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#periferiealcentro

Qui Napoli: a Barra il Punto luce sconfigge la dispersione scolastica

11 Settembre Set 2016 1000 11 settembre 2016
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Nel cuore di uno dei quartieri più difficili della città partenopeo, la struttura dell'ong Save the children è diventata un punto di riferimento per chi vuole il riscatto sociale del luogo in cui vive: "gli abitanti per dare fiducia vogliono interventi continuativi, non mordi e fuggi come spesso accade"; spiega il coordinatore Luigi Malcangi, anche lui residente a Barra. Ecco una della storie che raccontiamo sul numero di settembre del magazine già in edicola e nei mondadoristore sotto il titolo "Periferie al centro"

Si scrive quartiere Barra, si è sempre letto deserto. Periferia a est di Napoli, pieno triangolo delle morti (con Ponticelli e San Giovanni a Teduccio) legate alla camorra, separato dal centro da una zona industriale, collegamenti con mezzi pubblici quasi inesistenti così come le aree verdi, 40mila abitanti ammassati, di cui almeno uno su tre è minorenne: è qui che dal giugno 2015 è stato aperto uno dei Punti luce più in prima linea di Save the children.

Stiamo parlando di una struttura dedicata alle attività per minori che, incastonata tra le case e di recente migliorata con la ristrutturazione – fondi donati all’ong dal gruppo Tod’s – dei campi di calcio e basket adiacenti, sta diventando un vero baluardo contro l’emergenza educativa, nel quartiere napoletano con il più alto tasso di dispersione scolastica, il 27%.

“Facciamo attività per i ragazzi ma puntiamo a coinvolgere tutti: la famiglia, le scuole, la dirigenza della municipalità. Niente è lasciato al caso, ogni evento è organizzato in modo meticoloso e spiegato a tutti. Qui la gente è stanca di interventi approssimativi e a spot, ha bisogno di continuità per dare fiducia a chi viene a operare a Barra”, indica Luigi Malcangi, 32 anni, referente dell’ong per Napoli e coordinatore del Punto luce di Barra (a Napoli ce ne sono altri due, in tutto in Italia sono 17), ma soprattutto abitante lui stesso del quartiere.

“Non è facile, sia chiaro. Il primo giorno abbiamo trovato la serratura spezzata, ma abbiamo poi capito che era una provocazione, non una minaccia. Ora siamo riconosciuti, grazie anche alla collaborazione con associazioni e coop che operano nel quartiere da decenni, come Il tappeto di Iqbal”, sottolinea Malcangi.

“I 220 iscritti alle varie attività sono tolti al lavoro nero e alla delinquenza, diventando così preziose risorse su cui possiamo contare. E tra poco la Real Barra wolves, squadra di calcio nata nel Punto luce e formata da minori italiani e stranieri - tra cui due ragazzi del vicino campo rom - debutterà fuori dal quartiere”, sottolinea Malcangi.

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