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Access to asylum, la guida che tutti i profughi dovrebbero avere

8 Giugno Giu 2016 1631 08 giugno 2016
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Promossa dalla cooperativa sociale bresciana K-Pax - dal 2004 impegnata sul fronte dell'accoglienza - con il sostegno di Open society foundations, offre uno strumento fondamentale alle persone intenzionate a richiedere asilo politico in Italia. "È disponibile via web, in sette lingue. Ora, anche con il passaparola, chiediamo l'aiuto di tutti affinché arrivi in ogni punto di sbarco e nei centri in cui vengono accolti i migranti"

Uno strumento tanto immediato quanto indispensabile: si tratta della guida per l’accesso all’asilo (Access to asylum) promossa in sette lingue dalla cooperativa sociale K-Pax, nota per essere punto di riferimento nel bresciano nell’accoglienza ai richiedenti asilo e, soprattutto, realtà che nel tempo si è fatta notare in positivo proprio per il modello virtuoso di gestione. Gestione che altrove invece è spesso legata a problemi, se non scandali, riguardanti sia il rispetto dei diritti umani degli accolti sia l’appropriazione indebita dei fondi: i “celebri” 35 euro al giorno stanziati giornalmente dal ministero dell’Interno all’ente gestore per ciascun richiedente asilo.

Che K-Pax faccia sul serio se n’è accorta da tempo anche la fondazione del magnate George Soros, la Open society foundations, in prima fila nel supportare e finanziare la nascita della guida Access to asylum, accessibili da computer e smartphone: “si tratta di uno strumento audio-video multilingue - italiano, inglese, francese, arabo, pashto (parlato in Afghanistan e Pakistan), bambarà (Mali) e mandinka (Ghana e Senegal) - fruibile gratuitamente via web, al sito apposito”, ci spiega il presidente di K-Pax, Carlo Cominelli. Ecco qui sotto l’esempio del primo video.

Il risultato finale è il frutto di un lavoro di almeno un anno: muoversi tra i tanti punti della legislazione italiana in materia non è stato facile, volevamo che ne uscisse qualcosa di immediato, dato che molte persone arrivano in Italia analfabete”, continua Cominelli. “Ci siamo riusciti con il fondamentake apporto degli avvocati che già collaborano con noi per la gestione dei richiedenti asilo, che hanno analizzato e ritenuto corretta ogni singola informazione sulla richiesta di asilo nel nostro Paese”. Ora è necessario un doppio binario per fare arrivare la guida a tutte le persone coinvolte: “da una parte il passaparola tra migranti è importante, dall’altra chiederemo che venga introdotta nei Cas, Centri di accoglienza straordinaria, partendo da quelli delle zona per poi estendere l’opportunità agli altri”. Un ulteriore auspicio è che, nel frattempo, le varie reti umanitarie lungo il territorio italiano ci mettano del loro per diffondere il più possibile la guida. “Spesso le informazioni che ricevono queste persone sono inadeguate, lacunose, la guida è per facilitarli a sapere i loro diritti/doveri legati all’arrivo in Italia”.

Attiva nell’accoglienza dal 2004, aderente fin da subito ai progetti Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati, progetti con enti capofile le singole amministrazioni comunali) e nota per essere uno dei primi enti gestori a promuovere il modello della microaccoglienza diffusa – un numero di persone limitato per ciascun centro abitato, anziché tante persone in pochi centri: esperienza vincente dal punto di vista dell’integrazione, raccontata anche nel libro La valle accogliente (Emi 2015, autori Silvia Turelli, Eugenia Pennacchio, Paolo Erba) - la coop sociale K-Pax gestisce oggi la quotidianità di 96 richiedenti asilo, 76 in Valle Camonica (51 tramite Sprar, 25 in Cas, in tutto 14 strutture su nove Comuni) e 20 nella città di Brescia (Sprar), provenienti da Afghanistan, Pakistan, Nigeria, Mali, Gambia, Sierra Leone e Costa D'Avorio. Attualmente dà lavoro, tra operatori e mediatori culturali, a 20 persone.

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