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Comitato Editoriale

Vita 2016, tutta un'altra storia

14 Marzo Mar 2016 1622 14 marzo 2016
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Una nuova sede, un magazine che si trasforma diventando Bookazine, un sito che continua ad innovarsi e ad evolvere. Vita ha raccontato al Comitato editoriale tutte le sfide del prossimo anno

Vita ha deciso di rilanciare il proprio ruolo di multimedia content company. E per farlo, in questo 2016, ha deciso di affrontare tante sfide diverse. Come sempre dal 1994, abbiamo voluto condividere scelte e percorsi con chi costruiamo e raccontiamo storie di valori condivisi e ad alto impatto sociale: il nostro Comitato Editoriale. Un mutamento dovuto anche alla fusione con K Group, grazie a cui VITA è diventata un’azienda multi-sided e multipiattaforma – un’ibridazione di saperi, che è anche pratica di lavoro. Per via del suo team multidisciplinare, VITA non è più solo una testata cartacea ma un sistema multimediale.

Proprio per questo il primo cambiamento è la prassi lavorativa. Al centro da oggi ci sarà il contenuto che verrà poi declinato attraverso tutti i canali di cui disponiamo, dalla carta all'online fino ad eventi e social.

Penso che le riviste possano essere un manifesto per una comunità di lettori e utenti perché solo con una rivista si può confezionare un'idea e una visione del mondo che l'online non riesce a trasmettere

Casey Caplowe, Co-founder and creative director di Good

VITA Bookazine

Ibrido tra magazine e libro, VITA Bookazine combinerà il meglio delle riviste – come la grafica accattivante e il layout di facile lettura – all’eccezionalitaà del libro, che lo rende un oggetto unico, collezionabile. In un nuovo straordinario formato, di alta qualità cartotecnica e accompagnato da tante immagini, VITA Bookazine sarà centrato su un approfondimento speciale e numerosi contenuti sulle realtà che ogni giorno spingono per il cambiamento. Vogliamo un magazine che segni l’identità, che sia un tratto distintivo di chi si adopera a costruire una società nuova e più giusta.

Il nuovo indice avrà tre sezioni. La prima, Forward, conterrà una serie di rubriche, su tematiche universali e di largo consumo (Food, Viaggi, Design, Mobilità, Economia etc), che indicano e riflettono su direzioni di espansione per il non profit, la sostenibilità e l’innovazione. A firmarle tanti nuovi nomi tra cui Paolo Iabichino, Anna Detheridge e Carlo Ratti. Al centro di ogni numero il Book, il vero corpo del bookazine, un dossier che sviscera il tema del mese nella maniera più completa possibile con servizi, reportage, grandi firme.

Infine, a chiusura di ogni numero, ci sarà Rewind la sezione che avrà il compito di offrire una rilettura degli eventi che hanno caratterizzato il mese appena passato.

VITA.it - Storie e interviste

La nostra offerta utilizza supporti diversi, dal cartaceo al digital, per raggiungere il più ampio pubblico possibile. Grazie alle tecnologie che sviluppiamo ogni giorno, le nostre soluzioni sono tutte design responsive, garantendo la massima fruibilità dei contenuti a prescindere dal device utilizzato. Come il nostro sito che può contare su un database di 160.000 articoli sui temi del mondo non profit, welfare, impresa sociale, impatto sociale, cooperazione internazionale e Africa. Per questo abbiamo deciso di rivedere e rilanciare le pagine Storie e Interviste per renderle sempre più ricche e interattive in modo da valorizzare i contenuti, con uno sguardo sempre rivolto alla qualità.

Una nuova sede

Vita in cartiera

Vita a gennaio 2016 ha trasferito la propria sede in via dei Missaglia, all’interno del compound milanese dell’auto dell’imprenditore Gianni Moccarelli. Ma originariamente qui, a partire dal 1912, c'erano le Cartiere di Verona. Ecco la storia dalla produzione di carta a quella di carta stampata. E l'arrivo delle nuove forme di editoria

Ecco la storia della nostra nuova nuova sede in via dei Missaglia, all’interno di quello che oggi è il compound milanese dell’auto dell’imprenditore Gianni Moccarelli ma che dal 1912 e per tanto tempo è stata il polo milanese delle Cartiere di Verona. Uno delle più grandi opere di ristrutturazione conservativa d'Europa e forse l'unica che ha mantenuto la vocazione industriale originaria.