Migranti Bambini ARIS MESSINIS:AFP:Getty Images
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Migranti, Kyenge: L'Ue superi gli egoismi degli Stati membri

18 Aprile Apr 2016 1733 18 aprile 2016
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L'europarlamentare italiana di origini congolesi ha presentato questa mattina all'associazionismo lombardo il Rapporto sull'immigrazione che ha redatto e che il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza martedì 12 aprile 2016: "ora ci sono le basi legislative per riformare il Regolamento di Dublino, concedere visti umanitari, istituire corridoi umanitari. L'accordo Ue-Turchia, cosi com'è, non funziona". Con lei la collega Patrizia Toia e il presidente di Confcooperative Lombardia, Massimo Minelli: "La Carta della buona accoglienza promossa in Lombardia è una prassi virtuosa, bisogna arrivare a una legge nazionale per l'integrazione, come ha appena fatto la Germania"

“Il nostro obiettivo è superare gli egoismi degli Stati membri dell’Unione europea, per un’azione d’insieme che dimostri nel concreto che l’Europa è unita nell’affrontare le sfide delle migrazioni”. Sono le parole con cui ha aperto il suo intervento oggi a Milano, nella sede regionale di Confcooperative, l’europarlamentare Cécile Kyenge, incontrando vari rappresentanti delle associazioni del settore per presentare il rapporto approvato lo scorso 12 aprile dal Parlamento Ue Situazione nel Mediterraneo e approccio olistico in materia di immigrazione. “Si tratta di avviare una nuova politica comune dell’immigrazione e dell’asilo, indicando le chiavi di soluzione per uscire da questa crisi dei rifugiati che rischia di travolgere l'Europa”. Crisi che anche oggi, nel triste anniversario della più ampia strage in un solo naufragio che la Storia recente ricordi - almeno 800 tra morti e dispersi, il 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia - e a poche ore dall'ultimo naufragio riportato, il cui tragico bollettino parla provvisoriamente di 400 persone che hanno perso la vita, in particolare somali, etiopi ed eritrei.

Kyenge, assieme alla collega relatrice del Rapporto (disponibile a questo link), la maltese Roberta Metsola - “entrambe provenienti da Paesi del Sud Europa che si affaccia sul Mediterraneo, ed espressione di due gruppi parlamentari diversi, io S&D, lei PPE”, specifica Kyenge – elenca le chiavi di soluzione in dieci punti essenziali, tra cui l’immediata revisione del Regolamento di Dublino, che impone al migrante la richiesta d’asilo nel paesi di primo approdo, e la concessione di visti umanitari assieme a una politica più decisa verso l’apertura di corridoi umanitari europei, alla stregua di quelli portati avanti negli ultimi tempi da Comunità di Sant’Egidio e Tavola valdese. Con Kyenge erano presenti alla tavola rotonda la parlamentare europea Patrizia Toia e Massimo Minelli, presidente di Concooperative Lombardia, che ha introdotto i lavori. “E’ importante capire che a fianco di un’Europa che non trova una soluzione comune c’è un’altra Europa che pensa al fatto che l’approccio emergenziale non porti da nessuna parte, e quindi bisogna arrivare a politiche condivise di lungo respiro, rafforzando la filiera delle buone prassi e del guardare ai profughi in fuga verso l’Europa come persone, non numeri”, sottolinea Toia.

Durante l’incontro, oltre ai temi macroterritoriali, si è approfondita la situazione italiana. “L’esperienza del volontariato e della cooperazione lombarda raccolta nella Carta della Buona Accoglienza rappresenta un modello per l’Italia, da consolidare, e al quale offrire una cornice nazionale più solida. Apriamo subito il cantiere di una legge nazionale per l’integrazione, come quella che ha appena promosso la Germania”, ha ripreso Kyenge, al cui ragionamento si è affiancato quello del presidente di Conrfcooperative Lombardia: “E’ positivo che, dopo mesi di isolamento, l’Europa discuta di un sistema globale di accoglienza. Per il nostro paese c’è un punto cruciale da cui partire: l'Italia deve estendere il modello Sprar, Servizio di protezione richiedenti asilo e rifugiati, e disincentivare l’apertura dei Cas, Centri di accoglienza straordinaria, attorno ai quali si può verificare un nocivo business legato ai costi per la gestione dei migranti. Occorre ragionare inoltre nell’ottica di far adottare a tutti i Comuni criteri condivisi per tendere ad una reale integrazione”, ha specificato Minelli.

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