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La torta dell'azzardo legale fa gola a tutti, anche alla criminalità

10 Marzo Mar 2016 1230 10 marzo 2016
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"La gestione criminale del gioco on-line si muove nel solco tracciato dall’analoga gestione della distribuzione delle macchine utilizzate per il videopoker". Questo si legge nella Relazione della Direzione Nazionale Antimafia presentata pochi giorni fa in Parlamento. Il rapporto fra territorio e "punti di raccolta", soprattutto scommesse e sale slot, è uno degli snodi cruciali dove l'illegalità si innerva nella legalità e la corrompe. Ecco una ragione fra tante per cui vogliono far saltare i limiti e le distanze previste nei regolamenti comunali e dalle leggi regionali

"Dietro attività apparentemente legali, come il gioco lecito, si nascondono fenomeni corruttivi". Non hanno goduto di grande eco sulla stampa, ancor meno tra banchi e sottobanchi di governo e istituzioni, le parole pronuciate per l'inaugurazione dell'anno giudiziario dal Primo Presidente della Cassazione Giovanni Canzio. La legalità è una di quelle parole di plastica - così le chiama il filologo Uwe Porksen - che servono soltanto finché non servono.

Azzardo legale denato sporco

Ancor meno ascoltate - anche se qui andavano semplicemente lette - le note del Comitato di Sicurezza Finanziaria presieduto dal Direttore Generale del Tesoro, che nell'azzardo legale off e online individua una delle criticità più grandi in tema di riciclaggio e finanziamento di attività criminali, non da ultimo il terrorismo. Non solo: il National Risk Assessment indica anche i metodi di questo money laundering o riciclaggio su larga scala. Badate bene: riciclaggio legale. Altra contraddizione in termini? Sì, lo sarebbe, ma in un sistema barocco - e il nostro è un sistema giuridico barocco - non esistono contraddizioni, esistono pieghe, scappatoie, svicolature. Insomma, i cavilli.

Esistono le torte - e la torta dell'azzardo legale è gigantesca e lascia briciole per tutti: socio psi assistenti di qualche o qualsiasi cura, purché parlino parlino parlino senza andare mai al cuore del problema. E poi esistono le merendine. Esistono quelli che appartengono alla superclasse - né illegale, né legale, semplicemente "sopra" ogni cosa e pertanto pronti a calpestare ogni cosa - che dietro il paravento della legalità si spartiscono la torta ed esistono i ladri di merendine.

Commentando la Relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia, il Procuratore Nazionale antimafia Franco Roberti ha indicato, la sua - che poi sarebbe la nostra - priorità in una fase di scarsi mezzi e di fini a dir poco precari: "basta inseguire i ladri di merendine", ha ammonito Roberto. Falcone lo diceva in inglese ma il succo è lo stesso: "follow the money".

A pagina 82 dell'ultima Relazione si legge che il controllo territoriale viene sempre più realizzato attraverso canali di "gioco". Testualmente a pagina 83 si evidenzia il nesso perverso con il territorio: uno degli ambiti entro i quali appare più conveniente reinvestire profitti criminosi è quello delle agenzie di scommesse che –per la sua peculiare ramificazione territoriale (che può corrispondere alla dislocazione delle singole agenzie di una determinata società di raccolta di scommesse sportive), oltre che per la stretta relazione con il gioco on-line, per sua natura, dematerializzato - spesso implica il coinvolgimento di più di un sodalizio criminale. Su questo terreno spesso si formano e consolidano alleanze o, viceversa, si consumano sanguinose rotture".

Ancora, si legge che "l’ambito imprenditoriale in questione, al contrario di altri che vengono tradizionalmente assegnati all’interesse della camorra e che non presentano particolari difficoltà esecutive, richiede un certo grado di esperienza, anche –ad esempio- nei contatti con i referenti delle società che raccolgono scommesse sportive (per lo più straniere). È allora evidente che chi entri in relazione con un sodalizio camorristico per soddisfare tali finalità non può che rivestire almeno il ruolo di persona in grado di contribuire significativamente al rafforzamento economico dell’organizzazione e dello stesso suo incremento sotto il profilo della capacità – anche rispetto ad altri clan- di inserirsi in un circuito potenzialmente assai vantaggioso".

Prosegue la Relazione:


La gestione criminale del gioco on-line si muove –in un certo senso- nel solco tracciato dall’analoga gestione della distribuzione delle macchine utilizzate per il video-poker

Questa Relazione è stata letta, capita, affrontata, discussa presentata al Paese in toni non caricaturali? Chi avanza i propri progetti di riforma organica del sistema dell'azzardo, sia detto con rispetto, l'ha letta?

A margine, Roberti ha anche proposto il 41bis per i reati di corruzione. Strada impraticabile, - aggiungo io, al di là che il 41bis sia una barbarie - perché finirebbe in carcere la metà della popolazione italiana, neonati compresi. Battuta - mia - a parte, qui il cerchio si chiude.

Torniamo alle parole di Canzio, fatele vostre, cercate di capirne la risonanza profonda, al di là dei commenti altrui (e miei): attività lecite di gioco come fenomeno corruttivo... Tirate da voi le conseguenze.

Postilla dell'ultimo minuto:

Su 5.765 interventi effettuati presso sale giochi e centri di scommesse, riscontrate irregolarità nel 30% dei casi. Sequestrati 576 apparecchi automatici da gioco e 1.224 postazioni di raccolta di scommesse clandestine.

È solo la punta dell'Iceberg che emerge dal Rapporto Annuale 2015 della Guardia di Finanza. Nei confronti di alcuni gestori di sale scommesse e giochi on line non autorizzati, scoperti nel complesso oltre 36 milioni di euro di giocate nascoste al fisco.

Lo Stato bisca


E per finire due numeri:a margine del Primo incontro delle Regioni contro il gioco d'azzardo tenutosi a Palazzo Lombardia, il sottosegretario all'economia che ambisce alla delega ai giochi Baretta, che di finanza dovrebbe capirne essendo stato un alto dirigente Cisl del settore bancario, ha dichiarato testualmente che dal "gioco pubblico" lo Stato ha incassato quest'anno 9 miliardi di euro. Il giro d'affari è sugli 89 miliardi, metà dei quali prodotti da "apparecchi e congegni con vincita in denaro atti al gioco lecito" (le slot), così si esprime il Testo Unico delle Leggi di Pubblica sicurezza emendato ad hoc nel 2003.

A fronte di queste cifre spaventose, ci dicono che il problema è l'illegalità nell'offerta di gioco (si noti la sottigliezza: non l'illegalità contestuale alle attività di gioco "legale": dall'usura al riciclaggio al racket etc etc etc.).

Le stime più attendibili fotograno in 23 miliardi il giro di affari del gioco illegale (perché non lo chiamino azzardo tout court lo vedremo in un altro post). Abbiamo quindi circa 90 miliardi di gioco d'azzardo lecito. 9 se li prende lo Stato e l'illegale grezzo ne genera 23, secondo . Non so se 23 miliardi siano una merendina. Di certo il gioco legale è una torta pazzesca.

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