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Guerre e conflitti

Corridoi umanitari: cittadini accolgono famiglie siriane a Varese, Rimini e Fano

31 Gennaio Gen 2017 1713 31 gennaio 2017
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Con i 41 arrivi di ieri a Fiumicino, sono 541 in un anno le persone fuggite dalla guerra portate dai campi profughi del Libano in Italia, grazie all'impegno di Comunità di Sant'Egidio, Comunità Papa Giovanni XXIII e Tavola valdese. Ecco le storie delle famiglie e di come è riuscito a organizzarsi chi le accoglie

Mentre nel mondo, Stati Uniti in particolare, aumentano i casi di profughi respinti alle frontiere, arriva una luce, contenuta nei numeri ma non nella portata, dal Libano all'Italia: sono arrivate ieri all'alba all'aeroporto di Fiumicino 41 persone, famiglie con bambini, provenienti da un campo profughi fuori dall'ecatombe siriana, individuati dopo un percorso rigoroso da Comunità di Sant'Egidio, Comunità Papa Giovanni XXIII e Tavola valdese con il beneplacito dei ministeri di Interno ed Esteri. La formula, già sperimentata da un anno a questa parte con altri 500 arrivi in cinque momenti diversi, è quella dei corridoi umanitari, viaggi sicuri che evitano a queste persone il pericolo di morte in mare e lo sfruttamento da parte dei trafficanti di esseri umani.

Di seguito, grazie alle testimonianze raccolte dai volontari di Operazione Colomba, il Corpo civile di pace della Comunità Papa GIovanni XXIII, la storia di alcune famiglie arrivate ieri attraverso i corridoi umanitari e di come in Italia si sia attivata l'accoglienza diffusa.


Albizzate (Varese)
È in arrivo oggi ad Albizzate (Varese) una mamma con i suoi tre figli, mentre un quarto è morto nella guerra in Siria. Il marito è stato rapito e di lui si son perse le tracce. Negli ultimi anni hanno vissuto in un campo profughi in Libano ai limiti della dignità umana, sostenuti dai volontari di Operazione Colomba, il corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII. Proprio una giovane volontaria, Paola, li ha accompagnati nel viaggio che dal Libano li porterà ad Albizzate. L’accoglienza in città è stata possibile grazie al lavoro di una rete di nuclei familiari della città che si è attivata per trovare una casa per la famiglia di profughi.


Coriano (Rimini)
L’impegno di una rete di cittadini di Coriano (RN) ha reso possibile l’accoglienza: 100 famiglie si sono autotassate per un anno per 15 euro al mese. Il padre richiedente asilo è stato arrestato in Siria per un anno e sottoposto a torture e sevizie, gli sono state uccise la moglie e la sorella. Ha pagato una cauzione di 3000 euro per uscire dal carcere del regime; ora arriva in Italia con i suoi 3 figli e la donna con cui sogna di rifarsi una vita in Italia. I bimbi hanno 3, 7 e 11 anni. Hanno vissuto per 3 anni in un campo profughi del Libano in condizioni ai limiti della dignità umana, sostenuti dai volontari di Operazione Colomba, corpo di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII. La loro accoglienza a Coriano sarà possibile grazie all’impegno di Max e Gilda, una coppia del territorio che ha già due figlie: loro si sono attivati per coinvolgere i cittadini e trovare la casa dove andranno a vivere.


Fano (Pesaro-Urbino)
Padre e madre con tre figli, scappati da Homs in Siria 3 anni fa. I bimbi hanno 5, 8 e 11 anni. Negli ultimi anni hanno vissuto in un campo profughi in Libano ai limiti della dignità umana, sostenuti dai nostri volontari. Stefano Paradisi della Comunità Papa Giovanni XXIII è andato in aeroporto a Roma a prenderli e arriveranno nel pomeriggio. L’accoglienza è resa possibile dal fatto che una rete di famiglie ha avviato una colletta per raccogliere i 24.000 euro che serviranno per pagare i primi due anni di affitto di un appartamento e per sostenere un percorso verso l’autonomia della famiglia di profughi.

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