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No Slot

Bergamo chiama, Reggio Emilia risponde. Dal M5S innovativa proposta di regolamento no slot

2 Settembre Set 2016 1113 02 settembre 2016
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Una proposta di delibera e regolamento del M5S di Reggio Emilia raccoglie e inasprisce il modello messo in campo a Bergamo: previsto il divieto di vendita di ogni forma di azzardo "legale" - dalle macchinette ai gratta & vinci - in determinate fasce orarie. Cantamessi (M5S): «Al PD chiediamo di avanzare uniti, forti dell'esperienza bergamasca. Anche per noi è l'ora del pragmatismo». Ora la palla passa al sindaco Vecchi (PD), tra l'altro responsabile welfare dell'Anci e membro dell'Osservatorio sull'azzardo al Ministero della Salute

Bergamo chiama, Reggio risponde

L'avevano promesso (ne avevamo parlato a maggio, in anteprima, su Vita) e l'hanno fatto: sentito il parere degli uffici tecnici comunali, il Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia ha presentato una proposta di delibera di Consiglio su un “Regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito” che riprende il modello-Bergamo. Un modello, ci si passi il termine, "vincente", pienamente operativo e con risultati che, sul territorio, sono già evidenti: la maggior parte degli esercenti rispetta i divieti e per chi non rispetta la legalità, ovviamente, scattano le multe.

Siccome tutto è replicabile, quando è ben fatto, ma tutto è migliorabile, nella loro proposta i consiglieri 5stelle hanno tolto le eccezioni al divieto – Bingo, Totocalcio, limitazioni su scommesse online – che ancora permanevano nel regolamento approvato a Bergamo. Rispetto a Bergamo, per una questione tecnica, gli orari non saranno specificati, ma saranno decisi dal sindaco. Al primo cittadino, oneri e onori. Ma non sarà solo, in questo percorso che si preannuncia condiviso e potrebbe aprire un laboratorio di compartecipazione civica molto interessante.

La mano tesa al PD e il bene comune

Si tratta, ci spiega Ivan Cantamessi, capogruppo del M5S al Consiglio comunale di Reggio Emilia, di una proposta di delibera, quindi di un invito non solo al dialogo, ma all’azione comune. La proposta, ci spiega Cantamessi, «parte da quella restrittiva di Bergamo ed è stata adattata alla realtà e ai regolamenti in vigore in Emilia Romagna. Inoltre ha ricevuto il vaglio e l'ok degli uffici legislativi del Comune di Reggio che ne hanno assicurato la conformità e legittimità legislativa». Ora, prosegue il capogruppo del M5S in Comune, «stiamo raccogliendo le valutazioni anche delle associazioni no slot e siamo disponibili a migliorare ulteriormente il testo insieme agli altri consiglieri comunali. Migliorare naturalmente in senso naturalmente sempre più restrittivo , nell' ottica di prevenire la diffusione dell'azzardopatia». Dobbiamo lavorare in maniera trasparente, spiegano dal M5S, «aprendo un circolo virtuoso di buone pratiche e di attivismo civico. Ce la faremo, se tutti avranno di mira il bene comune».

È possibile che, da tutte le parti politiche, arrivino risposte positive e il modello si espanda anche altrove, oltre a Reggio... Ora, però, bisogna passare dalle parole ai fatti. E, su Reggio Emilia, la palla passa al Sindaco Luca Vecchi, amministratore sensibile al problema e che tra l'altro è responsabile Welfare dell'Anci, l'associazione nazionale dei comuni, oltre che rappresentante della stessa Anci all'Osservatorio sull'azzardo presso il Ministero della Salute.

La proposta parte da quella restrittiva di Bergamo ed è stata adattata alla realtà e ai regolamenti in vigore in Emilia Romagna. Ora stiamo raccogliendo le valutazioni anche delle associazioni no slot e siamo disponibili a migliorare ulteriormente il testo in senso naturalmente sempre più restrittivo nell' ottica di prevenire la diffusione dell'azzardopatia

Ivan Cantamessi, capogruppo M5S a Reggio Emilia

I numeri di Reggio Emilia

A Reggio Emilia, nel 2012 i giocatori patologici seguiti dal Sert erano 46, nel 2013 erano più che raddoppiati, arrivando a 92, per poi passare a 103 nel 2014, anno dell’ultima rilevazione. Sono spie, indizi, ma altamente indicativi in una città di 171mila abitanti.

Per ogni persona presa in carico o che entra in contatto con i servizi di aiuto pubblici, ce ne sono altrettante che entrano in contatto con professionisti privati. Ma molte, molte di più sono le persone che né intraprendono un percorso di cura, né vengono “intercettate” dai servizi di prevenzione.

Per restare ai dati, l’onlus “associazione Centro Sociale Papa Giovanni” presieduta da Matteo Iori, che dal 2000 lavora sul territorio e oggi gestisce 5 gruppi settimanali in tutta la provincia, ha seguito 904 giocatori in 15 anni (2000-2015) e ricevuto oltre 1500 richieste di aiuto. Iori ha fornito i dati e gli studi che accompagnano la Proposta di Delibera di Consiglio che il Movimento 5 Stelle di Reggio Emilia presenterà oggi.

Ma sono i dati che riguardano la “domanda”. O, meglio, quella parte della domanda che è possibile – proprio perché intercettata e fotografata nel suo impatto negativo e devastante sulla soggettività e le relazioni – qualificare con l’aggettivo “patologica”. Ma poi c’è un sommerso. Non solo un sommerso nella sofferenza – ciò che un criminologo chiamerebbe “cifra nera” – ma un sommerso dell’evidenza. Tutti vedono e tutti sanno, ma per anni hanno voltato lo sguardo dall'altra parte. Ora le cose possono cambiare.

Regolare l'offerta, per contenere la domanda

I numeri dell’offerta, oggi, ci dicono che in provincia di Reggio Emilia, ci sono circa 3600 macchinette (tra slot e vlt), quasi una (0,69) ogni 100 abitanti, sulle quasi 24mila presenti in tutta la Regione. Secondo i numeri della Commissione nazionale antimafia, sul territorio dell'Emilia Romagna, nel 2015, c’erano 23mila 448 macchinette. Di queste 18mila 233 sono disseminate nei bar e 5 mila 2015 in sala giochi, con una spesa media di 1348 euro procapite e una legge regionale che gli operatori del settore chiamano "camomilla", tanto è innocua e tanto è inutile per mettere un freno al problema. In attesa di una legge regionale migliore, senza confidare nei giochetti politici romani a Reggio ci si attrezza per muoversi in piena autonomia, ricordando che un sindaco è, istituzionalmente, l'autorità garante di salute e sicurezza dei cittadini su un territorio. E sicurezza e salute sono i beni collettivi colpiti da ogni forma di azzardo, legale o illegale, attivo o passivo che sia.

Ci sono almeno due cose molto rilevanti nella proposta del Movimento 5 Stelle sul gioco d’azzardo: per la prima volta a Reggio si propone un regolamento che mette sullo stesso piano tutti i giochi d’azzardo senza limitarsi solo ad un paio di essi, e inoltre finalmente viene proposto il divieto di esporre all’interno e all’esterno dei locali immagini e scritte che pubblicizzino le vincite avvenute. Forse sembrano cose di valore relativo, ma non è così.

Matteo Iori

Non esiste un “gioco responsabile”

Favorevoli anche gli esperti. Uno su tutti, Matteo Iori, reggiano, Presidente dell’Associazione Onlus “Centro Sociale Papa Giovanni XXIII” di Reggio Emilia e come Luca Vecchi membro (delegato in rappresentanza da CNCA) dell'Osservatorio sull'azzardo al Ministero della Salute . «A mio avviso – spiega Matteo Iori - ci sono almeno due cose molto rilevanti nella proposta del Movimento 5 Stelle sul gioco d’azzardo: per la prima volta a Reggio si propone un regolamento che mette sullo stesso piano tutti i giochi d’azzardo senza limitarsi solo ad un paio di essi, e inoltre finalmente viene proposto il divieto di esporre all’interno e all’esterno dei locali immagini e scritte che pubblicizzino le vincite avvenute. Forse sembrano cose di valore relativo, ma non è così. Ormai decine di comuni in tutt’Italia hanno costruito regolamenti per limitare i rischi del gioco d’azzardo, ma quasi tutti si sono concentrati esclusivamente sulle slot machine».

Gli apparecchi, slot e vlt, conferma Iori sono sicuramente «fra i giochi più pericolosi» e, rimarca Iori, quelli che fanno più fatturato e, di conseguenza, quelli che creano più danno sul territorio. Il fatturato di slot e vlt è, infatti, pari a più della metà del fatturato complessivo dell’azzardo italiano. Parliamo del 55,8% del mercato (quasi 48miliardi di euro) che vanno alle macchinette, cosa che, ricorda Iori, le rende particolarmente aggressive sul territorio, per le famiglie, per tutti.

Con la proposta di Regolamento, si invita a disciplinare tutte le tipologie di azzardo legalizzato che prevedano vincite in denaro. Si va, ci spiegano dal M5S, dalle slot alle vlt, dai gratta e vinci alle scommesse su eventi sportivi reali o simulati, bingo e piattaforme online e via discorrendo, con sanzioni molto dure per i trasgressori. Il tutto, in risposta alle numerose richieste di intervento e di aiuto che, anche nel reggiano, continuano a crescere. Intervenire sul territorio con modelli virtuosi è ciò che la cittadinanza e tutto l'associazionismo libero chiede da tempo. Per cominciare, non servono leggi truffa nazionali che non tengano conto delle specificità dei territori, bastano impegno, coraggio, buona volontà e buoni regolamenti. A Bergamo si è cominciato, a Reggio si può continuare.