Incontri

Linguaggi nuovi per l’informazione sociale

21 Novembre Nov 2016 1144 21 novembre 2016

Un bilancio dell’incontro che si è tenuto a Milano nell’ambito di Bookcity. A tema la svolta grafica e di immagine di Vita magazine. Un incontro che ha documentato quanto profonde possano essere le sinergie tra illustrazione e informazione

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Bookcity
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Un bilancio dell’incontro che si è tenuto a Milano nell’ambito di Bookcity. A tema la svolta grafica e di immagine di Vita magazine. Un incontro che ha documentato quanto profonde possano essere le sinergie tra illustrazione e informazione

È stato un momento significativo l’incontro che si è tenuto sabato 19 nell’ambito di Bookcity alla Siam di Milano. Abbiamo fatto il bilancio di un percorso appassionante che ha visto Vita negli ultimi tre anni cambiare non solo nella formula grafica ma anche nel linguaggio. Il riferimento è ovviamente alla collaborazione sempre più proattiva di un gruppo ormai largo di illustratori a cui da qualche mese si sono aggiunto anche i fumettisti. Invitati a fare un bilancio c’erano Sara Maragotto, creativa di Studio Fludd (loro due copertine tra quelle di maggior successo e innovatività: Mamma di maggio 2015 e Montagna felix di luglio 2016) e Pietro Corraini, della casa editrice certamente più autorevole e ammirata per la qualità grafica dei suoi prodotti e per le sinergie create con tanti dei maggiori illustratori italiani. A narrare l’evoluzione di Vita invece c’era Matteo Riva art director del giornale e regista nei rapporti con il gruppo di illustratori.

La cover di Vita "Mamma", disegnata da Studio Fludd

La cover di Vita dedicata all'Expo, disegnata da Sunday Bureau


Che cosa è emerso nell’incontro di cui Marco Dotti ha già proposto la cronaca su Vita.it? L’impressione è che la contaminazione di mondi che avviene sulle pagine di Vita sia qualcosa che apre orizzonti interessanti anche dal punto di vista economico (una sottolineatura fatta da Pietro Corraini: si alimenta una domanda nuova in grado di mettere al lavoro tante energie creative uscite in questi anni dalle scuole di grafica). Dalla parte del giornale la novità importante è il coraggio di usare linguaggi nuovi che portino tematiche centrali per la vita di tutti fuori dagli stereotipi con cui il sociale, sempre più stancamente, è abituato a comunicare e raccontarsi. Un linguaggio che eviti la retorica un po’ preconfezionata e autoreferenziale e che sia capace di parlare con maggiore spregiudicatezza: la copertina e il fumetto (affidati a Martoz) con cui è stato confezionato il numero sulla riforma del Terzo settore è emblematico. Sara Maragotto con il suo intervento ha fatto capire quale profondità di immaginario ci sia nel dna di un illustratore di oggi (anche se lei e il suo gruppo non si definiscono esattamente tali...).

Alcuni bozzetti di Gio Pastori per la cover "Arte che cambia il mondo"

La cover di Vita con il ministro Poletti, disegnata da Martoz


È grazie a questo dna che l’illustrazione riesce ad arrivare in profondità sui temi, a restituirli nei loro aspetti più affascinanti. Come ha detto Sara, illustrazione oggi non ha più a che vedere con il disegnare divertenti pupazzetti ma richiede un’elaborazione concettuale molto seria e precisa e un affinamento del “disegno” come componente che dà potenza espressiva alle immagini.

Per finire resta il grande incoraggiamento di Pietro Corraini che ha assicurato come con questa scelta Vita abbia aperto le finestre su altri mondi e quindi possa conquistare lettori. «Io stesso ne sono diventato lettore fedele e oggi lo considero tra i migliori giornali sul mercato», ha detto. Eravamo alla Siam, che significa Società incoraggiamento arti e mestieri: l’esperienza di Vita è pienamente in quel mood...

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