Elezioni

Sorpresa al congresso delle Acli: il nuovo presidente è Roberto Rossini

9 Maggio Mag 2016 1935 09 maggio 2016

I due sfidanti ufficiali erano il presidente uscente Gianni Bottalico, 59 anni, nato a Bari, ed Emiliano Manfredonia, 41enne pisano. Alla fine invece ha prevalso Roberto Rossini, 51 anni, bresciano, che ha ottenuto oltre l'85 per cento dei voti. E ora promette: «Rilancio dell'azione, politicità dei servizi,dimensione culturale, azione pubblica»

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Roberto Rossini Acli
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I due sfidanti ufficiali erano il presidente uscente Gianni Bottalico, 59 anni, nato a Bari, ed Emiliano Manfredonia, 41enne pisano. Alla fine invece ha prevalso Roberto Rossini, 51 anni, bresciano, che ha ottenuto oltre l'85 per cento dei voti. E ora promette: «Rilancio dell'azione, politicità dei servizi,dimensione culturale, azione pubblica»

Tra i due litiganti, il terzo ha goduto. O anche, tra il sessantenne e il quarantenne ha prevalso il cinquantenne. O infine, tra Puglia e Toscana alla fine ha vinto la Lombardia. Si può leggere in tanti modi, quello che è successo al congresso nazionale delle Acli dello scorso weekend, fatto sta che il nuovo presidente dell'associazione, a sorpresa, è stato eletto Roberto Rossini, 51 anni, bresciano, che non era neppure tra i candidati. I due sfidanti ufficiali erano infatti il presidente uscente Gianni Bottalico, 59 anni, nato a Bari, ed Emiliano Manfredonia, 41enne pisano.

«E’ stata una cosa abbastanza inaspettata», ha confermato lo stesso Rossini a Radio Vaticana. E un dirigente Acli racconta: «Alla prima votazione i candidati non hanno raggiunto il quorum del 50 per cento +1 degli aventi diritto, e c'era una sostanziale parità con 5 schede di differenza e 18 schede bianche. A quel punto da regolamento si prevede ballottaggio con quorum di 50 per cento +1 dei votanti. Ma i candidati erano già solo due. I votanti erano praticamente corrispondenti agli aventi diritto. Si rischiava una situazione di stallo. E comunque chiunque non sarebbe stato eletto con maggioranza larga per governare». A quel punto si è deciso di sospendere e di dedicare la notte a cercare di costruire un accordo, anche perchè era forte la preoccupazione di non riuscire a chiudere e di dover addirittura riconvocare il congresso. Ma l'accordo alla fine è stato trovato grazie alla disponibilità di entrambi al passo indietro, e la convergenza è stata trovata sul nome di Rossini, che secondo molti è l'uomo giusto per aprire una «fase nuova».

«Il pensiero collettivo è la forza delle Acli, un pensiero che nasce dalla nostra capacità di stare nella quotidianità della vita». Queste le prime parole pronunciate da Roberto Rossini, che ha poi annunciato alla platea di voler procedere a un «rilancio dell'azione quotidiana e volontaria, politicità dei servizi, formazione e dimensione culturale, azione pubblica sono le quattro linee fondamentali a cui intendo improntare il mio mandato». Rossini è stato eletto a scrutinio segreto dai 550 delegati congressuali con l'84,69% dei consensi.

Roberto Rossini è nato nel 1964, è sposato e ha due figlie. Vive a Brescia. Laureato in scienze politiche, è docente di diritto e metodologia della ricerca sociale presso l'istituto bresciano Maddalena di Canossa. Dal 1994 è socio Acli. Dal 2000 al 2016 è stato membro della Presidenza Provinciale delle Acli di Brescia, con delega alla Formazione e in seguito alla Comunicazione, ricoprendo il ruolo di Presidente dal 2008 al 2016. Dall'estate 2010 il Consiglio Nazionale Acli gli ha conferito la delega per la Comunicazione e successivamente è stato dal 2013 responsabile dell’Ufficio studi nazionale.

Nella foto, il neopresidente festeggiato nella sua Brescia

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