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Apre il Centro socio-educativo di Save the Children ad Amatrice

24 Novembre Nov 2016 1758 24 novembre 2016
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Il direttore dei Programmi Italia-Europa dell'ong Raffaela Milano è presente sul posto: "c'è molta voglia di ricominciare, oggi abbiamo incontrato i ragazzi che frequenteranno il Centro socio-educativo, raccogliendo le loro proposte". La struttura è costruita grazie a parte dei due milioni di euro raccolti, mentre Ikea ha donato l'arredamento. Ecco anche tutte le altre azioni messe in atto dall'ong per i terremotati

Mancano pochi giorni ad Amatrice: poi il nuovo Cse, Centro socio-educativo, costruito con parte dei fondi raccolti da Save the Children per il post terremoto sarà realtà. “Oggi, mentre il personale dell’Ikea sta montando i mobili donati dalla stessa azienda, abbiamo incontrato i bambini e gli adolescenti che lo frequenteranno”, spiega Raffaela Milano, direttore Programmi Italia-Europa dell’ong, presente sul posto. “Ci hanno segnalato le loro priorità anche alla luce delle attività che svolgevano nel centro che è crollato dopo il sisma: vorrebbero continuare a sperimentare con la musica e a praticare sport”, spiega, “mentre le loro mamme ci hanno chiesto di potere accedere al Cse al mattino, quando i bambini sono a scuola, proprio per trovare un momento di comunità, soprattutto in vista dell’inverno quando il freddo diminuirà i momenti di socializzazione per le strade”. Momenti indispensabili per le persone del luogo, dato lo shock che hanno subito le proprie vite tra l’agosto e l’ottobre di quest’anno.

“C’è molta voglia di ricominciare, così come di rimanere in questo territorio anziché trasferirsi altrove”, sottolinea Milano dopo vari incontri con la popolazione. Il Cse, realizzato in collaborazione con Regione Lazio e Comune di Amatrice, nella frazione di San Cipriano, sarà pronto entro metà dicembre: ampio circa 400 metri quadrati, sarà un luogo dove i minori potranno svolgere laboratori artistici e musicali, accompagnamento allo studio, letture, navigazione protetta su internet e multimedialità. La struttura ospiterà al suo interno anche la mensa scolastica della nuova scuola che sorgerà poco distante, mentre all’esterno è previsto uno spazio coperto attrezzato per sport e movimento. Il Centro rappresenta una delle azioni messe in atto da Save the Children nel piano di sostegno alle persone terremotate di Marche, Umbria e Lazio.

Le altre iniziative? “Spazi a misura di bambino, supporto agli insegnanti, realizzazione di un prefabbricato a uso scolastico”. Ovvero presenza in tutti i luoghi dove attualmente si trovato minori - con le proprie famiglie - le cui case e vite sono state danneggiate dal sisma. La raccolta fondi ad hoc, chiusa a fine ottobre, ha racconto in poco tempo l’importante somma di due milioni di euro ,che permette all’ong di essere presente con i servizi attivi per lungo tempo nelle zone colpite. “Vogliamo essere al fianco dei minori e dei loro genitori per aiutarli a ripristinare in loro quel senso di normalità che hanno perso a causa dell’evento sismico e dell’abbandono delle proprie abitazioni”, continua il direttore dei Programmi Italia-Europa dell’ong. A fine novembre le attività in corso sono molteplici: lo Spazio a misura di bambino, allestito in un hotel di San Benedetto del Tronto, accoglie dal lunedì al giovedì, con un team di quattro educatori, almeno 60 bambini tra i 2 e i 17 anni provenienti dalla zona di Accumoli e oggi ospitati temporaneamente nella struttura. Nelle scuole di Ascoli Piceno e provincia, invece, in coordinamento con Regione Marche l’ong ha formato sulla gestione dello stress post traumatico nei bambini 24 insegnanti dell’Itis Enrico Fermi e 36 maestre delle scuole dell’infanzia di Roccafluvione e Venarotta. A Corridonia, in provincia di Macerata, Save the Children inaugurerà, assieme a Comune e Miur (Ministero di istruzione, università e ricerca) entro fine 2016 un modulo prefabbricato che sarà adibito a scuola - sei aule, due laboratori, una mensa, una cucina, due uffici e i servizi sanitari adeguati - per 80 bambini durante i lavori di riassesto della vicina sede scolastica.

Foto di Danilo Balducci

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