Guzzetti
Fondazioni bancarie

Acri, presentato il XXI Rapporto d’esercizio

25 Luglio Lug 2016 1709 25 luglio 2016
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Nonostante la nuova crisi bancaria e le turbolenze finanziarie che hanno caratterizzato il 2015, le fondazioni di origine bancaria mantengono un trend positivo sia in termini di erogazioni che di patrimonio contabile. Una sintesi del rapporto

19,3 miliardi dopo l'ultimo esercizio (ma sono 21,2 con gli impegni futuri giù assunti), di cui 8,3 miliardi nel periodo 2008-2014, nel pieno delle turbolenze economico-finanziarie. È questo il monte erogazioni dal 2000 ad oggi di Acri (la sigla che raccoglie 88 Fondazioni italiane). Questo il dato che apre il XXI Rapporto dell’associazione guidata da Giuseppe Guzzetti. Da sottolineare che il consuntivo annuale di settore sia stata accompagnato anche dall'esito di una nuova iniziativa a favore dei migranti, mentre le Fondazioni - con uno stanziamento collettivo di 120 milioni - sono il pilastro del piano anti-povertà appena annunciato dal governo.

Non solo, mentre il 2015 è stato caratterizzato dalla nuovo crisi bancaria le Fondazioni dell'Acri hanno fatto da piattaforma ad Atlante, il fondo salva-banche da 4,2 miliardi creato a tempo di record per garantire le ricapitalizzazioni-salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Atlante - gestito da Quaestio, la Sgr della Fondazione-capofila Cariplo - è ora chiamato a intervenire su Mps, in particolare sullo smaltimento urgente di 10 miliardi di sofferenze creditizie richiesto dalla Bce. Una dimostrazione di solidità non indifferente oltre che l’ennesima dimostrazione di utilità dopo le tante polemiche sul mondo delle Fondaizoni Bancarie.

Uno sguardo al rapporto.
Il patrimonio contabile delle Fondazioni di origine bancaria, in base ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2015, ammonta a 40,8 miliardi di euro e costituisce circa l’84% del totale di bilancio che assomma a 48,6 miliardi di euro. Nell’ultimo esercizio il valore contabile del patrimonio ha registrato una diminuzione dell’1,2%, con una variazione netta negativa di quasi 491 milioni di euro. Dal 2000, anno di entrata in operatività della legge Ciampi, al 2015 esso ha avuto un tasso di crescita medio annuo dello 0,94%. Nello stesso periodo 2000-2015, le Fondazioni hanno erogato risorse per complessivi 19,3 miliardi di euro (8,3 nel solo periodo 2008-2014) e accantonato ulteriori risorse per l’attività erogativa futura pari a circa 2 miliardi di euro, per un totale di 21,2 miliardi.

Più della metà delle Fondazioni opera con un grado di specializzazione settoriale degli interventi alto, mentre la restante parte si attesta su un livello medio. Ciò significa che i primi due settori di intervento della Fondazione sono destinatari di quote di erogazioni che mediamente oscillano tra il 40% e il 60%; incidenze che documentano il pieno allineamento delle politiche erogative delle Fondazioni alle già ricordate prescrizioni normative che impongono di destinare almeno il 50% delle risorse disponibili per erogazioni a non più di cinque tra i “settori ammessi”.

Il numero medio di settori di intervento di ciascuna Fondazione è 6,8 (nel 2014 la media era 7). Tutte le Fondazioni censite operano nel settore Arte, Attività e Beni culturali; per quanto riguarda gli altri settori, le presenze più numerose si registrano nel settore Volontariato, Filantropia e Beneficenza6 (dove operano 85 Fondazioni), Educazione Istruzione e Formazione (78 Fondazioni), Salute pubblica (66 Fondazioni), Sviluppo locale (57 Fondazioni) e Ricerca e Sviluppo (55 Fondazioni).

Sul totale delle erogazioni quelle superiori a 100.000 euro incidono per il 69,5% degli importi erogati e per il 6,8% del numero degli interventi (rispetto, relativamente, al 68,5% e al 5,9% del 2014); quelle di importo unitario superiore a 500.000 euro assorbono il 43,6% dell’erogato complessivo. Il peso delle erogazioni non superori a 5.000 euro diminuisce lievemente rispetto all’anno precedente quanto a importi (il 2,6% contro il 2,9% del 2014), e diminuisce di oltre 2 punti percentuali la quota del numero di iniziative (il 46,9% contro il 49,2% del 2014). Le erogazioni pluriennali7 rimangono stabili sia negli importi che nel numero rispetto al 2014 (l’11,6% degli importi e il 2,8% del numero di interventi).

I beneficiari
I beneficiari delle erogazioni delle Fondazioni sono sempre soggetti che perseguono finalità non lucrative di utilità sociale: dunque sono soggetti privati non profit – ad essi va il 68,4% degli importi erogati (67,7% nel 2014) e il 70,6% del numero di interventi (69,1% nel 2014) – o istituzioni pubbliche. Fra le categorie di beneficiari privati i più importanti sono le fondazioni (naturalmente non si tratta di Fondazioni di origine bancaria) che, con il 34,4% degli importi, si confermano anche in questa rilevazione al primo posto in assoluto fra tutte le categorie di beneficiari pubblici e privati. Seguono: Associazioni (13,9%, di cui 1,2 punti percentuali destinati ad Associazioni di promozione sociale); Altri soggetti privati (8,5%), comprende Comitati, Ipab private, Ong, scuole e strutture sanitarie private; Organizzazioni di volontariato (4,8%); Enti religiosi o di culto (3,3%) Cooperative sociali (3%); Imprese sociali (0,3%). Fra i soggetti pubblici, che ricevono complessivamente il 31,6% delle erogazioni, i destinatari sono: Enti locali (16,8 %); Scuole e Università pubbliche (7,1%); Enti e Aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche (4,1%); Altri Enti pubblici (3%) e Amministrazioni centrali (0,7%).

La distribuzione territoriale
La caratterizzazione localistica dell’attività erogativa delle Fondazioni trova conferma anche nel 2015: le erogazioni destinate alla regione di appartenenza sono infatti sempre in larga maggioranza (l’87,9% degli importi e il 94,5% del numero di iniziative). In merito alla distribuzione geografica delle erogazioni, al Nord va il 71,3% delle risorse, di cui il 41,6% al Nord Ovest e il 29,7% al Nord Est; al Centro il 22,3%; al Sud e Isole il 6,4%. Nei territori del Sud e Isole, le Fondazioni operano anche attraverso la Fondazione con il Sud, che nel 2015 ha fatto interventi per 18,7 milioni di euro.

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