha inteso riconoscere il fatto che una pluralità di soggetti organizzati, anche al di fuori dai confini tradizionali della cooperazione non governativa, chiedono di essere considerati come potenziali agenti di cooperazione internazionale, anche tramite partenariati e collaborazioni. Lo spirito della legge va nella direzione di rendere il nostro sistema di cooperazione internazionale più forte, anche tramite partenariati paritetici tra soggetti associativi con storie, tradizioni, competenze differenziate e complementari. Può essere il caso, ad esempio, di partenariati tra ONG e associazioni di migranti in programmi di co-sviluppo e per la gestione positiva dei processi migratori.

I documenti approvati non sembrano andare in queste direzioni; l’impressione è che la complessità della sfida abbia alla fine ispirato l’adozione di una “scorciatoia”, ovverosia la riproposizione dei medesimi criteri previsti dalla precedente legge per il riconoscimento dell’idoneità alle ONG.

L’iscrizione all’elenco appare, nei fatti, una forma di minuzioso riconoscimento. Ovviamente tale possibilità deve richiedere caratteristiche organizzative adeguate e l’assunzione di impegni precisi ma è altra cosa rispetto alla selezione per la concessione di contributi. Quest’ultimo è un passaggio diverso e richiede un’analisi approfondita non solo sulla qualità della proposta progettuale ma anche sull’effettivo valore aggiunto di una specifica organizzazione in uno specifico contesto. E’ del resto la logica cui sempre più si sta ispirando la Commissione Europea, ma non pare la logica dei documenti approvati. Ad esempio, mentre è comprensibile prevedere un equilibrio tra il bilancio di un’organizzazione e l’entità del finanziamento ad essa erogabile, meno pertinente appare definire soglie finanziarie minime per l’iscrizione all’albo, soprattutto se ci si intende riferire ad una pluralità di soggetti organizzati che hanno soprattutto messo in campo risorse umane volontarie, ma non gestito ingenti risorse monetarie.

Non possiamo che augurarci che l’intera materia possa presto essere oggetto di ulteriore approfondimento e siamo fin d’ora pronti a dare il nostro contributo.

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