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Sos Villaggi dei Bambini

Rifugiati: #nessunbambinosolo parola d'ordine nei Villaggi Sos

20 Giugno Giu 2016 1021 20 giugno 2016
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«Aiutare chi ha bisogno e creare una società più accogliente, soprattutto per i bambini vulnerabili e per le loro famiglie, non deve iniziare e terminare con la Giornata Mondiale del Rifugiato. L’impegno deve essere continuo» ricorda Carsten Völz del team emergenza di Sos Villaggi dei Bambini Internazionale

Sono quasi 60milioni le persone nel mondo che hanno abbandonato le loro case a causa di conflitti, disordini o catastrofi. Più della metà ha meno di 18 anni. Nei primi quattro mesi di quest’anno, oltre 180mila persone sono arrivate in Europa via mare. L’85% sono sbarcate sulle coste greche. Oltre 95mila minorenni non accompagnati o separati dalla loro famiglia hanno cercato asilo in Europa nel 2015. Più di 1.255.000 di nuove domande di asilo sono state depositate nel 2015 (il doppio del 2014) e la maggior parte dei richiedenti provengono da Siria, Afghanistan e Iraq

«La cura e la protezione dei milioni di sfollati e dei bambini rifugiati devono essere la priorità» afferma Carsten Völz del team emergenza di Sos Villaggi dei Bambini Internazionale. «Quasi tutti i Paesi hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, che obbliga i governi a prendersi cura dei bambini fornendo un ambiente sicuro e opportunità di istruzione. Eppure, troppi sono ancora i Governi che hanno risposto all’emergenza erigendo mura e barriere. I bambini rifugiati che hanno subito il trauma della guerra e della separazione dalle loro famiglia non dovrebbero mai più affrontare incertezza e rischio di sfruttamento. Aiutare chi ha bisogno e creare una società più accogliente, soprattutto per i bambini vulnerabili e per le loro famiglie, non deve iniziare e terminare con la Giornata Mondiale del Rifugiato. L’impegno deve essere continuo».

Sos Villaggi dei Bambini, nel 2015, ha fornito aiuto ai rifugiati, alle famiglie e ai minorenni non accompagnati in almeno 14 paesi dal 2015. Più di 1.000 sono stati i bambini e ragazzi protetti e curati nei Centri Sos. 4 Squadre di emergenza hanno fornito aiuto a migliaia di profughi. «La situazione globale è complessa. Non è una crisi a breve termine. La maggior parte dei rifugiati fuggono da conflitti» osserva Alia Al Dalli, Direttore Internazionale Sos Medio Oriente e Nord Africa. «I governi devono aumentare gli sforzi per trovare soluzioni a lungo termine nei paesi di origine. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile, recentemente adottati, sono il modello per un mondo in cui nessuno debba abbandonare la loro casa, per qualsiasi ragione».

Secondo Unhcr, nel 2015, sono sbarcati sulle coste italiane circa 12.360 minorenni stranieri non accompagnati (pari all’8% del totale degli arrivi) e negli ultimi anni il numero di bambini e giovani migranti che hanno affrontato il viaggio con i genitori o da soli è in continuo aumento. «Garantire l’accoglienza e favorire l’integrazione sociale dei Minorenni Stranieri Non Accompagnati e dei giovani Richiedenti Asilo in Italia è la nostra priorità» afferma Samantha Tedesco, responsabile Advocacy e Area Programmi. «Sono 50 coloro che in questo momento sono accolti e sostenuti nei nostri Villaggi. Promuoviamo, progettiamo e realizziamo interventi centrati sull’accoglienza, l’orientamento, l’accompagnamento e il supporto a percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Inseriamo i ragazzi in un progetto di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, garantiamo sostegno psicologico e un’attività di integrazione sociale e accompagnamento all’inserimento lavorativo. Per noi Nessun bambino nasce per crescere da solo».

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