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Azzardo, le domande a cui il ministero non può (o non vuole) rispondere

6 Giugno Giu 2016 1216 06 giugno 2016

La legge di Stabilità dello scorso anno aveva stanziato 50 milioni l'anno per i soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico. Come sono stati utilizzati questi fondi? E cosa ne è stato del milione di euro destinato alla sperimentazione di un software per analizzare e controllare i comportamenti problematici legati al gambling? E ancora: come è possibile che in pochi mesi al Ministero risulti un incremento degli utenti dei servizi di oltre il 90%? Tutte le domande a cui fino ad oggi il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin non dà risposta. Per quale ragione?

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Lorenzin
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La legge di Stabilità dello scorso anno aveva stanziato 50 milioni l'anno per i soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico. Come sono stati utilizzati questi fondi? E cosa ne è stato del milione di euro destinato alla sperimentazione di un software per analizzare e controllare i comportamenti problematici legati al gambling? E ancora: come è possibile che in pochi mesi al Ministero risulti un incremento degli utenti dei servizi di oltre il 90%? Tutte le domande a cui fino ad oggi il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin non dà risposta. Per quale ragione?

È nebbia fittissima al ministero della Salute sui fondi destinati al recupero dei soggetti affetti da gioco d’azzardo patologico. Come sappiamo la legge n.190 del 2014 (legge di stabilità per il 2015), all’articolo 1, comma 133, prevedeva che «nell'ambito delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale (…) a decorrere dall'anno 2015, una quota pari a 50 milioni di euro è annualmente destinata alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d'azzardo». Oggi però, mentre è in corso l’assegnazione dei fondi 2016 in capo all’Osservatorio nazionale, il ministero della Salute, presso cui - a quanto si sa - è incardinato il fondo, non è in grado di dire come siano stato impegnato il budget 2015 (quali strutture, quanti ludopatici coinvolti, quali i criteri di assegnazione delle risorse…). Buio assoluto anche sul milione di euro che sempre per il triennio 2015/2016/2017 sarebbe dovuto esser destinato alla sperimentazione di un software per analizzare e controllare i comportamenti problematici legati al gambling. A chi sono stati assegnati questi fondi? Come funziona il software? La sperimentazione è partita?

Buio assoluto anche sul milione di euro che sempre per il triennio 2015/2016/2017 sarebbe dovuto esser destinato alla sperimentazione di un software per analizzare e controllare i comportamenti problematici legati al gambling

Tutte domande che il 5 maggio scorso abbiamo recapitato ai tecnici del ministero guidato da Beatrice Lorenzin attraverso l’ufficio comunicazione, ma che, un mese dopo malgrado rassicurazioni e due interrogazioni parlamentari presentate in Senato dal Movimento 5 stelle (Endrizzi, Morra, Crimi e Marton) e alla Camera dal partito Democratico (prima firmataria Elena Carnevali), non trovano ancora risposta.

Giovanni Endrizzi, senatore Movimento 5 Stelle

Elena Carnevalil deputato Partito Democratico

In quell’occasione avevamo posto al ministero anche un’altra questione. Questa: lo scorso ottobre il Ministero ha rivelato che i pazienti affetti da disturbo da gioco d’azzardo in trattamento erano 12.376. Sei mesi dopo il dato è confermato? È possibile avere il quadro specifico regione per regione?

Questa la risposta della Direzione generale della prevenzione sanitaria: «Per quanto invece attiene ai citati 12.376 pazienti in trattamento che sarebbero stati dichiarati dal Ministero, non è nota all’Ufficio la fonte di tale dichiarazione. Infatti nel progetto dell’ISS-CCM “sistemi di sorveglianza naz.le sul disturbo da gioco d’azzardo: progetto sperimentale” i primi parziali risultati del censimento, ancora in via di ampiamento, parlano già di 23.883 utenti presi in carico nell’anno di riferimento dalle strutture aderenti al progetto - Servizi SSN (17.688 soggetti) e Strutture del privato sociale (6.195 soggetti) -, seppure l’invito alla partecipazione allo studio, la ricerca di un feedback e l’elaborazione dati stiano ancora attivamente proseguendo, per cui tale dato presumibilmente verrà presto amplificato».

Lo scorso luglio il ministro Lorenzin e il suo collega Padoan avevano firmato il decreto di istituzione dell’Osservatorio per il contrasto dell’azzardo. Compito dell’ente sarebbe quello, fra gli altri, di monitorare la dipendenza del gioco d’azzardo e l’efficacia delle azioni di cura e prevenzione intraprese. Cara Lorenzin, senza chiarezza e trasparenza, difficilmente questo obiettivo sarà centrato. Nel momento in cui deciderà di rispondere alle nostre domande, volentieri la staremo ad ascoltare e lo faremo con la massima attenzione. Speriamo, innanzitutto per il bene delle vittime di questa piaga, che quel momento non tardi ad arrivare. Noi ci speriamo. Nota bene: la fonte dei dati pubblicati da Vita lo scorso ottobre è la medesima (la Direzione prevenzione) che oggi chiede lumi sulla “fonte di tale dichiarazione”. Sorprende poi come in appena sei mesi il numero dei soggetti presi in carico al ministero risulti incrementato del 93%. Possibile? L’impressione è sia sul versante fondi, sia su quello dei numeri al Ministero si navighi pericolosamente a vista (a meno di non voler pensare che ci sia una pervicace volontà di nascondere i dati).

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan

Lo scorso luglio il ministro Lorenzin e il suo collega Padoan avevano firmato il decreto di istituzione dell’Osservatorio per il contrasto dell’azzardo. Compito dell’ente sarebbe quello, fra gli altri, di monitorare la dipendenza del gioco d’azzardo e l’efficacia delle azioni di cura e prevenzione intraprese.

Cara Lorenzin, senza chiarezza e trasparenza, difficilmente questo obiettivo sarà centrato. Nel momento in cui deciderà di rispondere alle nostre domande, volentieri la staremo ad ascoltare e lo faremo con la massima attenzione. Speriamo, innanzitutto per il bene delle vittime di questa piaga, che quel momento non tardi ad arrivare. Noi ci speriamo.

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