Alice Pasquini 03
Cultura

A Bologna il Comune multa la street art

16 Febbraio Feb 2016 1525 16 febbraio 2016
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800 euro di ammenda ad Alice Pasquini, in arte Alicè che può vantare commissioni con marchi come Nike, Range Rover, Toyota e Microsoft e segnalata dal New York Times come artista che ha usato l’arte per recuperare periferie degradate

Alice Pasquini, in arte Alicé non è una nuova conoscenza per Vita. L’avevamo lasciata a Melilla, città autonoma spagnola sulla costa orientale del Marocco, nell'Africa del Nord, terra di confine tra Spagna e Marocco, dove con i suoi disegni dava ai giovani speranza. Un lungo peregrinare il suo. Le sue opere infatti hanno colorato i muri di Sydney, New York, Barcellona, Oslo, Mosca, Parigi, Copenhagen, Marrakech, Berlino, Saigon e Londra. E poi naturalmente lavori a Milano, nella sua Roma. Si tratta di di “arte contestuale”, ovvero come spiega lei stessa: «integrarmi nel luogo in cui sto dipingendo. Dalla superficie all’atmosfera, dagli oggetti alle persone». Niente a che vedere insomma con graffiti e tag. Alicè per lo più dipinge su elementi di arredo urbano come panchine, cassette postali e cabine telefoniche. Oltre che naturalmente muri abbandonati.

Grande risalto, anche sulla stampa estera (in particolare sul New York Times) aveva avuto il progetto di Civitacampomarano, piccolo, ridente ed antichissimo paese abitato oggi da appena 400 anime. Lì Alicè aveva decorato le porte del paese (che era anche il luogo natale del nonno).

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Oggi però Alicè dovrà pagare 800 euro di multa al Comune di Bologna. Il fatti rialgono al 2013. Il reparto sicurezza urbana e antidegrado della Municipale si attivò dopo un’intervista dell’artista, dove lei stessa faceva riferimento ai disegni fatti in città, denunciandola alla Procura, dove l’inchiesta del procuratore aggiunto Valter Giovannini, che da anni si occupa di contrasto ai graffiti, ha portato al processo. Da lì la condanna e la multa.

«Penso di aver contribuito a valorizzare la città e non ad imbrattarla, soprattutto perché le opere sono state realizzate in aree degradate. Oggi invece è stato sancito il principio per cui qualsiasi espressione artistica è reato», è il commento dell’artista.

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