Innovazione sociale

I 3 consigli di Zuckerberg ai neolaureati di Harvard

26 Maggio Mag 2017 1204 26 maggio 2017

Dal cambiamento climatico, alla lotta alla povertà, il fondatore di Facebook ha trasformato il discorso motivazionale alla cerimonia di laurea di Harvard, in un appello politico e sociale alla futura classe dirigente della sua generazione, per raccogliere le sfide di un mondo diviso dalla disuguaglianza in cui “la globalizzazione ha lasciato indietro molti”

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Dal cambiamento climatico, alla lotta alla povertà, il fondatore di Facebook ha trasformato il discorso motivazionale alla cerimonia di laurea di Harvard, in un appello politico e sociale alla futura classe dirigente della sua generazione, per raccogliere le sfide di un mondo diviso dalla disuguaglianza in cui “la globalizzazione ha lasciato indietro molti”

Cambiamento climatico, migrazioni, uguaglianza. Mark Zuckerberg ha toccato tutti questi temi nel suo ritorno ad Harvard, a 12 anni dall’abbandono degli studi all'università, per parlare alla cerimonia di laurea della classe 2017, la futura élite degli Stati Uniti e del Paese. Un discorso motivazionale ma anche fortemente politico.

“Oggi voglio parlarvi dell’avere uno scopo. Ma non sono qui per fare il solito discorso su come trovare uno scopo nella vita. Siamo millennials. È una cosa che proveremo a fare istintivamente. Invece sono qui per dirvi che trovare il vostro scopo nella vita non è abbastanza. La sfida della nostra generazione è quella di creare un mondo in cui tutti ce l’abbiano.” Ha iniziato Zuckerberg, spiegando poi che “Una delle mie storie preferite è quella di quando John F Kennedy è andato in visita alla Nasa, ha visto un uomo delle pulizie con una scopa in mano e gli ha chiesto cosa stesse facendo. L’uomo gli rispose: 'Signor Presidente, sto contribuendo a mandare un uomo sulla luna'. Avere uno scopo è quella sensazione di appartenere a qualcosa di più grande di noi, di essere necessari, di lavorare per qualcosa di meglio. Lo scopo è ciò che crea la vera felicità. Voi vi state laureando in un momento in cui questo è particolarmente importante. Quando i nostri genitori si sono laureati, lo scopo veniva da un lavoro affidabile, dalla chiesa, dalla comunità. Ma oggi la tecnologia e l’automazione stanno eliminando molti lavori. L’appartenenza alla comunità sta diminuendo. Molte persone si sentono isolate e depresse e cercano di riempire quel vuoto. Nei miei viaggi ho incontrato ragazzi del carcere minorile e persone dipendenti da oppiacei, che mi hanno raccontato come la loro vita avrebbe potuto essere diversa se solo avessero avuto qualcosa da fare, un programma di dopo scuola o un posto dove andare. Ho incontrato operai che sanno che i loro vecchi lavori in fabbrica non torneranno e stanno cercando nuovi posti di lavoro. Per fare sì che la nostra società continui a progredire, abbiamo una sfida generazionale – non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma anche per creare un nuovo senso di scopo”.
Tre i modi identificati da Zuckerberg per fare questo:

  1. Prima di tutto impegnatevi in progetti significativi. La nostra generazione dovrà fare i conti con decine di milioni di posti di lavoro che dovranno essere sostituiti dall’automatizzazione, come le automobili e i furgoni automatici. Ma abbiamo il potenziale per fare molto di più insieme. Ogni generazione ha un lavoro che la definisce. Più di 300mila persone hanno lavorato per mandare l’uomo sulla luna, compreso quel signore delle pulizie. Milioni di volontari lavorano per vaccinare i bambini contro la polio, in giro per il mondo. Milioni di persone si sono impegnate per costruire la diga di Hoover e fare altri grandi progetti che non solo hanno dato uno scopo alle persone che ci hanno lavorato ma hanno dato un senso di orgoglio a tutto il Paese. Adesso è il nostro turno di fare grandi cose. So che forse state pensando: 'Non so come si costruisce una diga o come coinvolgere un milione di persone in una cosa'. Ma l’idea di un unico momento eureka è una bugia pericolosa. Lasciate che vi dica un segreto, non lo sa nessuno all’inizio (…) Se avessi dovuto capire tutto sul modo in cui connettere le persone prima di iniziare, non avrei mai creato Facebook. (…) Quindi cosa stiamo aspettando? È il momento di trovare lavoro per il bene comune che definirà la nostra generazione. Cosa ne dite di fermare il cambiamento climatico prima che distrugga il pianeta e dare a milioni di persone la possibilità di impegnarsi nella costruzione e nell’istallazione dei pannelli solari? Che ne dite di curare le malattie e chiedere a volontari di registrare i dati sulla loro salute e condividere i loro genomi? Oggi la spesa per la cura delle persone è 50 volte superiore a quella della ricerca. Cosa ne dite di modernizzare la democrazia così che tutti possano votare online e personalizzare l’educazione così che tutti possano imparare?”
  2. “La seconda cosa è ridefinire l’uguaglianza per dare a tutti la libertà di cui hanno bisogno per raggiungere uno scopo. Molti dei nostri genitori hanno avuto il posto fisso per tutta la loro carriera. Adesso siamo tutti imprenditori, sia che dobbiamo iniziare dei nuovi progetti o che troviamo un lavoro. È una cosa grandiosa. La nostra cultura imprenditoriale è ciò che ci permette di creare così tanto progresso. (…) Oggi abbiamo un livello di ineguaglianza che fa male a tutti. Quando non hai la libertà di prendere la tua idea e trasformarla in impresa, ci perdiamo tutti. (…) Sappiamo che il successo non arriva solo con una buona idea o lavorando sodo. Anche la fortuna gioca una parte importante. Se crescendo avessi dovuto mantenere la mia famiglia, invece di avere tempo per scrivere codici, oggi non sarei qui.(…) Ogni generazione amplia la propria definizione di uguaglianza. Le generazioni precedenti hanno lottato per il voto e i diritti civili (…) È il nostro turno di ridefinire il nuovo contratto sociale della nostra generazione.
  3. Il terzo modo in cui possiamo creare un senso di scopo per tutti è costruire la comunità. E quando la nostra generazione di “tutti”, intendiamo tutti nel mondo (…) Sappiamo che le nostre opportunità più grandi sono globali, possiamo essere la generazione che mette fine alla povertà e alle malattie. Sappiamo che le nostre sfide più grandi hanno bisogno di risposte globali, nessun Paese può combattere il cambiamento climatico o le epidemie da solo. Il progresso richiede che ci si unisca non solo come città o nazioni, ma anche come una comunità globale. Ma viviamo in tempi di grande instabilità. Ci sono persone lasciate indietro dalla globalizzazione. È difficile prendersi cura delle persone che vivono lontano se non stiamo bene a casa nostra. (…) Il cambiamento inizia a livello locale. Anche il cambiamento globale inizia dalle piccole cose, con persone come noi (…)

Terminando Zuckerberg ha poi condiviso con i neolaureati la preghiera che ripete sempre alla figlia. “Possa la fonte di forza che ha benedetto chi è venuto prima di noi, aiutarci a trovare il coraggio per rendere le nostre stesse vite una benedizione.” Ha concluso Zuckerberg. “Classe del 2017, vi laureate in un mondo che ha bisogno di uno scopo. Tocca a voi crearlo.”

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