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Azzardo, la Lombardia pronta ad opporsi al testo del Governo

22 Maggio Mag 2017 1657 22 maggio 2017

L'assessore Viviana Beccalossi questa mattina ha seguito i lavori della Seconda giornata sul contrasto al gioco d’azzardo patologico: «Il contrasto all'azzardo è una battaglia etica a cui non rinunceremo: la norma statale non dovrà mettere a rischio le regolamentazioni che si sono date i territori. Altrimenti diremo no»

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L'assessore Viviana Beccalossi questa mattina ha seguito i lavori della Seconda giornata sul contrasto al gioco d’azzardo patologico: «Il contrasto all'azzardo è una battaglia etica a cui non rinunceremo: la norma statale non dovrà mettere a rischio le regolamentazioni che si sono date i territori. Altrimenti diremo no»

Se come dice il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta «il tempo delle negoziazioni è giunto al termine», la conferenza Stato-Regioni di giovedì prossimo dopo una lunga sfilza di rinvii potrebbe davvero essere quella decisiva: in base alla legge di Stabilità 2016 è infatti quella la sede deputata per normare la riorganizzazione del sistema di vendita dell’azzardo legale in Italia. Una vicenda lunga e tribolata che Vita ha seguito passo dopo passo.

La seduta del 25 maggio rischia però di essere una sorta di resa dei conti fra il Governo che ha messo sul piatto una bozza e le Regioni più critiche capeggiate dalla Lombardia. Del resto i toni i Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana delegata dal presidente Maroni a trattare i temi connessi all'azzardo anche oggi, in occasione della Seconda giornata sul contrasto al gioco d’azzardo patologico (nella foto qui sotto il direttore di Vita Riccardo Bonacina, l’assessore Beccalossi, il vicesindaco di Pavia Angela Gregorini e l’assessore alle Politiche Sociali di Milano Pierfrancesco Majorino durante i lavori che si sono tenuti questa mattina a Milano) non lasciano spazio ad equivoci.

«Forse sarò una nostalgica, ma certo non sono una sprovveduta: non possiamo chiudere gli occhi di fronte a tanti bar e tabaccherie che rischiano di trasformarsi in sale gioco, non possiamo chiudere gli occhi di fronte a uno Stato che ogni anno incassa circa 10 miliardi di euro sulle spalle della povera gente. Uno Stato e un Governo che non devono in alcun modo mettere in forse le norme che i territori (regioni e comuni) si sono dati per proteggere le comunità». Continua Beccalossi: «Devo trovare il modo giusto per dirlo senza usare parole sbagliate e incorrere in querele: però è sotto gli occhi di tutti la potenza delle lobby a favore dell’azzardo. Per questo occorrono norme che mettano al riparo anche i sindaci dei piccoli centri da certe influenze». La partita si gioca in particolare sulle regolamentazione delle distanze dai luoghi sensibili («credo sia pericoloso indicare una forbice, molto meglio stabilire una distanza minima univoca»), sulla determinazione stessa di quali siano i luoghi sensibili («un conto è dire tutte le scuole dal nido all’università, un conto è parlare genericamente di scuole») e sui tempi di apertura degli esercenti («forse 18 ore sono troppe, quale altro esercizio commerciale sta aperto così a lungo?»).

Ciò premesso il rischio che la Lombardia (e con lei probabilmente Puglia, Umbria, Veneto, Liguria, Basilicata e alla Provincia autonoma di Bolzano) si opporranno al testo del Governo sono molto alti. La conseguenza? Baretta potrebbe decidere ti tirare dritto e di procedere via decreto. «Vedremo come finirà, certo è che questa è una battaglia di ordine etico che porterò avanti in ogni possibile sede», chiosa Beccalossi.

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