Anffas

Dopo di noi, ora tocca alle Regioni

15 Novembre Nov 2016 1222 15 novembre 2016

Le Regioni devono adottare senza indugio sia gli indirizzi di programmazione sia gli atti di definizione dei criteri e delle modalità per l'erogazione dei finanziamenti. Dubbi invece sul criterio di riparto, che penalizza le Regioni che hanno meno "facilità" alle certificazioni di disabilità

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Disabilità
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Le Regioni devono adottare senza indugio sia gli indirizzi di programmazione sia gli atti di definizione dei criteri e delle modalità per l'erogazione dei finanziamenti. Dubbi invece sul criterio di riparto, che penalizza le Regioni che hanno meno "facilità" alle certificazioni di disabilità

L’attuazione della legge sul dopo di noi fa il suo primo passo. È di pochi giorni fa la notizia dell’emanazione del decreto di riparto del Fondo relativo alla L. 112/16 per l’anno 2016. Una buona notizia, su cui però Anffas propone alcune riflessioni.

La prima riguarda i criteri di riparto del Fondo da 90 milioni di euro. Il parametro utilizzato per ripartire le risorse fra le Regioni considera le certificazioni di disabilità (art. 3 comma 3 della legge n. 104/1992) rilasciate in ogni Regione a partire dal 1 gennaio 2010, per persone fra i 18 e i 64 anni. È un criterio oggettivo, ma poiché esistono fra le Regioni scostamenti molto significativi nelle certificazioni (scostamenti che apparentemente non trovano alcuna giustificazione), il riparto del Fondo risulta «assolutamente penalizzante per alcune Regioni». Anffas pertanto «si chiede se non sia il caso di approfondire le cause di tali scostamenti o se per le prossime annualità non sia il caso di utilizzare altri parametri più oggettivi, magari omogenei tra i vari fondi speciali dedicati alla disabilità».

Per la piena attuazione alla legge mancano altri passaggi:

  1. Il Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da emanare, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche Sociali per l’individuazione delle modalità di attuazione delle agevolazioni fiscali e tributarie per i trust, i vincoli di destinazione ed i fondi speciali istituiti con negozio fiduciario, che doveva uscire entro il 24 agosto 2016;
  2. Il Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da emanare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata, per fissare gli obiettivi di servizio per le prestazioni da erogare alle persone destinatarie della legge, con scadenza per il prossimo 23 dicembre;
  3. Le campagne informative al fine di diffondere la conoscenza delle disposizioni della legge e delle altre forme di sostegno pubblico previste per le persone con disabilità grave, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri senza alcun termine.

E ora? Una volta emanato dai Ministeri competenti il decreto di individuazione dei criteri di utilizzo delle risorse e conoscendo la somma assegnata, le Regioni devono adottare senza indugio sia gli indirizzi di programmazione sia gli atti di definizione dei criteri e delle modalità per l'erogazione dei finanziamenti, delle modalità per la pubblicità dei finanziamenti erogati e per la verifica dell'attuazione delle attività svolte, nonché delle ipotesi di revoca dei finanziamenti concessi. L’auspicio di Anffas è che con le risorse del Fondo non vengano realizzati semplici “muri”, ma che si prediliga la garanzia al sostegno dei progetti individuali, che garantiscano la migliore qualità di vita possibile alle persone con disabilità destinatarie di tali misure e serenità ai loro familiari.

Un'ultima nota: dal decreto di riparto sono escluse le Province Autonome di Trento e Bolzano, perché dal 2010 esse non accedono alla ripartizione di fondi speciali istituiti per garantire livelli minimi di prestazioni in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Anffas però si chiede se la legge n. 112/2016 trovi applicazione o meno, al di là della ripartizione delle risorse, anche nelle Province Autonome di Trento e Bolzano, auspicando su questo una chiara risposta da parte del Ministero.

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