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Iniziative

#Comosiamonoi, fotostorie di abitanti di una città viva e multietnica

31 Maggio Mag 2016 1738 31 maggio 2016
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A Como vivono oggi 11mila persone su 80mila che sono arrivate in Italia da 124 Paesi. "Una ricchezza che produce relazioni sociali e contaminazioni positive da fare emergere e raccontare", sottolinea Michele Luppi, giornalista e coideatore di un progetto che unisce fotografia, arte e impegno civico, con un primo traguardo: "una mostra fortografica che aprirà il 2 luglio in un suggestivo spazio comunale. Stiamo raccogliendo i fondi necessari con un crowdfunding"

“È ora di farsene una ragione, Como è multietnica: 11mila persone di 124 Paesi diversi su 80mila abitanti sono una ricchezza da non nascondere. Per questo abbiamo lanciato il progetto #Comosiamonoi”. Michele Luppi, giornalista comasco, ha davanti a sé i primi riscontri – più che positivi: un crowfunding che, nato come esperimento, ora grazie al passaparola punta al traguardo finale, e un’adesione altissima di persone interessate a far parte dell’iniziativa – di un’azione di sensibilizzazione popolare piuttosto diretta: “fotografare le persone che vivono in città, in due pose”, spiega, “la prima, di fronte, con in primo piano il volto. La seconda, di profilo e come una sorta di ombra, in cui si vede solo la silhouette ma soprattutto si riconosce, alle spalle, un luogo significativo di Como, che tutti i cittadini sanno riconoscere al primo sguardo”.

Perché l’ombra? “Perché la realtà parla da sé, l’incontro fra culture diverse è già in atto da anni senza generare problemi se non quelli legati alla quotidianità di città di medie dimensioni, indipendenti dalle provenienze”, sottolinea Luppi. L’ultima foto scattata per #Comosiamonoi da Simone Becchetti , fotografo del progetto di cui è anche ideatore – assieme agli altri mentri del collettivo Comodistrict, tra cui Gabriella Mondelli, designer, Matteo Cancellieri, che lavora nell’organizzazione di eventi, l'autore del video Alessio Cimino - con l'appoggio di rappresentanti di varie comunità etniche comasche, ritrae una donna ghanese residente in città da 23 anni, davanti a un lato di Palazzo Terrani, famoso perché ritraeva in gigantografia il volto di Mussolini e oggi completamente vuoto. Il Comune ha aderito fin da subito al progetto, destinando gratuitamente lo Spazio Natta, centrale locale espositivo, per un primo traguardo del progetto: “una mostra fotografica, che sarà aperta dal 2 al 18 luglio anche nell’ambito del Festival Intrecci di Popoli, giunto alla quarta edizione e organizzato da Centro servizi per il volontariato, Diocesi di Como e la stessa amministrazione comunale”, aggiunge il giornalista comasco, tornato di recente dalla rotta balcanica dei profughi. Il crowdfunding, promosso con il sostegno della start up Be Atlas, “serve nello specifico per raccogliere i 4.544 euro necessari a stampe, allestimento e divulgazione della mostra”, e a pochi giorni dal lancio ha superato un terzo della quota da raccogliere (qui sotto le spese "trasparenti" dell'iniziativa).

“Nel promuovere il progetto ogni giorno incontriamo persone, italiane o di origine straniera, che operano per la propria comunità senza esitazione, e questo è il grande valore aggiunto per la città: #Comosiamo noi, infatti, non è un’iniziativa per fare un focus sulla marginalità, al contrario vuole mettere in mostra l’impegno civile, la contaminazione positiva”, indica Luppi, "Como sarà probabilmente un primo passo, già da altre città si sono dimostrate interessate al progetto".

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