Corruzione

Appalti al non profit, le prossime Linee Guida di Cantone potrebbero essere vincolanti

8 Aprile Apr 2016 1511 08 aprile 2016

«Col nuovo codice contratti le indicazioni sull'affidamento dei servizi a enti del Terzo settore dovranno essere riviste e potrebbero diventare obbligatorie», annuncia Nicoletta Parisi, consigliere dell'Anac intervenuta ieri a un convegno organizzato da Anpas Toscana

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Raffaele Cantone
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«Col nuovo codice contratti le indicazioni sull'affidamento dei servizi a enti del Terzo settore dovranno essere riviste e potrebbero diventare obbligatorie», annuncia Nicoletta Parisi, consigliere dell'Anac intervenuta ieri a un convegno organizzato da Anpas Toscana

Le Linee Guida per l’affidamento dei servizi a enti del Terzo settore e alle cooperative sociali «andranno aggiornare alla luce del Nuovo codice appalti e potranno divenire vincolanti». Ad annunciarlo è stata Nicoletta Parisi, consigliere dell’Anac (l’Authority anticorruzione guidata da Raffaele Cantone) in occasione del convegno “Nuovo Welfare & Appalti” organizzato da Anpas Toscana in collaborazione con Vita.

Con la costituzionalista milanese si sono confrontati la responsabile Welfare di Anci Toscana Sandra Capuzzi; il responsabile di Estar , la centrale acquisti per la Sanità della regione Toscana Nicolò Pestelli; Alberto Corsinovi, presidente della Misericordie toscane e il padrone di casa Attilio Farnesi, presidente di Anpas Toscana.

Nicoletta Parisi (Anac)

Con il prossimo codice Appalti valuteremo di caso in caso l'obbligatorietà delle Linee Guida

«Le linee guida che abbiamo licenziato a gennaio», ha spiegato Parisi, «sono coerenti con il codice appalti attualmente in vigore, dal 18 aprile però “entrerà in carica” la nuova legge». A quel punto «occorrerà uniformare le linee guida a quel testo». Con una novità. Ad oggi le legislazione prevede che le Linee guida non abbiamo carattere vincolante, con il varo del nuovo codice dei contratti sarà invece discrezione dell’Anac deciderne l’obbligatorietà.

Con quali criteri? Ancora Parisi: «Valuteremo di volta in volta a seconda della criticità del settore: sul tema della varianti per esempio credo che imboccheremo la strada dell’obbligatorietà, in altri casi invece forniremo indicazioni e interpretazione come accade già oggi». E nel caso del non profit? «Non abbiamo ancora sciolto la riserva, molto dipenderà dai contenuti della Riforma del Terzo settore in discussione in Parlamento: solo se valuteremo che quel testo non garantirà al settore un efficiente riparo rispetto a fenomeno corruttivi introdurremo il vincolo dell’obbligatorietà». Come al solito la parola finale l'avrà il capo dell'Anac Raffaele Cantone in prima persona. Per ora di certo c’è solo la tempistica. L’Anac non aspetterà i decreti delegati, «ma interverrà sulla base del testo della delega che nelle prossime settimane sarà approvato in Parlamento», chiosa Parisi.

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